Stefanelli e l’addio a Renzi, il sindaco di Minturno strizza l’occhio al Pd

C'è chi lo considera in rampa di lancio per una nuova candidatura. Ma in realtà, sembra più un ricollocarsi in un emiciclo in evoluzione

Finita l’era da presidente della Provincia il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli cambia pelle, o per meglio dire, cambia vestito. Nei giorni scorsi aveva annunciato attraverso i social l’addio al partito di Italia Viva, poi la conferenza con cui ha spiegato le proprie ragioni.

Alla fine, ma questo s’era già capito nel post in cui salutava l’amico Renzi, la svolta verso un’area progressista e, quindi, considerando il livello locale, gli occhi non potevano che essere puntati verso il Partito Democratico.

Ma dopotutto, la prima elezione di Stefanelli a sindaco di Minturno era proprio avvenuta sotto il simbolo del Pd, seppur l’emisfero Dem, all’epoca, sia a livello nazionale che locale era sicuramente meno spostato con il baricentro a sinistra.

Anche perché la prima candidatura politica dello stesso primo cittadino di Minturno è avvenuta ancora più al centro con l’Udc, all’epoca l’ala più centrista della coalizione di centrodestra. Area, quella moderata, con cui Stefanelli non ha mai interrotto i rapporti, anzi, alcuni li ha addirittura rafforzati nel periodo in cui ha vestito anche la fascia azzurra da presidente della provincia pontina.

Comunque, la scelta, è di un nuovo rinnovamento politico. Archiviata l’esperienza in provincia e con quella da sindaco che si avvia verso il termine, come ogni esponente politico, l’obiettivo è quello di trovare un nuovo posto, una nuova poltrona, anche nel senso positivo del termine. Non bisogna dimenticare, infatti, che al di là delle accezioni negative anti casta, un tempo, la politica si faceva proprio in questo modo: partendo dal basso e cercando di scalare le posizioni politiche e istituzionali.

Lui, in conferenza ci ha tenuto a precisare che se ambiva a dei posti, avrebbe fatto altre scelte, ma molti osservatori politici a denti stretti commentano che se non ambisse a nessun ruolo sarebbe da stolti. E siccome chi di politica come Stefanelli ne mastica, la vera domanda che tutti si pongono è: oltre al futuro della sua Minturno, cosa ha in mente, o quale sfida elettorale? C’è chi parla della Pisana, chi del Parlamento, chi, ancora dell’Europa. Ma al sud della Provincia i voti del centrosinistra non sono poi così tanti da garantire voti per un elezione di tale peso. Forse, proprio per questo, l’idea di voler provare nuove sfide, ammesso che queste non partano da ruoli prettamente politici. Ma anche per questo bisognerà attendere. E capire. Dopotutto, la politica è qualcosa in eterna evoluzione, come la carriera di Stefanelli.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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