È morto Alex Zanardi, addio al campione che ha insegnato all’Italia a non arrendersi mai

Dalla Formula 1 all’oro paralimpico, una vita segnata dal dolore e dalla rinascita: si è spento a 59 anni circondato dai suoi cari

L’Italia dello sport e non solo piange Alex Zanardi. L’ex pilota di Formula 1 si è spento all’età di 59 anni nella serata del 1° maggio, come annunciato dalla famiglia: «È con profondo dolore che comunichiamo la scomparsa di Alessandro Zanardi. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari». Un addio che lascia un vuoto profondo, ma anche un’eredità immensa fatta di coraggio, dignità e amore per la vita.

Nato a Bologna nell’ottobre del 1966 e cresciuto a Castel Maggiore, Zanardi aveva mostrato fin da giovanissimo talento e determinazione. Figlio di una sarta e di un idraulico, si era avvicinato ai motori quasi per sfida al destino, dopo la perdita della sorella Cristina in un incidente stradale. A 14 anni il primo kart, poi una scalata costante fino al debutto in Formula 1 nel 1991 con la Jordan Grand Prix.

La sua vita cambiò per sempre il 15 settembre 2001, sul circuito del Lausitzring. Un incidente devastante durante una gara lo portò a perdere entrambe le gambe. Rimase in coma farmacologico per giorni, le sue condizioni apparvero disperate. Eppure, contro ogni previsione, sopravvisse. E soprattutto, si rialzò.

Da quel momento iniziò la sua seconda vita. Zanardi trasformò il dolore in forza, diventando uno dei più grandi atleti paralimpici di sempre. Conquistò otto medaglie d’oro ai Giochi e divenne simbolo mondiale di resilienza, capace di ispirare milioni di persone.

Il destino, però, tornò a metterlo alla prova il 19 giugno 2020. Durante una staffetta benefica in handbike nei pressi di Pienza, lungo la SS146, fu coinvolto in un nuovo, terribile incidente contro un camion. Ancora una volta la sua vita rimase appesa a un filo. Ancora una volta, riuscì a sopravvivere e a tornare a casa.

Ieri, però, si è spenta quella luce. Il buio ha preso il sopravvento, lasciando sgomenta un’intera nazione.

Tra i tantissimi messaggi di cordoglio, quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Con il suo esempio ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza e la forza di non arrendersi mai».

Il lutto tocca profondamente anche la Ciociaria. Il delegato provinciale CONI Frosinone, Emanuele De Vita, ha parlato di «una perdita immensa per tutto lo sport italiano», sottolineando come Zanardi sia stato «la prova vivente che il limite risiede solo nella nostra mente».

Struggente anche il ricordo dell’imprenditore Tonino Boccadamo, da sempre vicino al mondo paralimpico: «Ci sono persone che non si limitano a vincere gare. Vincono la paura, il dolore, i limiti. E diventano un faro. Alex è stato questo. Un faro».

Se ne va un uomo che ha attraversato il dolore senza mai arrendersi, che ha saputo trasformare ogni caduta in una ripartenza. Un campione nello sport e nella vita. Alex. Campione per sempre.

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