Difesa della costa, Regione e Roma Tre rinnovano la collaborazione scientifica

Firmata una convenzione per aggiornare il Piano di difesa integrata alla luce dei cambiamenti climatici e delle nuove opere realizzate

La Regione Lazio e l’Università degli Studi Roma Tre hanno sottoscritto una nuova convenzione per la realizzazione di uno studio specialistico di aggiornamento delle analisi a supporto del Piano di Difesa Integrata delle Coste del Lazio.

L’accordo, siglato dalla Direzione regionale Tutela del Territorio, Demanio e Patrimonio e dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Informatica e delle Tecnologie Aeronautiche dell’ateneo romano, rientra nelle competenze della Regione in materia di gestione integrata della costa, sempre più esposta ai fenomeni di erosione marina e agli effetti dei cambiamenti climatici.

Un apparato conoscitivo aggiornato contro l’erosione costiera

L’obiettivo della convenzione è rafforzare il supporto scientifico alle politiche regionali di tutela, mitigazione e adattamento, attraverso un apparato conoscitivo evoluto che consenta di comprendere meglio le dinamiche morfodinamiche del litorale laziale.

Il nuovo studio permetterà di aggiornare dati e analisi, tenendo conto sia delle mutate condizioni di vulnerabilità ambientale, sia delle opere di difesa costiera realizzate negli ultimi anni, così da rendere più efficaci e mirati i futuri interventi.

Continuità con il Piano presentato nel 2025

La collaborazione con Roma Tre si inserisce in continuità con il protocollo firmato nel 2023, che ha portato alla redazione del Piano per la difesa integrata della costa del Lazio, presentato dall’assessorato regionale a settembre 2025.

Per l’attuazione del Piano, la Giunta regionale ha destinato 90 milioni di euro, di cui 65 milioni di fondi FESR 2021-2027 per interventi già conclusi o in fase di completamento, e 22 milioni di fondi regionali assegnati ai Comuni e sbloccati dopo anni di stallo burocratico.

Monitoraggio delle nove Unità fisiografiche

Con il nuovo accordo si procederà all’aggiornamento delle condizioni delle nove Unità Fisiografiche individuate lungo il litorale laziale, ovvero ambiti costieri connessi dal punto di vista morfodinamico. Questo consentirà di programmare interventi più puntuali, coerenti e strutturali, superando la logica delle sole opere emergenziali.

Studi meteomarini e censimento delle opere costiere

Il lavoro scientifico sarà sviluppato con il contributo del direttore del Dipartimento, Stefano Carrese, e dei professori Giorgio Bellotti e Leopoldo Franco. Tra le attività previste figurano il censimento delle opere di difesa litoranea, degli insediamenti presenti nella fascia demaniale marittima e la redazione di un nuovo studio meteomarino a scala regionale.

Questo studio costituirà la base tecnica di riferimento per i futuri progetti di protezione dei litorali laziali, includendo anche l’analisi delle risorse sedimentarie sottomarine, alla luce delle più recenti ricerche condotte dalla Regione.

Ghera: “Interventi strutturali e non più frammentati”

«In questi due anni e mezzo abbiamo lavorato affinché gli interventi per la difesa della costa non fossero più parziali e scollegati, ma inseriti in un progetto più ampio e supportato da un’attività scientifica di studio e monitoraggio», ha dichiarato l’assessore regionale Fabrizio Ghera. «Grazie al supporto dell’Università di Roma Tre potremo aggiornare il Piano e portare avanti una programmazione di interventi strutturali i cui benefici sono già visibili nei territori interessati».

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