La partita per l’ufficio al secondo piano della Casa Comunale è ufficialmente aperta, anche se nessuno ha ancora scoperto davvero le carte. A Fondi il percorso verso le elezioni amministrative di primavera si muove tra ipotesi, sondaggi informali e trattative sotterranee, con uno scenario che potrebbe trasformarsi in una sfida tra generazioni più che tra simboli di partito.
Nel campo della maggioranza uscente, quella che ruota attorno a Forza Italia, le certezze iniziano a vacillare. Per mesi si era data quasi per scontata la ricerca di un nuovo nome per il dopo-Maschietto, ma nelle ultime settimane prende corpo un’ipotesi che fino a poco tempo fa sembrava remota: la ricandidatura dell’attuale sindaco. Una possibilità che, secondo i rumors politici, troverebbe il sostegno diretto del senatore Claudio Fazzone e che rimetterebbe al centro la stessa strategia già utilizzata cinque anni fa, puntando sul rafforzamento del partito azzurro anche a scapito delle liste civiche. Una scelta che non entusiasma tutti, dentro e fuori dal partito, soprattutto per l’età anagrafica del primo cittadino e per un consenso che al primo turno non fu sufficiente poco più di cinque anni fa. Ma il “Maschietto bis” non è più un tabù.
Anche il centrosinistra è in movimento. Il Partito Democratico, guidato a livello locale dal giovane segretario Lorenzo Cervi, lavora a una proposta unitaria che avrebbe nel consigliere comunale Salvatore Venditti il profilo più accreditato. Attorno a lui potrebbero convergere altre forze progressiste, compresi i Cinque Stelle, ma restano ancora da sciogliere nodi importanti, a partire dai rapporti con l’area centrista di Azione, dove non sembrano mancare ambizioni e visioni diverse sul versante più moderato.
Sul fronte civico, invece, i giochi sembrano più avanzati. “Fondi Vera” avrebbe già individuato in Francesco Ciccone il proprio punto di riferimento, con l’obiettivo dichiarato di costruire una coalizione alternativa fatta di più liste. Una candidatura che già alla scorsa tornata era finita per intercettare una parte dell’elettorato stanco dei soliti equilibri.
Infine, il capitolo centrodestra “alternativo” all’attuale amministrazione. Lega e Fratelli d’Italia restano all’opposizione e, almeno per ora, sembrano poco inclini a rientrare in una coalizione guidata da Forza Italia. Il problema, però, è duplice: l’assenza di un candidato condiviso e le pressioni, non sempre visibili, che arrivano dai livelli provinciali. Tra i nomi che circolano ci sono quelli di Stefano Marcucci e di Franco Cardinale, ma non si escludono soluzioni a sorpresa.