Omicidio Pirani: ucciso da una persona che conosceva, sotto esame dissidi e interessi familiari

Delitto a Pontinia, i Carabinieri lavorano all’ipotesi di un gesto d’impeto al culmine di una lite. Il cadavere è stato spostato

Giuseppe Pirani conosceva il suo assassino. I carabinieri che indagano sull’omicidio dell’ottantenne di Pontina stanno ricostruendo le sue ultime ore di vita, vagliando una serie di ipotesi, la più accreditata quella di una lite degenerata in un gesto d’impeto. I sospetti quindi si concentrano sempre di più nella cerchia delle conoscenze della vittima, a partire dall’ambito familiare.

Nelle prime ore d’indagine i militari dell’Arma hanno ascoltato una serie di persone informate sui fatti per ricostruire il contesto nel quale viveva la vittima, un uomo molto conosciuto nella comunità di Pontinia, dov’era stato anche Consigliere comunale e il padre era stato Sindaco. È emerso un quadro di dissidi con i parenti che aveva portato anche a discussioni animate, soprattutto attorno alla divisione dello stesso podere dove si è consumato l’omicidio, nel quale Giuseppe Pirani non abitava, ma si recava spesso.

L’indagine comunque ruota attorno all’analisi della scena, prima di tutto in cerca di tracce dell’omicida. I detective dei Carabinieri, quelli del Nucleo Investigativo e della Sezione Operativa della Compagnia di Latina intervenuti insieme al Comando stazione di Pontinia, hanno compiuto un accurato sopralluogo, verificando prima di tutto che il cadavere è stato spostato rispetto al luogo dove l’ottantenne è stato colpito dai fendenti che gli hanno provocato la morte.

Resta marginale l’ipotesi che la vittima abbia cercato di spostarsi, agonizzante, dopo essere stata colpita. Di certo l’aggressione non è avvenuta nel capanno degli attrezzi dove il figlio lo ha trovato nelle prime ore della sera di martedì, come rivelano le tracce di sangue trovate nel cortile. Nelle prossime ore sarà disposto l’esame medico legale che servirà a chiarire una serie di aspetti sulla dinamica dei fatti.

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