Attentato incendiario ad Aprilia, arrestato un 30enne

La Polizia di Stato esegue un’ordinanza di custodia cautelare per l’incendio di un’auto avvenuto a dicembre in via Ugo La Malfa

Nel pomeriggio di oggi gli agenti della Squadra Mobile di Latina e del Commissariato di Polizia di Aprilia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un trentenne originario della provincia di Roma, ritenuto gravemente indiziato di aver incendiato un’autovettura ad Aprilia.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica, al termine dell’interrogatorio preventivo svolto nella giornata di ieri.

L’auto cosparsa di benzina e data alle fiamme

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe cosparso di benzina e incendiato l’autovettura di un pregiudicato residente in via Ugo La Malfa, con l’obiettivo di minacciarlo.

Le fiamme, inizialmente propagate a un’altra auto parcheggiata nelle vicinanze, si sono poi estese fino a raggiungere una porzione del solaio dell’appartamento sovrastante, un alloggio di proprietà ATER, dove viveva ed era agli arresti domiciliari il destinatario dell’atto incendiario.

Le indagini partite dall’incendio del 14 dicembre 2025

I fatti risalgono al 14 dicembre 2025, quando la Squadra Mobile di Latina, coordinata dalla Procura, ha avviato un’immediata attività investigativa.

Determinante è stata l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, che ha consentito di individuare il presunto autore. Le immagini lo avrebbero ripreso mentre si fermava in un distributore di carburante e riempiva una bottiglia di plastica con benzina, parzialmente travisato.

Successivamente l’uomo avrebbe parcheggiato nei pressi del luogo dell’attentato, versato il liquido infiammabile sull’auto della vittima e appiccato il fuoco, allontanandosi subito dopo.

L’indagato si sarebbe vantato del gesto

Nel corso delle indagini è emerso che l’indagato si sarebbe vantato dell’episodio, che sarebbe stato una ritorsione per un’aggressione subita dalla vittima.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, il trentenne avrebbe sostenuto che il gesto avrebbe persino ispirato altri recenti attentati incendiari avvenuti ad Aprilia, con l’utilizzo del fuoco al posto delle armi da fuoco.

Le dichiarazioni durante l’interrogatorio

Durante l’interrogatorio preventivo, l’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità, sostenendo però di aver voluto compiere soltanto una “bravata”, senza l’intenzione di colpire anche l’edificio ma soltanto l’auto della vittima.

Una versione che non ha convinto il giudice, che ha ritenuto sussistente la pericolosità sociale e il concreto rischio di recidiva.

Trasferito nel carcere di Latina

Dopo essere stato rintracciato ad Aprilia, il trentenne è stato arrestato e trasferito nel carcere di Latina.

All’uomo è stata contestata anche la recidiva, essendo già stato condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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