Aprilia, la sinistra pessimista sul PNRR

Chiesto il cronoprogramma aggiornato progetto per progetto, stato reale dei lavori, criticità, azioni correttive e tempi certi

“Chiediamo che sul PNRR si apra immediatamente una fase di piena trasparenza pubblica: cronoprogramma aggiornato progetto per progetto, stato reale dei lavori, criticità, azioni correttive e tempi certi. Aprilia ha diritto di sapere cosa rischia di perdere, cosa può ancora salvare e quali scelte verranno adottate per non disperdere un’occasione irripetibile”.

Chi ha il pane non ha i denti, diceva il detto, e questo sembra essere il destino dei cinquantadue progetti finanziari dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in una città che, mai come ora, avrebbe bisogno di un segnale di ripresa e non solo economico.

Ad intervenire sullo stato in cui versano i cantieri che hanno beneficiato dei fondi del PNRR è il centrosinistra che in una nota congiunta evidenza il grande affanno nell’avanzamento dei lavori di alcune opere, “come il polo culturale “Il Tulipano”, arrivato al 76% dei pagamenti, o il depuratore di Campoverde, al 72%, risultano fortemente in ritardo alcuni tra i progetti più strategici e attesi dalla comunità- scrivono in una nota congiunta Aprilia Domani (Progetto Civico Italia), AVS – Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico – o il maxi-intervento da quasi quattro milioni di euro per la ristrutturazione delle case popolari del quartiere Toscanini, fermo a un misero 5,14% di avanzamento finanziario; del nuovo asilo nido di via Istria, al 33,91%; e della riqualificazione dell’area esterna della Fondazione Come Noi in via Giusti, ancora allo zero assoluto”.

“Non sono numeri neutri – prosegue il comunicato – dietro il ritardo sulle case popolari ci sono famiglie, diritto all’abitare, dignità delle periferie e contrasto alla marginalità. Dietro il ritardo sull’asilo nido ci sono bambini, genitori, lavoro femminile, conciliazione dei tempi di vita e di cura. Dietro gli spazi sociali non realizzati ci sono inclusione, disabilità, servizi di prossimità e comunità. La media dello stato di avanzamento dei 52 progetti, sulla base dei pagamenti effettuati, è del 42,01%. Una situazione già segnalata tempo fa dal Movimento 5 Stelle, con dati estrapolati dal sito ufficiale OpenPNRR.it, aggiornati a ieri.

In questo scenario da codice rosso, la Delibera numero 40 firmata il 5 maggio 2026 dalla Commissione Straordinaria suona come un rimedio tardivo, quasi emergenziale. Con questo atto si tenta di istituire una task force d’urgenza per recuperare i ritardi prima della scadenza finale del Piano, ma lo si fa riorganizzando competenze interne già sottoposte a forte pressione: il trasporto scolastico viene sottratto all’Urbanistica e trasferito all’Istruzione, mentre il controllo sulle società partecipate passa al settore Finanze. È una scelta che fotografa il limite di una gestione costretta a inseguire l’emergenza. Quando si arriva a spostare responsabilità all’ultimo momento, senza rafforzare davvero la struttura comunale, significa che la programmazione non ha retto. E una città complessa come Aprilia non può permettersi di affrontare il PNRR con strumenti improvvisati”.

“Il vero paradosso emerge però al punto 9 del documento, dove si mette nero su bianco che questa riorganizzazione non comporterà alcuna variazione numerica della dotazione organica complessiva dell’ente. Ed è proprio qui che crolla il paravento della “sfortuna organizzativa” e sorge spontanea la domanda più legittima: perché non si è fatto ricorso prima, fin dal 2021, agli strumenti straordinari che lo Stato aveva messo a disposizione dei Comuni? Il Decreto Legge 152 del 2021, poi convertito in Legge 233, offriva infatti una possibilità importante: assumere a tempo determinato tecnici, amministrativi ed esperti di rendicontazione per sostenere l’attuazione dei progetti PNRR, con strumenti pensati proprio per rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali”.

Secondo i progressisti Aprilia avrebbe potuto costruire fin dall’inizio una vera Unità PNRR, per tutta una serie di figure professionali in campo (tecnici, progettisti, amministrativi, esperti di gare, monitoraggio e rendicontazione”, ma non aver sfruttato quella opportunità a tempo debito, comporterebbe oggi il rimescolare competenze e personale già impegnato sui servizi ordinari.

“Questa vicenda deve diventare una lezione per il futuro: il Comune non può essere amministrato con soluzioni di emergenza permanenti – ammonisce il centrosinistra – serve investire sulla macchina amministrativa, sulla stabilità delle competenze, sulla formazione del personale e sulla programmazione. La pubblica amministrazione non è un costo da comprimere, ma lo strumento attraverso cui si garantiscono diritti, servizi, legalità e uguaglianza sostanziale. Oggi la task force prova a mettere una pezza, ma il rischio concreto è che la città veda sfumare o rallentare milioni di euro destinati a scuole, case popolari, parchi, infrastrutture sociali e servizi essenziali. Sarebbe un conto salatissimo, pagato non da chi ha sbagliato programmazione, ma dai cittadini, dalle famiglie, dai bambini, dagli anziani, dalle persone fragili e dai quartieri che attendevano risposte”.


“l PNRR non è una pratica tecnica: è una questione politica, sociale e democratica. Riguarda il modello di città che vogliamo costruire: più giusta, più accessibile, più curata, più vicina ai bisogni delle persone. Una città capace di usare le risorse pubbliche per rafforzare scuola, casa, ambiente, welfare, mobilità, cultura e servizi di prossimità. Ad Aprilia questa vicenda dimostra, ancora una volta, che senza visione, programmazione e capacità amministrativa – conclude il centrosinistra – anche le risorse più importanti rischiano di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata.”

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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