Controlli serrati, indagini mirate e una lunga attività investigativa che ha portato all’identificazione dei presunti responsabili di un furto in abitazione avvenuto nei mesi scorsi a Sermoneta. È il bilancio delle operazioni condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, impegnati in tutta la provincia nel contrasto alla criminalità diffusa e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Tra gli episodi più significativi emersi nell’ultima settimana c’è proprio quello legato a un colpo messo a segno nel settembre dello scorso anno ai danni di un settantenne del posto. A conclusione delle indagini, nella giornata del 13 maggio, i Carabinieri della Stazione di Sermoneta hanno denunciato a piede libero due uomini residenti a Roma, di 24 e 38 anni. Il più giovane, già noto alle forze dell’ordine, dovrà rispondere di furto in abitazione in concorso, mentre il trentottenne è stato denunciato per omessa comunicazione al sistema C.A.R.G.O.S. e per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.
La vicenda aveva avuto contorni quasi cinematografici. Dopo la segnalazione arrivata al Numero Unico di Emergenza 112, i militari erano riusciti a intercettare l’auto utilizzata dai ladri, dando il via a un inseguimento terminato con la fuoriuscita del veicolo dalla carreggiata. L’auto aveva concluso la sua corsa nel fiume Ninfa, mentre gli occupanti erano riusciti a fuggire a piedi facendo perdere temporaneamente le proprie tracce.
All’interno del mezzo, però, i Carabinieri avevano recuperato l’intera refurtiva, per un valore di circa 8mila euro, successivamente restituita al proprietario.
Da lì sono partiti mesi di approfondimenti investigativi e verifiche tecniche che hanno consentito ai militari di risalire all’identità di uno dei presunti occupanti dell’auto. Gli accertamenti si sono poi concentrati sul veicolo utilizzato per il furto, risultato noleggiato tramite una società romana amministrata dal trentottenne denunciato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il noleggio sarebbe avvenuto in maniera irregolare: la società, infatti, non avrebbe effettuato le comunicazioni previste al sistema C.A.R.G.O.S. e avrebbe operato nonostante un provvedimento della Prefettura di Roma che disponeva il divieto di esercizio dell’attività di autonoleggio.