“I Comune ottiene un po’ di ossigeno immediato sul bilancio e una gestione forse più ordinata del debito, in cambio, però, accetta un aumento strutturale delle rate annue e una maggiore spesa complessiva. È difficile chiamare tutto questo “risparmio”.
La rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti – decisa dal comune di Aprilia – non ha convinto il Movimento Cinque Stelle che, in una nota a firma di Andrea Ragusa, annuncia una richiesta di controllo al Dirigente del Settore e alla Commissione straordinaria.
Il Comune di Aprilia ha scelto di rinegoziare 69 mutui, così come previsto dalla legge di bilancio 2026 e dalla circolare CDP 1310/2025. “Negli atti ufficiali – scrive Ragusa – l’operazione viene descritta come una “migliore gestione del debito” e come fonte di “benefici economico‑finanziari”. Se però si guarda ai numeri contenuti nei prospetti, il quadro è meno rassicurante e qualche dubbio è più che lecito”.
“Dall’elenco dei prestiti risulta che, dopo la rinegoziazione, la somma delle rate semestrali cresce: nel complesso le nuove rate sono circa 16 mila euro in più ogni semestre rispetto a prima. Significa – scrive il leader del Movimento Cinque Stelle – in pratica, qualcosa come 32 mila euro in più all’anno per pagare gli stessi mutui. Poiché la maggior parte di essi scade comunque tra il 2043 e il 2044, quindi con ancora 18‑19 anni di pagamenti davanti, una stima prudente porta a un costo aggiuntivo nell’ordine dei 600 mila euro fino a fine piano. Non è un conteggio sofisticato, ma dà l’idea dell’ordine di grandezza”.
Secondo Ragusa anche sui tassi d’interesse, non c’è stata alcuna modifica: i mutui erano già a tasso fisso prima e restano a tasso fisso anche dopo, con variazioni minime: in qualche caso il tasso scende di pochissimo, in altri sale leggermente.
“La vera differenza – puntualizza Ragusa – sta nel modo in cui vengono organizzate le rate: il contratto tipo di CDP prevede una prima fase (dal 2026 al 2027) con quote di capitale prefissate, che dà un po’ di respiro al bilancio, e poi, dal 2028, il passaggio a un classico piano “alla francese” con rate costanti fino alle scadenze già fissate. In sostanza non si paga per meno anni, ma si cambia la distribuzione di capitale e interessi nel tempo, e il risultato finale è che le rate complessive aumentano.”
“Da cittadini è naturale porsi alcune domande semplici: è stato preparato e reso pubblico un confronto chiaro tra quanto si sarebbe speso mantenendo le vecchie condizioni e quanto si spenderà dopo la rinegoziazione? Sono state valutate soluzioni meno onerose, ad esempio intervenendo solo sui mutui davvero sfavorevoli? E soprattutto: è stato spiegato in modo trasparente che il respiro di bilancio ottenuto oggi si paga con molte decine di migliaia di euro in più ogni anno per i prossimi 15‑20 anni? In un momento in cui ogni euro di spesa pubblica viene pesato – conclude Andrea Ragusa dei Cinque Stelle – sono domande di buon senso, che non cercano lo scontro ma chiedono solo chiarezza e responsabilità su scelte che incideranno a lungo sui conti del Comune e sulle tasche dei cittadini di Aprilia”.
La rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti – decisa dal comune di Aprilia – non ha convinto il Movimento Cinque Stelle che, in una nota a firma di Andrea Ragusa, annuncia una richiesta di controllo al Dirigente del Settore e alla Commissione straordinaria.
Il Comune di Aprilia ha scelto di rinegoziare 69 mutui, così come previsto dalla legge di bilancio 2026 e dalla circolare CDP 1310/2025. “Negli atti ufficiali – scrive Ragusa – l’operazione viene descritta come una “migliore gestione del debito” e come fonte di “benefici economico‑finanziari”. Se però si guarda ai numeri contenuti nei prospetti, il quadro è meno rassicurante e qualche dubbio è più che lecito”.
“Dall’elenco dei prestiti risulta che, dopo la rinegoziazione, la somma delle rate semestrali cresce: nel complesso le nuove rate sono circa 16 mila euro in più ogni semestre rispetto a prima. Significa – scrive il leader del Movimento Cinque Stelle – in pratica, qualcosa come 32 mila euro in più all’anno per pagare gli stessi mutui. Poiché la maggior parte di essi scade comunque tra il 2043 e il 2044, quindi con ancora 18‑19 anni di pagamenti davanti, una stima prudente porta a un costo aggiuntivo nell’ordine dei 600 mila euro fino a fine piano. Non è un conteggio sofisticato, ma dà l’idea dell’ordine di grandezza”.
Secondo Ragusa anche sui tassi d’interesse, non c’è stata alcuna modifica: i mutui erano già a tasso fisso prima e restano a tasso fisso anche dopo, con variazioni minime: in qualche caso il tasso scende di pochissimo, in altri sale leggermente.
“La vera differenza – puntualizza Ragusa – sta nel modo in cui vengono organizzate le rate: il contratto tipo di CDP prevede una prima fase (dal 2026 al 2027) con quote di capitale prefissate, che dà un po’ di respiro al bilancio, e poi, dal 2028, il passaggio a un classico piano “alla francese” con rate costanti fino alle scadenze già fissate. In sostanza non si paga per meno anni, ma si cambia la distribuzione di capitale e interessi nel tempo, e il risultato finale è che le rate complessive aumentano.”
“Da cittadini è naturale porsi alcune domande semplici: è stato preparato e reso pubblico un confronto chiaro tra quanto si sarebbe speso mantenendo le vecchie condizioni e quanto si spenderà dopo la rinegoziazione? Sono state valutate soluzioni meno onerose, ad esempio intervenendo solo sui mutui davvero sfavorevoli? E soprattutto: è stato spiegato in modo trasparente che il respiro di bilancio ottenuto oggi si paga con molte decine di migliaia di euro in più ogni anno per i prossimi 15‑20 anni? In un momento in cui ogni euro di spesa pubblica viene pesato – conclude Andrea Ragusa dei Cinque Stelle – sono domande di buon senso, che non cercano lo scontro ma chiedono solo chiarezza e responsabilità su scelte che incideranno a lungo sui conti del Comune e sulle tasche dei cittadini di Aprilia”.
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