La super influenza colpisce gli italiani, la variante K mette al letto soprattutto i bambini: i sintomi

Il primo riferimento resta sempre il pediatra di famiglia, che può valutare il quadro clinico ed evitare accessi inutili al pronto soccorso

Continua a circolare una forma influenzale particolarmente aggressiva, conosciuta anche come variante “Kraken”, che sta mettendo a letto soprattutto bambini e ragazzi, ma non solo. I medici parlano di un virus caratterizzato da sintomi intensi e prolungati, con un decorso che in molti casi si rivela più impegnativo rispetto alle classiche influenze stagionali.

Il quadro clinico tipico prevede un esordio improvviso con febbre molto alta, che può raggiungere anche i 39-40 gradi e che talvolta risponde con difficoltà ai comuni farmaci antipiretici. La febbre può durare fino a cinque o sei giorni ed è spesso accompagnata da raffreddore, dolori muscolari, mialgie e, in alcuni casi, anche da disturbi gastrointestinali.

Un altro sintomo molto frequente è la tosse, che risulta particolarmente fastidiosa ma che, nella maggior parte dei casi, è legata alle alte vie respiratorie. Si tratta infatti di una tosse causata dallo scolo di muco retronasale e non da un interessamento profondo dei bronchi o dei polmoni. Proprio per questo, spiegano gli specialisti, non è generalmente necessario ricorrere ad aerosol o terapie specifiche: è più utile mantenere il naso pulito, soffiandolo spesso, e utilizzare sostanze emollienti e lenitive per le mucose. Anche dopo la scomparsa della febbre, la tosse può persistere per una settimana o anche dieci giorni, a causa dell’azione irritativa che il virus esercita sulle vie respiratorie.

I pediatri raccomandano comunque di prestare attenzione all’evoluzione dei sintomi. È importante consultare il medico se la tosse si accompagna ad altri disturbi, se il bambino appare particolarmente sofferente o se si tratta di soggetti molto piccoli o fragili. Il primo riferimento resta sempre il pediatra di famiglia, che può valutare il quadro clinico ed evitare accessi inutili al pronto soccorso. Nei giorni in cui il pediatra non è disponibile, è possibile rivolgersi ai servizi di continuità assistenziale pediatrica, come gli ambulatori dedicati già attivi in diverse città.

La diffusione del virus è stata favorita dai contatti ravvicinati e dalla circolazione intensa delle persone durante le festività, elementi che hanno contribuito a far aumentare rapidamente il numero dei contagi. Per questo i medici invitano alla prudenza, soprattutto quando si entra in contatto con bambini molto piccoli, neonati, prematuri o soggetti fragili.

Restano valide le regole di prevenzione di sempre: evitare contatti con persone che presentano tosse e raffreddore, arieggiare spesso gli ambienti chiusi e mantenere una scrupolosa igiene delle mani. Piccole accortezze che, in una fase di forte circolazione virale come questa, possono fare la differenza nel contenere la diffusione dell’influenza.

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