Aprilia, la Città degli Alberi si schiera dalla parte dei platani

Rosalba Rizzuto ricorda che l'abbattimento, che si può evitare, è già stato scongiurato attraverso una raccolta firme

“Se gli alberi potessero parlare, chiederebbero: dove eravate negli ultimi 15 anni, quando chiedevamo di non annientare a centinaia pini e platani, che contribuivano alla mitigazione del clima e dell’inquinamento? Quando proponevano soluzioni che salvassero il nostro insostituibile beneficio? Quando chiedevano di piantare un albero per ogni nato? Quando chiedevano di non abbattere i platani, modificando i marciapiedi? Quando chiedevano di salvare la storica pineta di largo delle Rose, sfregiata vergognosamente e impermeabilizzata? Almeno, se dovete ignorarci, fatelo pure in campagna elettorale!”.

La richiesta di abbattimento dei platani in zona Toscanini da parte del Movimento Cinque Stelle ha provocato la reazione delle associazioni Aprilia Città degli Alberi ed Aprilia Libera che, attraverso un comunicato a firma di Rosalba Rizzuto, hanno invece messo in evidenza quali e quanti benefici si potrebbero trarre dalla combinazione di suolo e alberi.

“Se solo smettessero di chiedere l’abbattimento di alberi, la cementificazione di parchi, l’impermeabilizzazione di aiuole, per reclamare la propria quota di ossigeno e benessere prodotta da verde di qualità e sistemi ecologici urbani, nessuno chiederebbe l’abbattimento delle piante”, puntualizza Rizzuto. “Qualcuno si è chiesto perché si è abbattuto il pino del parco Falcone e Borsellino? Quei pini hanno prima ricevuto il drastico taglio dell’apparato radicale lato viale asfaltato, poi il taglio dell’apparato radicale lato prato – continua Rosalba Rizzuto – il cui suolo è stato sostituito per un tratto dalla vasca cementizia di raccolta acque meteoriche, che non defluiscono più dalla Nettunense nel Fosso Leschione, completamente intubato; poi dallo sconquasso del cantiere mai concluso per la pista di skate. Questa è la fine delle aree verdi urbane, consumate del suolo e snaturate in ogni parte”.

Secondo la referente delle due associazioni ambientaliste si continuerebbe a rimuovere l’equazione ambiente sano uguale salute, perché “le nostre città sono sempre più camere a gas cancerogene, dove la morte arriva prematuramente nelle forme peggiori, dove le superfici sono totalmente private di suolo, vegetazione, habitat naturali, per lasciare spazio a cemento, asfalto, rifiuti. Il degrado è il nostro pane quotidiano, gli interessi economici la nostra Bibbia. Quale sicurezza può derivare dal degrado e dalla bruttezza che introduciamo in paesaggi idilliaci? Quale prospettive possiamo garantire alle generazioni future, quando avremo abbattuto l’ultimo albero e ricoperto l’ultimo ettaro di suolo coi rifiuti per bulimici interessi?”. In effetti per salvare i platani si è tentato di tutto, ma nulla è stato fatto se non ricorrere a soluzioni drastiche.

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Carmen Porcelli
Carmen Porcelli
Nata a Nola ma vive da sempre ad Aprilia, dove la famiglia si è trasferita prima della sua nascita per questioni lavorative. Ha iniziato da giovane a coltivare la passione per l’attività giornalistica e la storia. Ha collaborato con diverse testate locali occupandosi prevalentemente di politica, sindacale e cronaca. È giornalista professionista e ha approfondito negli anni del suo percorso universitario, dalla laurea in Scienze Politiche al dottorato di ricerca in Studi Politici, i temi che da sempre la interessano come il ruolo della stampa e la storia dell’Italia dal secondo dopoguerra ai movimenti politici ed extraparlamentari. È da sempre attiva nella sua città per la ricerca di una identità storica e culturale e per la difesa dell’ambiente.

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