Il Consiglio regionale del Lazio respinge la proposta di incompatibilità nei confronti della consigliera regionale di Fratelli d’Italia Emanuela Zappone, che potrà continuare, almeno per il momento, a mantenere sia il seggio alla Pisana sia la presidenza del Parco nazionale del Circeo.
L’Aula ha infatti bocciato la proposta di deliberazione relativa all’accertamento della causa di incompatibilità con 26 voti contrari, 10 favorevoli e 2 astenuti.
La proposta della Giunta delle elezioni
La deliberazione, presentata dal presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, recepiva la decisione assunta dalla Giunta delle elezioni lo scorso 29 aprile.
Il provvedimento invitava formalmente Zappone a scegliere entro quindici giorni tra il ruolo di consigliera regionale e quello di presidente dell’Ente Parco nazionale del Circeo.
Secondo la Giunta delle elezioni, infatti, il doppio incarico sarebbe incompatibile alla luce della normativa vigente sul cumulo tra incarichi istituzionali e vertici di enti pubblici.
I pareri del Ministero
Sulla vicenda si era espresso anche il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che nei pareri trasmessi al Consiglio regionale aveva evidenziato la necessità di optare per una delle due cariche.
Nonostante questo, l’Assemblea regionale ha deciso di non riconoscere, almeno in questa fase, la sussistenza dell’incompatibilità contestata alla consigliera di Fratelli d’Italia.
L’ingresso alla Pisana dopo la sospensione di Tiero
Zappone, prima dei non eletti nella lista di FdI nella circoscrizione di Latina, era entrata in Consiglio regionale nel dicembre scorso al posto di Enrico Tiero, sospeso dall’incarico dopo gli arresti domiciliari disposti nell’ambito di un’inchiesta per corruzione.
Dal momento della surroga, Zappone ha mantenuto contemporaneamente anche la guida del Parco nazionale del Circeo.
Le possibili polemiche
La decisione dell’Aula rischia ora di alimentare nuove tensioni politiche, soprattutto tra le opposizioni, già critiche rispetto alla scelta del Consiglio di discostarsi sia dall’orientamento della Giunta delle elezioni sia dai pareri ministeriali.
La vicenda potrebbe quindi aprire un nuovo fronte politico e istituzionale nei prossimi giorni.