Indagine a Cisterna e i risvolti a Latina, Coletta attacca: “Sconcertato e indignato”

A margine delle indiscrezioni uscite riguardo il ballottaggio del 2021, l'ex sindaco chiede le dimissioni di Zaccheo e Marcheselli

L’ex sindaco di Latina e consigliere comunale di opposizione nel capoluogo Damiano Coletta, utilizza il mezzo dei social network e in particolar modo di Facebook per lasciarsi andare ad una lunga riflessione sulle questioni che stanno emergendo a margine della vicenda dell’indagine che ha coinvolto un consigliere comunale e un dirigente del Comune di Cisterna di Latina e che, nelle ultime ore, sta facendo emergere anche questioni apparentemente non proprio ortodosse legate al ballottaggio nel comune capoluogo nel 2021.

Coletta parte dal concetto di “essere comunità” per precisare che: “Una cosa va detta chiaramente: il mio non è uno sfogo personale, anche se questa vicenda mi indigna e mi sconcerta profondamente”.

Il leader del centrosinistra locale, facendo riferimento a quella campagna elettorale del 2021, accusa: “Da ciò che leggiamo, il mio antagonista Vincenzo Zaccheo e il suo fedelissimo collaboratore Agostino Marcheselli non avrebbero rispettato le regole del gioco e avrebbero agito in modo quantomeno inopportuno. E come risponde la politica?
Li premia. Affidando loro rispettivamente gli incarichi di presidente della Fondazione del Centenario e di capo di gabinetto dell’amministrazione comunale. Aspettarsi le dimissioni – accusa ancora Coletta – è il minimo”.

L’ex primo cittadino – che tra l’altro quel ballottaggio lo vinse – si lascia andare a delle domande che sembrano da una parte retoriche e dall’altra rivolte direttamente alla sua città: “È questa la politica che vogliamo? Facciamo spallucce dicendo ‘vabbè, che sarà mai’?”. Poi la steccata dura, seppur indiretta, verso coloro che cita e di cui chiede le dimissioni dagli incarichi: “Quando le regole del gioco vengono truccate per vincere una partita, quella partita è falsata. E quando accettiamo il compromesso, quando diventiamo complici silenziosi, non stiamo solo rinunciando a un principio: stiamo rinunciando a noi stessi”.

Coletta che, nel corso del suo post lancia accuse velate anche alle scelte amministrative, quando parla di “una città che vive di ruote, giostre, sagre, carri allegorici e musica a tutto volume, nell’indifferenza generale”, poi si rivolge nuovamente ai suoi concittadini: “vogliamo continuare a essere vittime e complici di un sistema che ci impoverisce moralmente? O vogliamo riaprire gli occhi? Io non faccio spallucce – per poi concludere – continuerò a battermi per la trasparenza, l’uguaglianza e la legalità”.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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