Incidente mortale a Sermoneta, installata la segnaletica che mancava il giorno della tragedia

I legali della famiglia di Chiara: la Procura ha disposto una perizia cinematica sullo stato dei luoghi e responsabilità connesse

A una settimana di distanza dall’incidente costato la vita a Chiara Tenore, è stata installata ieri la segnaletica verticale e orizzontale che mancava il giorno in cui è morta la ragazza di 22 anni in seguito allo scontro tra la sua auto e un camion all’incrocio tra via della Tecnica e via Fontana Murata, nella zona industriale di Sermoneta vicino Latina Scalo. È stato installato il cartello di stop ed è stata disegnata sull’asfalto la relativa scritta, sul lato da dove proveniva la vettura della vittima, che viaggiava insieme al cognato.

Sul caso sono intervenuti i legali Luigi Di Palma, Oliviero Sezzi e Tonino Centra che assistono la famiglia: “L’ente proprietario e gestore del tratto stradale teatro del tragico sinistro in cui ha perso la vita la giovane Chiara Tenore è intervenuto con l’apposizione di nuova segnaletica verticale ed orizzontale. Tale intervento, sebbene certamente apprezzabile sotto il profilo della prevenzione di ulteriori eventi dannosi, giunge tuttavia con evidente ritardo rispetto a una situazione di criticità della sede stradale che era già presente al momento del sinistro ed è stata puntualmente rilevata dalle Autorità intervenute nell’immediatezza dei fatti”.

Singolare, secondo gli avvocati, la tempistica dell’intervento: “Non può non evidenziarsi come l’adozione delle nuove misure di segnalazione sia intervenuta in stretta coincidenza temporale con il recente conferimento, da parte della Procura della Repubblica di Latina, dell’incarico per l’effettuazione di perizia cinematica finalizzata all’accertamento tecnico dello stato dei luoghi e delle responsabilità connesse, anche con riferimento all’ente gestore del tratto stradale, al decesso della giovane Chiara. Pur volendo ritenere tale coincidenza meramente casuale, resta il dato oggettivo che l’intervento odierno rappresenta un significativo riconoscimento dell’esistenza di condizioni di pericolo nel tratto stradale in questione”.

Lo stato dei luoghi al momento dell’incidente non garantiva la sicurezza stradale, perché alterava l’ordine delle precedenze previste in quel tratto di strada. Prima di tutto va considerato che, come rivelano i segni di una lunga frenata, il camion con il quale si è scontrata l’auto della vittima non procedeva con una velocità moderata, a dispetto dei segnali che imponevano un limite molto basso, relativo al periodo in cui la strada era danneggiata da molte buche, ossia fino a poco tempo prima che venissero svolti i lavori di rifacimento del manto. In ogni caso mancava un segnale di pericolo per la presenza dell’incrocio, che consentisse all’autotrasportatore di rallentare in tempo, ma al tempo stesso mancava il segnale di stop sul lato di via Fontana Murata da dove proveniva la Toyota Aygo della vittima, presente invece sull’altro lato dell’incrocio.

Sui lavori di ripristino della segnaletica, i difensori della famiglia Tenore ribadiscono: “È doveroso ribadire, con fermezza, che le modifiche attuate successivamente al sinistro non incidono in alcun modo sull’accertamento delle responsabilità relative al momento del fatto e sul diritto di precedenza in favore alla giovane vittima, proveniente da destra rispetto al camion, in ragione dell’assenza di segnaletica. L’auspicio è che l’intervento odierno possa evitare il ripetersi di tragedie analoghe. Tuttavia, esso rafforza la necessità di fare piena luce su quanto accaduto, affinché siano accertate tutte le responsabilità e sia resa giustizia alla memoria di Chiara Tenore”.

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