Dalle note agli effetti clinici, la sanità cambia ritmo. A Latina la ASL compie un passo concreto verso l’integrazione della musicoterapia nei percorsi assistenziali, trasformando un progetto sulla carta in pratica quotidiana.
Dopo l’accordo con il Conservatorio Ottorino Respighi, il primo tassello operativo sarà un corso di formazione in programma per la giornata di oggi, destinato al personale sanitario. Un passaggio chiave per preparare medici e operatori a utilizzare la musica come strumento terapeutico complementare.
Non si tratta di suggestione, ma di evidenze scientifiche: la musica è in grado di incidere su parametri biologici come battito cardiaco, pressione e livelli di stress, contribuendo a migliorare il benessere complessivo dei pazienti. Un supporto prezioso soprattutto nei reparti più delicati, dalla salute mentale alla pediatria, fino all’oncoematologia.
Il progetto punta a creare una rete di tutor sanitari che accompagneranno gli studenti del Conservatorio durante i tirocini, favorendo un’integrazione reale tra arte e medicina.
“Un ospedale che accoglie la musica è un ospedale che si prende cura della persona nella sua interezza”, ha sottolineato Sabrina Cenciarelli, evidenziando come l’obiettivo sia rendere la sanità sempre più umana, oltre che efficiente.