C’è un solo Comune al voto in questa tornata in provincia di Latina ed è Fondi. Dopo il passo di lato del primo cittadino uscente Beniamino Maschietto è piena bagarre per prenderne il posto. Il centrodestra non si presenta unito, mentre sembrano compatte la coalizione civica e quella progressista.
Abbiamo voluto incontrare i cinque esponenti che ambiscono a ricoprire il ruolo di primo cittadino e, ponendo loro domande analoghe, abbiamo tentato di farveli conoscere e far capire quali sarebbero le loro priorità nell’azione di governo.
Francesco Ciccone, è consigliere uscente di minoranza. È rappresentante del mondo civico. Si trova a capo di una coalizione composta da due liste senza simboli di partito: Le due formazioni che lo sostengono sono “Fondi Vera” – con cui già ha corso alla scorsa tornata elettorale – e “Fondi Sicura”. La sua parola d’ordine è “Avanti”
- Cosa l’ha spinta a candidarsi alla carica di primo cittadino?
“Dopo il lavoro portato avanti in questi anni in consiglio comunale, l’assemblea degli iscritti di Fondi Vera ha voluto confermare la mia candidatura. Ho dato la mia disponibilità. Ad una condizione: continuare ad essere gli stessi di sempre, propositivi, laboriosi, seri e coesi. Ed è per questo che sono entusiasta di affrontare questa sfida. Perché sento la responsabilità di una scelta, sento la maturità di un gruppo che nel tempo è cresciuto e ora si presenta ai nastri di partenza in compagnia di un’altra lista civica ovvero Città SiCura, ma soprattutto sono convinto che la città possa esprimere una classe dirigente migliore di quella vista all’opera fino ad oggi”.
- Qual è il primo provvedimento che tenterà di realizzare in caso di elezione?
“La prima cosa che farò è pubblicare online, in tempo reale, ogni euro speso dal Comune. Ogni appalto, ogni incarico, ogni assunzione. La trasparenza non è una riforma tecnica, è un atto politico. È dire a chi ha vissuto di clientele: le regole sono cambiate. Per troppo tempo i cittadini hanno avuto la sensazione che servisse conoscere qualcuno per ottenere ciò che spetta di diritto. Io voglio una città in cui contino le regole, non le conoscenze. Questo non significa fare guerre o cacce alle streghe: significa restituire fiducia ai cittadini e dignità alle istituzioni”.
- Qual è, invece, la sfida amministrativa principale che punta di realizzare entro il mandato se dovesse essere eletto?
“La costituzione di una Società Multiservizi Comunale. Fondi dispone di un patrimonio pubblico significativo e di servizi essenziali che, negli anni, per scelta politica di Forza Italia, sono stati progressivamente ceduti a soggetti privati: dalla gestione del verde pubblico alla manutenzione, dalla raccolta dei rifiuti ad altri servizi di prossimità. Questa stagione di esternalizzazioni ha prodotto risultati deludenti: costi cresciuti nel tempo, qualità dei servizi non garantita, perdita di controllo diretto da parte dell’Amministrazione. La nostra proposta è chiara: costituire una Società Multiservizi che riacquisisca progressivamente la gestione diretta dei principali servizi locali. Un soggetto pubblico capace di operare con logiche di efficienza, ma senza finalità di profitto, con lavoratori locali, con trasparenza nell’operato e con responsabilità diretta verso i cittadini. Non si tratta di “statalismo”, ma di buon senso amministrativo: tenere in casa ciò che appartiene alla comunità, creare occupazione stabile per i fondani, abbattere i costi e restituire al comune il ruolo di protagonista — e non di semplice committente — nella cura della città”.
- Se un suo avversario dovesse elogiarla per una sua qualità, quale pensa sarebbe?
“Probabilmente la costanza. Perché non siamo mai stati lontani dall’impegno per la comunità, sia esso sociale, politico, culturale o amministrativo. È un aspetto che tanti ci riconoscono e che considero motivo di orgoglio. A questo aggiungerei una profonda conoscenza delle problematiche del territorio, maturata non solo attraverso il lavoro istituzionale svolto in questi anni di opposizione, ma soprattutto grazie al rapporto quotidiano costruito con i cittadini. In questi sei anni, come movimento, siamo stati una sorta di “sportello aperto”: tante persone si sono rivolte a noi per segnalare disagi, inefficienze, problemi burocratici o semplicemente per sentirsi ascoltate. Questo contatto diretto e continuo con la città ci ha permesso di conoscere davvero le difficoltà che vivono i fondani nella vita di tutti i giorni e, soprattutto, di provare sempre a dare voce alle loro esigenze, dentro e fuori il consiglio comunale”.
- Immagini di incontrare tra cinque anni un ragazzo che oggi vuole andare via da questa città: cosa vorrebbe che le dicesse?
“Grazie, Francesco. Perché quel pomeriggio in quella mezz’ora davanti ad un caffè mi hai convinto che un’altra Fondi poteva essere costruita e oggi posso finalmente fare qui quello che pensavo di poter fare solo altrove”. Questo deve essere l’obiettivo di ogni schieramento, il minimo comune denominatore per chi fa politica e soprattutto si impegna con un unico scopo, il benessere della sua gente e della sua terra. Ritengo inaccettabile che quasi 5 mila persone, in età lavorativa, siano andate via da Fondi negli ultimi quindici anni perché non hanno avuto qui le opportunità che cercavano, questa è una sconfitta evidente per tutti coloro che hanno governato”.
- Siete in cinque in corsa per la fascia tricolore: chi pensa sia il suo principale sfidante?
“L’avversario principale è l’astensionismo. Oserei dire anche l’indifferenza. Negli ultimi anni tante persone hanno scelto di allontanarsi dalla politica, spesso perché deluse o convinte che il proprio voto non faccia differenza. È un segnale che chi fa politica non può e non deve ignorare. Credo però che si debba tornare a credere nel fatto che, quando una Città viene amministrata davvero nell’interesse dei cittadini, la differenza nella vita quotidiana delle persone si percepisce. Il voto non dovrebbe essere visto come un gesto inutile, ma come un’opportunità per migliorare concretamente la propria città e il proprio futuro. È vero: quando chi amministra pensa solo ai propri interessi, cresce la convinzione che votare non serva a nulla. Ma quando, invece, c’è chi mette realmente al centro l’interesse collettivo, il cambiamento può essere visibile e tangibile. Mi auguro che questa campagna elettorale possa riavvicinare anche chi negli ultimi anni ha scelto di non partecipare. Perché, alla fine, rinunciare al voto significa lasciare che siano sempre gli altri a decidere per noi. A Fondi ormai sono in migliaia a non votare anche alle Comunali, quando pure ci sono in corsa almeno 300 Candidati. Un esercito praticamente. È nostro dovere lavorare sulle coscienze e riportare le persone alle urne”.