Si è concluso con due assoluzioni per intervenuta prescrizione il processo sul piano integrato di Sperlonga sequestrato nel 2015 che la Procura di Latina riteneva essere una lottizzazione abusiva. È quanto stabilito, nel tardo pomeriggio di ieri, dal giudice del Tribunale di Latina Clara Trapuzzano Molinaro nei confronti degli imputati Armando Cusani, sindaco di Sperlonga già sospeso per 18 mesi in seguito alla condanna a sei anni per la vicenda dell’hotel Tiberio, e l’architetto Luca Conte che aveva curato il progetto.
Nessuna menzione invece per la confisca, che sarebbe potuta scattare comunque, trattandosi di un reato permanente, nel caso in cui fossero emersi gravi indizi di colpevolezza. Tra gli imputati inizialmente c’era anche l’ex dirigente comunale, nel frattempo deceduto.
Secondo la pubblica accusa, sostenuta dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, che chiedeva di proseguire il processo non ravvisando i termini della prescrizione, il piano integrato costituiva una variante al piano regolatore generale, perché anziché prevedere interventi di edilizia residenziale pubblica, era stato trasformato in una vera e propria speculazione edilizia, con volumetrie maggiori rispetto alla tipologia di intervento.
ltretutto l’indagine dei carabinieri aveva documentato che alcune delle unità abitative erano state acquistate da società e privati legati agli ambienti della camorra.
Sarò necessario attendere le motivazioni della sentenza, che saranno depositate entro i termini di legge, per capire se la Procura potrà avere margini per impugnare la decisione del giudice monocratico del Tribunale di Latina, in merito soprattutto alla confisca dell’area oggetto dell’intervento edilizio.