La presa di posizione di Noi Moderati sul caso Abc, riassunta dal coordinatore provinciale Alessandro Paletta con una efficace rappresentazione dello stato dei rapporti tra i partiti della maggioranza che governa il capoluogo e tra il sindaco Celentano e i partiti che la sostengono, offre la misura della complessità del momento che l’amministrazione comunale di Latina sta attraversando. “Prendiamo atto dell’esautorazione della politica dai processi decisionali e di indirizzo – ha scritto Paletta in una nota ufficiale del partito che rappresenta – Questo modo di gestire una questione di primaria importanza non tutela i cittadini che hanno il diritto di vedere la città ordinata e nemmeno preserva la dignità della politica”.
Il ruolo di indirizzo che Paletta reclama per la politica è sacrosanto, così come è legittima la contestazione mossa nei confronti del sindaco che non interviene per risolvere la situazione di stallo che si è venuta a determinare dopo che gli uffici del servizio finanziario dell’ente hanno deciso di ridimensionare il bilancio di previsione prospettato dall’azienda speciale Abc.
A sostegno dell’atteggiamento di chiusura della dirigenza del settore finanziario del Comune c’è la recente nota del presidente del Collegio dei Revisori dell’ente di Pazza del Popolo, che ha letteralmente smontato qualsiasi possibilità di sostenere la bozza di bilancio che Abc vorrebbe far passare. La legittimità della posizione dei tecnici comunali, sostenuti dall’assessore alle Finanze, non soltanto accredita quella che Noi Moderati definisce “l’esautorazione della politica dai processi decisionali”, ma rende di solare evidenza l’incapacità della politica espressa dalla maggioranza di governare la città, dettando gli obiettivi da raggiungere e affidandosi ai tecnici per arrivare al risultato.
E’ impensabile che un’azienda speciale guidata dall’amministrazione locale non possa arrivare al raggiungimento dei risultati per i quali è stata creata, soprattutto se i risultati da perseguire sono quelli di offrire ai cittadini un servizio adeguato e una città decorosa. Ma è esattamente quello che sta accadendo da tre anni a questa parte. E se è così, non è per colpa dei tecnici che debbono far quadrare i conti, ma della politica che da un lato difetta della visione condivisa sul tipo di servizio da garantire, e all’altro ha smarrito la capacità di dialogare con il cuore della macchina amministrativa, chiamata a dare esecuzione alle linee guida della politica, nel segno della legittimità dei processi, della trasparenza e dell’interesse dei cittadini.
Se nel caso di Abc, come correttamente sostiene Paletta, la politica risulta esautorata dai processi decisionali, allora è il caso di domandarsi per quale ragione e con la responsabilità di chi la politica sia riuscita a suicidarsi mettendosi fuori gioco sulla gestione di uno dei servizi più sensibili per i cittadini, un servizio che peraltro la comunità paga di tasca propria.