Terracina, gli operatori balneari vivono nell’incertezza: il Comune si nasconde

Concessioni balneari e direttiva Bolkestein, stabilimenti in attesa di risposte da parte delle istituzioni

*di Chiara D’Ambrosio

Con l’avvicinarsi della stagione balneare 2026 cresce l’incertezza tra gli operatori del litorale di Terracina. La questione delle concessioni demaniali marittime, da anni al centro del dibattito nazionale e legata all’applicazione della direttiva Bolkestein, continua infatti a generare dubbi e preoccupazioni tra i gestori degli stabilimenti.

Alcuni operatori hanno già iniziato a contattare i propri clienti abituali per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse in vista dell’estate, ma lo fanno con cautela. In diversi casi, come emerge da comunicazioni inviate agli abbonati, gli stabilimenti stanno informando con trasparenza della situazione ancora incerta: al momento, infatti, si è in attesa di indicazioni ufficiali da parte dell’amministrazione comunale riguardo alle autorizzazioni necessarie per la prossima stagione.

Proprio per questo motivo molti gestori stanno chiedendo ai clienti soltanto una conferma preliminare di interesse, rinviando ogni decisione definitiva a quando il quadro normativo e amministrativo sarà più chiaro. L’obiettivo è quello di riuscire comunque a organizzare per tempo la stagione, pur in un contesto che resta ancora in evoluzione.

Le preoccupazioni degli operatori sono emerse anche nei giorni scorsi durante un incontro tra diversi titolari di stabilimenti balneari, nel corso del quale non sono mancate critiche nei confronti dell’amministrazione comunale. Secondo parte della categoria, infatti, servirebbero indicazioni più rapide per affrontare una situazione che rischia di avere ricadute concrete sull’organizzazione della stagione estiva.

A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta anche una recente pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione di Latina. Con la sentenza n. 195 del 2026, i giudici amministrativi hanno ribadito un orientamento ormai consolidato: le concessioni demaniali marittime destinate ad attività turistico-ricreative devono considerarsi scadute il 31 dicembre 2023.

Secondo il TAR, le proroghe previste negli ultimi anni dalla normativa nazionale — comprese quelle che ipotizzavano un’estensione fino al 2024 o al 2027 — risultano incompatibili con il diritto europeo. Il riferimento è in particolare all’articolo 12 della direttiva servizi e ai principi di libera concorrenza previsti dal Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

Il tribunale ha inoltre richiamato l’orientamento già espresso dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, sottolineando che le concessioni non possono essere automaticamente prorogate e che l’assegnazione delle aree demaniali deve avvenire attraverso procedure di gara pubblica, aperte a tutti gli operatori economici. Il caso specifico esaminato dai giudici riguardava una concessione rilasciata nel 2015 dal Comune di Gaeta per la gestione di una spiaggia libera attrezzata nella zona di Sant’Agostino. Il ricorso è stato accolto per quanto riguarda la legittimità della concessione, mentre la richiesta di risarcimento danni è stata respinta per mancanza di prove sufficienti.

La decisione si inserisce in un contesto giurisprudenziale ormai abbastanza definito, che rende sempre più difficile rinviare l’avvio delle gare pubbliche per l’assegnazione delle concessioni balneari. Tuttavia, sul piano amministrativo molti comuni costieri si trovano ancora a gestire una fase di transizione complessa. A Terracina la questione resta quindi aperta. L’assessorato competente, guidato da Gianluca Corradini, è chiamato a trovare un equilibrio tra il rispetto degli obblighi derivanti dalla normativa europea e le esigenze di un comparto che rappresenta una componente fondamentale dell’economia turistica locale.

Tra le possibili soluzioni si parla anche di una proroga tecnica limitata al tempo necessario per organizzare e avviare le gare pubbliche. Una misura che, secondo alcuni osservatori, potrebbe consentire di evitare ripercussioni immediate sulla stagione estiva ormai alle porte, purché le procedure vengano avviate in modo concreto e trasparente.
Nel frattempo, tra gestori di stabilimenti, amministrazioni e cittadini resta alta l’attenzione su una vicenda che continua a generare interrogativi sul futuro del litorale e sull’organizzazione delle prossime stagioni balneari.

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