Gravidanza, ecografia già nel primo trimestre per individuare le malformazioni fetali: nuove linee guida

Aggiornate le linee guida nazionali: controlli per individuare precocemente eventuali malformazioni fetali e ridurre esami non necessari

Nuove indicazioni per il monitoraggio della gravidanza fisiologica con l’obiettivo di migliorare la diagnosi precoce di eventuali anomalie fetali e allo stesso tempo limitare il ricorso a esami non necessari. Tra le principali novità viene raccomandata l’esecuzione dell’ecografia già nel primo trimestre, oltre a quella tradizionalmente prevista nel secondo, per individuare precocemente possibili malformazioni e stabilire con maggiore precisione la datazione della gravidanza.

Le indicazioni emergono dall’aggiornamento della linea guida nazionale sulla gravidanza fisiologica, presentato nel corso di un webinar scientifico a cui hanno preso parte centinaia di professionisti sanitari. Il documento è stato elaborato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito del Sistema Nazionale Linee Guida.

Tra gli elementi più rilevanti viene confermata l’offerta universale dello screening nel primo trimestre per individuare le anomalie cromosomiche più frequenti, tra cui la sindrome di Down. Gli accertamenti potranno essere effettuati attraverso il test combinato oppure tramite l’analisi del DNA fetale, e dovranno essere proposti a tutte le donne in gravidanza, indipendentemente dall’età.

L’individuazione precoce di eventuali anomalie consente alla donna e al partner di affrontare con maggiore consapevolezza il percorso della gravidanza. In questi casi diventa possibile valutare terapie intrauterine, programmare il parto in strutture adeguate all’assistenza neonatale oppure, laddove previsto dalla legge, prendere in considerazione l’interruzione volontaria della gravidanza.

Parallelamente le nuove indicazioni invitano a evitare esami non necessari. In particolare non viene raccomandata l’ecografia nel terzo trimestre nelle gravidanze fisiologiche, salvo specifiche indicazioni cliniche.

Secondo gli esperti l’ecografia rappresenta uno strumento fondamentale per l’assistenza ostetrica, ma il suo utilizzo deve rimanere appropriato e basato sulle evidenze scientifiche. In Italia, infatti, durante una gravidanza si effettuano mediamente circa sei ecografie, un numero superiore rispetto a quanto indicato dalle principali raccomandazioni nazionali e internazionali.

Tra le indicazioni operative viene inoltre raccomandata la misurazione della distanza tra il fondo dell’utero e la sinfisi pubica a partire dalla 24ª settimana di gestazione, da eseguire durante i controlli di routine per monitorare la crescita del feto. Rimane inoltre centrale l’attenzione alla percezione dei movimenti fetali, considerata un importante indicatore del benessere del bambino.

Le linee guida sottolineano anche l’importanza del counselling, cioè di un confronto chiaro e completo tra professionisti sanitari e future madri, per spiegare il significato degli esami proposti e fornire tutte le informazioni necessarie sulle possibili anomalie congenite.

L’aggiornamento nasce dall’esigenza di integrare le nuove conoscenze scientifiche maturate negli ultimi anni. La prima versione delle linee guida sulla gravidanza fisiologica risale infatti al 2010 e ha definito gli interventi da offrire alle donne durante una gravidanza senza complicazioni. Gli esami previsti sono stati successivamente inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza, che garantiscono prestazioni gratuite ai cittadini.

Il nuovo documento si propone di offrire ai professionisti sanitari uno strumento più aggiornato e facilmente consultabile, in cui le raccomandazioni cliniche siano chiaramente collegate alle evidenze scientifiche. L’obiettivo è ridurre le differenze nelle pratiche assistenziali e promuovere un utilizzo appropriato degli esami diagnostici, migliorando la qualità dell’assistenza alle donne in gravidanza.

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