Una coalizione ampia e trasversale si è costituita nei giorni scorsi a Formia in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. È nato ufficialmente il Comitato per il No alla riforma della Giustizia promossa dal Governo, un fronte che riunisce realtà sindacali, politiche e associative del territorio con l’obiettivo di organizzare la campagna referendaria in città.
All’incontro organizzativo hanno aderito, tra gli altri, CGIL, SPI CGIL Sud Pontino, Partito Democratico di Formia, Sinistra Italiana – Circolo Territoriale Sud Pontino, Europa Verdi Formia, ANPI sezione di Formia, Libera Sud Pontino, Movimento Cinque Stelle di Formia, Partito del Sud e Giovani Democratici del Golfo. Alla guida del comitato locale è stato eletto all’unanimità Maurizio Cantafio, segretario dell’ANPI cittadina.
Nel documento politico che accompagna la nascita del Comitato, la riforma – definita “Legge Meloni/Nordio” – viene contestata nel merito e nel metodo. Secondo i promotori, il testo non inciderebbe sui nodi strutturali della giustizia italiana, come la durata dei processi o la carenza di personale, né rafforzerebbe le garanzie per i cittadini. Al contrario, sostengono, rischierebbe di alterare l’assetto costituzionale intervenendo sull’autonomia della magistratura e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Tra i punti più criticati, la prospettata separazione delle funzioni tra pubblici ministeri e giudici – ritenuta già sostanzialmente in vigore dopo la riforma del 2022 – e la riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura, con la creazione di nuovi organismi, considerata dai sostenitori del No un appesantimento burocratico.
Il Comitato sottolinea inoltre che, trattandosi di referendum costituzionale senza quorum, ogni voto sarà determinante. Da qui l’appello alla partecipazione e alla costruzione di una rete civica aperta a singoli cittadini, associazioni e organizzazioni del territorio.
La campagna prenderà il via ufficialmente sabato 21 febbraio alle 17 in piazza della Vittoria, con un’iniziativa pubblica che inaugurerà una serie di appuntamenti tra banchetti informativi, assemblee e momenti di confronto nei luoghi di lavoro e nelle piazze cittadine. L’obiettivo dichiarato è mobilitare l’elettorato in vista di una consultazione che, secondo i promotori del No, avrà un impatto diretto sull’assetto istituzionale del Paese.