Lunghe fila di attesa per ottenere la carta elettrica ma soprattutto un sistema di prenotazione per recarsi all’ufficio anagrafe, completamente, fuori controllo e dove addirittura si prenoterebbero individui non residenti nel Comune di Aprilia. Questo almeno secondo quanto sostengono dal Movimento Cinque Stelle che torna nuovamente a denunciare la situazione dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Aprilia.
Per quanto riguarda il rilascio delle Carte d’Identità Elettroniche (CIE), che non solo non risulta migliorato rispetto ai mesi precedenti, ma appare oggi ulteriormente aggravata. I numeri parlerebbero chiari: una richiesta di appuntamento effettuata in data odierna tramite l’applicazione TU-Passi restituisce come prima data utile l’8 luglio, con un tempo di attesa superiore alle 21 settimane, pari a circa cinque mesi.
“Considerato che gli appuntamenti vengono fissati con una cadenza di uno ogni 15 minuti – spiega Patrizio Forconi del M5S – si stimano mediamente tra le 100 e le 130 prenotazioni settimanali. Ne deriva una lista d’attesa che supera ormai le 2.700 persone in attesa del rilascio della CIE. Tali numeri certificano una criticità strutturale del servizio: l’Ufficio Anagrafe opera in condizioni di evidente difficoltà, principalmente a causa di una grave carenza di personale, nonostante l’impegno dei dipendenti attualmente in servizio. Tuttavia, il problema non è soltanto quantitativo. Dalle verifiche e simulazioni effettuate sul sistema di prenotazione TU-Passi emerge infatti un ulteriore elemento di forte preoccupazione: la piattaforma non risulta dialogare con il database dell’Anagrafe comunale”. Questa mancanza di integrazione consentirebbe di effettuare prenotazioni anche da parte di soggetti non residenti nel Comune di Aprilia e persino utilizzando dati riferiti a persone decedute da anni, senza che venga effettuata alcuna verifica preventiva. “Si tratta di un’anomalia grave, che rischia di falsare le liste di attesa, occupare indebitamente gli slot disponibili e penalizzare ulteriormente i cittadini residenti, in assenza di qualunque filtro o controllo automatico sui dati inseriti. Oltre al fatto che l’ente pubblico sostiene dei costi di licenza/gestione per una app con delle criticità”.
La situazione si inserisce in un contesto normativo particolarmente delicato. La circolare n. 76/2025 del Ministero dell’Interno – Direzione centrale per i servizi demografici, in attuazione del Regolamento (UE) 2019/1157, stabilisce che tutte le carte d’identità cartacee, già emesse o in corso di rilascio, cesseranno definitivamente di essere valide il 3 agosto 2026. La stessa circolare invita espressamente i Prefetti a sensibilizzare i Sindaci affinché venga favorita, anche in anticipo rispetto alla naturale scadenza, la sostituzione delle carte cartacee con la CIE.
“In assenza di un intervento immediato sul piano del personale e dell’organizzazione – dice ancora Forconi – il rischio concreto è quello di non riuscire a completare la sostituzione delle carte cartacee ancora in circolazione, con conseguenti gravi disagi per i cittadini, in particolare per le fasce più fragili, per chi deve viaggiare, lavorare, accedere a servizi sanitari o partecipare a concorsi pubblici. Per fronteggiare l’emergenza, esiste una soluzione concreta e giuridicamente fondata. Il Comune può attivare, tramite il Ministero competente, la procedura per l’impiego temporaneo di personale militare in ausiliaria presso il Settore Anagrafe. Tale impiego potrebbe essere limitato nel tempo, fino al 3 agosto 2026, data entro la quale è prevedibile il picco massimo di richieste connesso alla dismissione delle carte cartacee”.