“Finalmente possiamo abbracciarti, Aurora, in questa chiesa che ti ha accolto bambina e che ti ha accompagnato nei momenti belli del tuo crescere” ha esordito così l’arcivescovo di Gaeta Luigi Vari nel corso del rito funebre in onore della giovanissima Aurora Livoli, la 19enne di Monte San Biagio ammazzata in quel di Milano poco prima di Capodanno.
Questa mattina, nella chiesa di San Giovanni Battista a Monte San Biagio si sono tenuti i funerali presieduti proprio dall’arcivescovo. Il tutto in un clima di dolore, lutto, silenzio e condivisione del dolore che non ha riguardato solo la chiesa e la famiglia, ma un’intera comunità, che oggi ha anche vissuto il lutto cittadino come imposto con apposita ordinanza del sindaco monticellano.
“Sai, Aurora – ha proseguito Monsignor Vari rivolgendosi direttamente alla giovane – io penso che hanno ragione il tuo papà e la tua mamma, penso che tu sei un angelo perché loro ti amano e chi ama riesce sempre a dire le parole più giuste e più vere”.
Darante l’omelia, il celebrante ha anche fatto riferimento a quella violenza tanto in contrasto con il nome della 19enne e cosa ciò rappresenta: “Vorremmo cancellare l’offesa dei tuoi ultimi istanti, lo facciamo, ci dice la Parola, ricoprendoti di lacrime e di silenzio, lo facciamo fidandoci della tua vita che non si è trasformata in nulla, lo facciamo pregando per te, ricoprendoti di speranza e di fiducia. Per un cristiano il tuo nome, Aurora, richiama all’alba della Resurrezione”. Per poi concludere in un clima di massima commozione condivisa in “Riposa in pace, figlia e sorella di tutti noi, e la tua vita sbocci in vita eterna”.