Si presentava come un esperto, offriva ascolto e false rassicurazioni, ma dietro quella maschera si nascondeva un meccanismo di abuso e manipolazione. È questo il quadro emerso da una delicata indagine che ha portato all’arresto di un giovane residente a Fondi sotto i trent’anni, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma su richiesta della Procura capitolina.
A eseguire il provvedimento sono stati i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina insieme agli uomini di Fondi al servizio del comandante Edoardo Gaglione, al termine di un’articolata attività investigativa delegata dalla Procura della Repubblica di Roma. Il giovane, infatti, è gravemente indiziato di una serie di reati particolarmente delicati: esercizio abusivo della professione, adescamento di minori, nonché produzione e detenzione di materiale pedopornografico.
Secondo quanto ricostruito dai finanzieri della Compagnia di Fondi, il soggetto avrebbe preso di mira diversi minori di sesso maschile residenti nella provincia pontina, avvicinandoli attraverso i canali social di una nota piattaforma di messaggistica. Una strategia studiata, basata sulla costruzione di un rapporto di fiducia e confidenza, spesso – probabilmente – favorito da momenti di fragilità delle giovani vittime.
Una volta conquistata la fiducia dei ragazzi, l’uomo si sarebbe proposto come presunto “esperto” in problematiche andrologiche, dando dei vere e propri consigli anche a carattere medico pur non avendo alcun titolo professionale per farlo. In questo contesto avrebbe formulato persino delle presunte diagnosi, suggerito farmaci e richiesto immagini e video a contenuto esplicitamente sessuale. Il tutto, veniva spiegato con l’intento di poter capire quale fosse il problema di coloro che si rivolgevano a lui. In realtà, però, questo materiale veniva conservato.
Determinante per l’esito dell’indagine è stato il lavoro svolto in un clima di collaborazione con le famiglie e le vittime, supportate attraverso audizioni protette, acquisizioni tecniche e un costante accompagnamento investigativo. Un percorso complesso, reso possibile dal coraggio di chi ha scelto di rompere il silenzio su una vicenda scottante.