Latina: una furia contro i gestori di un pub, avevano testimoniato contro di lui nel processo Reset

Il 33enne denunciato l’altra notte in via Neghelli è un ex pusher accusato dalla Dda di essere stato al servizio dei Travali

Non è stato un comune raptus di follia quello che si è consumato nella tarda serata di mercoledì nella zona dei pub di Latina, perché l’uomo di 33 anni denunciato in stato di libertà dalla Polizia per i reati di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale è Davide Alicastro, latinense con un passato da spacciatore, mentre le vittime dell’aggressione con insulti, minacce e spintoni, sono padre e figlio che gestiscono un locale, comparsi due anni fa in Tribunale contro di lui come testimoni della pubblica accusa, i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nel processo “Reset” che vede lo stesso Alicastro imputato: assolto in primo grado, la sua posizione è ancora al vaglio della Corte d’Appello capitolina per l’accusa di avere fatto parte del sodalizio che i fratelli Angelo e Salvatore Travali avrebbero gestito, con metodo mafioso, nel traffico di droga come nelle estorsioni.

La vicenda si è consumata dopo le 23 di mercoledì quando Alicastro, a più riprese, si è imbattuto casualmente prima nel figlio, poi anche nel padre. Li ha insultati e minacciati, arrivando a spintonarli.

Nel parapiglia è stato bloccato, ma una manata ha colpito uno dei titolari del pub. Era in evidente stato di alterazione e li accusava di avere testimoniato contro di lui, quando la Squadra Mobile aveva cercato le immagini di video sorveglianza del locale che gestiscono e dove Alicastro, nell’estate del 2020, aveva avuto una lite violenta con un altro personaggi di spicco della malavita.

In ogni caso l’altra notte è stato necessario l’intervento dei poliziotti della Squadra Volante, ma Davide Alicastro alla vista degli agenti è tornato a trasformarsi in una furia, urlando insulti e minacce anche contro di loro.

È arrivato al punto di pronunciare pesanti frasi contro gli uomini in divisa, come “vi sparo in bocca a voi e alle vostre famiglie”.

Non ne voleva sapere di calmarsi ed è stato necessario l’intervento degli operatori sanitari di un’ambulanza che hanno dovuto sedarlo prima di trasportarlo in pronto soccorso, presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

Intanto sull’inquietante episodio sono in corso gli accertamenti degli investigatori della Questura.

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