La FP CGIL accende i riflettori sulla gestione delle risorse al Comune di Latina e lancia un affondo netto: 4,6 milioni di euro rischiano di trasformarsi in un’occasione mancata.
Secondo il sindacato, invece di investire su innovazione e servizi moderni, si starebbe assistendo a una distribuzione “sterile”, incapace di produrre un reale cambiamento nella macchina amministrativa.
“Paralisi politica e zero visione”
Al centro della critica c’è quella che viene definita una “paralisi politica imbarazzante”, con trattative sul personale avviate senza un indirizzo chiaro.
“È inaccettabile che in una fase storica di trasformazione digitale la politica locale si dimentichi di esercitare le proprie prerogative”, si legge nella nota.
Il rischio, secondo la FP CGIL, è quello di gestire il personale come una pratica burocratica, invece che come leva strategica per innovare la pubblica amministrazione.
Specifiche responsabilità: “Distribuite a pioggia”
Uno dei punti più critici riguarda le cosiddette specifiche responsabilità, descritte come risorse assegnate senza una logica meritocratica.
Il sindacato parla di una gestione che finisce per svuotare di significato questi strumenti, rendendoli inefficaci per chi punta davvero a innovare.
Il nodo delle Elevate Qualificazioni
Altro tema sollevato è quello delle Elevate Qualificazioni, che potrebbero rappresentare un volano per attrarre competenze, ma che – secondo la FP CGIL – vengono utilizzate in modo riduttivo.
“Potrebbero valere fino a 28mila euro annui, ma vengono ridotte a cifre molto più basse”, evidenzia il sindacato, segnalando anche difficoltà operative in settori chiave come l’Urbanistica.
“Basta progetti sempre uguali”
La critica si allarga poi ai progetti di produttività, definiti ripetitivi e limitati a pochi dipartimenti.
La FP CGIL denuncia l’assenza di criteri trasparenti, interpelli e rotazioni, parlando di una gestione chiusa che rischia di favorire sempre gli stessi.
Il tema della legalità
Nel mirino anche il tema della prevenzione della corruzione, che secondo il sindacato deve essere gestito in modo rigoroso e separato da chi amministra le risorse.
Un punto definito cruciale per garantire trasparenza e correttezza nelle procedure.
La proposta: investire su innovazione e IA
La posizione della FP CGIL è chiara: quei 4,6 milioni potrebbero essere utilizzati per formazione del personale, innovazione digitale e Intelligenza Artificiale.
Un investimento che, secondo il sindacato, permetterebbe di costruire una PA 4.0, più efficiente e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini.
Richiesto un confronto con il Comune
La FP CGIL ha infine chiesto un incontro con il sindaco e gli assessori competenti.
“Se la buona politica esiste, lo dimostri”, conclude il segretario generale Vittorio Simeone, ribadendo la volontà del sindacato di portare avanti la battaglia per meritocrazia e trasparenza.