Cinque secoli dopo, Giulia Gonzaga riprende la parola. E lo fa nel luogo che più di ogni altro custodisce la sua storia: Palazzo Caetani. Fondi inaugura così il percorso celebrativo per i 500 anni dal matrimonio tra la celebre contessa e Vespasiano Colonna (1526–2026), affidando al teatro il compito di riannodare i fili di una vicenda che è insieme privata e collettiva.
Ad aprire ufficialmente l’anno commemorativo è lo spettacolo in due atti “Giulia Gonzaga, contessa di Fondi, tra amori, intrighi e rivalità”, scritto e diretto da Stefania Maria Giulia Di Benedetto e proposto dall’Associazione Drappo dell’Assunta con la collaborazione della Pro Loco Fondi APS. Una messa in scena intensa, che scava nel cuore del Rinascimento italiano restituendo al pubblico una figura femminile complessa, colta, inquieta, protagonista di scelte coraggiose in un mondo dominato dal potere maschile.
Lo spettacolo andrà in scena venerdì 23 e venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 20, nella Sala Grande di Palazzo Caetani: non una semplice cornice scenica, ma un luogo-simbolo, carico di memoria, dove Giulia visse momenti cruciali della sua esistenza. L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Fondi e del Parco Naturale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi.
La rappresentazione segna il ritorno di un progetto culturale che ha già lasciato il segno. Debuttata nel 2023 per i 510 anni dalla nascita della contessa, l’opera ha raccolto consensi di pubblico e critica, approdando anche al prestigioso Teatro Olimpico all’Antica di Sabbioneta, città legata a Fondi da profonde connessioni storiche tra le famiglie Gonzaga e Colonna.Dal lavoro teatrale è nato anche il volume “Giulia Gonzaga, la contessa di Fondi tra amori, intrighi e rivalità”, primo testo teatrale interamente dedicato alla figura fondana. Pubblicato nel 2023, il libro unisce drammaturgia e ricerca storica, arricchito da apparati biografici, immagini e contenuti multimediali, e sarà disponibile all’acquisto durante le serate di spettacolo.
L’evento non è soltanto teatro, ma l’avvio simbolico di un anno di iniziative che celebreranno un’unione destinata a segnare profondamente la storia cittadina. Un’eredità che parla ancora oggi e che Fondi sceglie di raccontare con linguaggi contemporanei, trasformando la memoria in esperienza condivisa.