Suicidio Mendico: arriva la sospensione per la preside, per tre giorni 

La decisione dopo la commissione ministeriale. Il fratello parla di "contentino", anche la comunità scolastica è sconvolta

Non c’è pace a Santi Cosma e Damiano e, chissà se mai potrà tornare ad essercene, un giorno, per i parenti e chi Paolo Mendico lo ha conosciuto e gli ha voluto bene. Ma, dopo il dramma del giovane di 14 anni che si è tolto la vita il giorno prima che iniziasse la scuola, non c’è pace neppur in quel di Fondi, dove ha sede l’Iti Pacinotti, la cui succursale nel sud della provincia, era quella che frequentava il piccolo Paolo.

Fin dall’inizio i genitori e il fratello del ragazzo deceduto hanno puntato il dito sulla scuola e su presunti fenomeni di bullismo che avrebbero portato il giovane alla decisione di compiere l’insano gesto.

Sulla vicenda, anche per via di una fortissima attenzione mediatica, si è detto e si continua a dire di tutto. Nel mezzo ci sono una famiglia distrutta dal dolore e una comunità scolastica presa di mira prima ancora che arrivino le risposte – e presunte responsabilità – che solo la giustizia potrà accertare.

In questi giorni hanno avuto risonanza, alcuni passaggi di un approfondimento del Messaggero che riportano quanto appurato dalla consulente e grafologa forense che ha preso visione e analizzato le pagine del diario di Paolo. 

La vera notizia, però, è arrivata ieri con la decisione a seguito della commissione ministeriale che ha portato alla sospensione per tre giorni della preside del Pacinotti, la professoressa Gina Antonetti. “Un contentino” ha tuonato il fratello di Paolo, mentre già in molti puntano il dito contro una presunta insegnante che, stando a quanto sarebbe riportato nei diari, avrebbe contribuito – almeno nella percezione del diretto interessato – al malessere del ragazzo, amplificando fenomeni compatibili con il bullismo.

I sindacati se la prendono con il Ministero per aver fatto di tutto per individuare un colpevole ancor prima che arrivino riscontri dalla magistratura. Intanto, e questo è sotto gli occhi del personale scolastico, la scuola continua a vivere non solo un’attenzione mediatica ben oltre il necessario, ma non sono mancate – e non mancano tutt’oggi – fenomeni preoccupanti, come minacce anonime telefoniche, incolpando l’intera struttura scolastica di quanto accaduto.

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