Oltre il 25 novembre: a Fondi una sala gremita per dire no alla violenza sulle donne

La testimonianza di Filomena Di Gennaro scuote la Sala Lizzani e rilancia il tema della prevenzione quotidiana

Una Sala Lizzani colma di pubblico ha fatto da cornice, sabato 31 gennaio, a un pomeriggio di forte impatto emotivo e civile dedicato al contrasto della violenza di genere. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Il Quadrato Fondi – APS, ha visto protagonista Filomena Milena Di Gennaro, sopravvissuta a un tentato femminicidio e oggi simbolo di resilienza e rinascita.

L’incontro, dal titolo “Il 25 novembre non basta. Ogni giorno contro la violenza sulle donne”, ha saputo mettere in dialogo istituzioni, forze dell’ordine, mondo scolastico, associazionismo e cultura, confermando quanto il tema resti drammaticamente attuale. Ad aprire i lavori i saluti di Ermenio Corina, direttore dell’Ente Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, e del presidente dell’associazione organizzatrice Alessio Loborgo.

Il contributo della professoressa Laura Seragusa, docente di Psicologia Investigativa all’Università LUMSA e capo dipartimento Salute e Benessere del SIM Carabinieri, ha spostato l’attenzione sulla prevenzione, illustrando il Progetto Milena: un percorso educativo rivolto ai giovani per riconoscere tempestivamente i segnali di relazioni affettive tossiche e disfunzionali.

Il momento più intenso è stato il racconto diretto di Filomena Di Gennaro, che ha ripercorso la tragedia del 13 gennaio 2006, quando l’ex compagno le sparò più colpi di pistola perché incapace di accettare la fine della relazione. Sopravvissuta, ma costretta su una sedia a rotelle, Filomena ha trasformato il dolore in impegno pubblico. Accanto a lei, oggi, una nuova vita: l’amore per Peter Forconi Pace, ufficiale dei Carabinieri intervenuto quel giorno, il matrimonio e tre figli.

La sua storia è diventata anche un libro, “Mia o di nessun altro”, scritto dal giornalista Mirko Giudici, che ha sottolineato come raccontare simili vicende non sia solo narrazione, ma responsabilità civile: «La violenza va riconosciuta e fermata prima che diventi irreversibile».

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Fabiola Lauretti, del Comitato promotore per la Casa della Cultura di Fondi, e gli street artist Domenico Tirino e Caterina Ceccarelli di In Wall We Trust, autori di un’opera urbana dedicata al tema. L’associazione ha infine reso omaggio alle donne testimonial del progetto “25Novembre”, ringraziando quanti hanno contribuito alla riuscita dell’evento, inclusa la famiglia De Santis per il gesto di solidarietà rivolto alle partecipanti.

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