Allo stadio “Scida” di Crotone il Latina chiude la stagione con una prestazione che lascia il segno. Sotto di due gol all’intervallo, i nerazzurri cambiano volto nella ripresa e travolgono i calabresi con un clamoroso 5-2, in una gara valida per il campionato di Serie C.
Un match dai due volti, con il Crotone padrone nel primo tempo e un Latina completamente trasformato dopo l’intervallo, capace di ribaltare tutto con qualità, ritmo e personalità.
Nel post partita, il tecnico nerazzurro parte da un concetto chiaro, respingendo chi aveva dato poco peso alla sfida: «Non sono tanto d’accordo sul fatto che la partita non avesse valore, perché tutte le partite hanno un valore. Al di là del fatto che sia noi che il Crotone avevamo già raggiunto i nostri obiettivi, bisogna sempre avere la capacità di motivarsi e, una volta raggiunto un obiettivo, stabilirne un altro».
Una vittoria che incide anche sulla classifica finale: «Questo successo ci ha permesso di arrivare tredicesimi, che per noi è tanta roba, visto che a metà campionato la squadra era nei bassi fondi».
Poi la rivendicazione del lavoro della squadra, spesso poco celebrato: «Ogni tanto vorrei dare anche qualche merito alla mia squadra, perché anche domenica scorsa con la Casertana abbiamo fatto una prestazione strepitosa e si è parlato più dei demeriti degli altri. Stasera voglio parlare dei meriti del Latina».
Il tecnico analizza senza nascondersi l’andamento della gara: «Non abbiamo fatto un gran primo tempo, siamo stati un po’ passivi sui gol presi e questo mi ha fatto arrabbiare. Nel secondo tempo però abbiamo giocato a calcio, abbiamo alzato l’asticella e fatto tanti gol».
Spazio anche al lavoro complessivo e al gruppo: «Ho massimo rispetto per chi c’era prima di me. Insieme al mio staff e a un gruppo di ragazzi splendidi che non ha mai mollato abbiamo fatto un gran lavoro, raggiungendo anche la finale di Coppa Italia».
Guardando all’intera stagione, il bilancio è positivo, pur con qualche rimpianto: «Io sono abituato a non vivere di rimorsi, però qualche rimpianto c’è perché abbiamo fatto tante partite importanti raccogliendo poco. Ma bisogna essere coscienti da dove si è partiti: abbiamo raggiunto la salvezza prima dell’ultima giornata, fatto una finale di Coppa Italia e riportato 9.000 persone allo stadio».
Infine, uno sguardo ai play-off ormai alle porte: «È un altro campionato. I play-off allargati permettono a tante squadre di sognare, ma non sempre sono meritocratici. Non sempre vince la più forte, ma chi arriva meglio mentalmente e fisicamente».
Una rimonta che non è solo una vittoria, ma il manifesto di una squadra che ha imparato a non arrendersi.