Le parole di questa mattina presso il comando dei carabinieri di Latina del comandante provinciale, ovvero il colonnello Christian Angelillo, fanno eco a quelle pronunciate ieri dal Questore: «C’è un aumento della percezione della questione sicurezza tra armi ed esplosivi, ma c’è un dato che conforta: ovvero un calo dei delitti». Oltre alla costatazione del numero uno dei militari in provincia, che ha commentato tale fatto come un riscontro determinato da un costante e preventivo impegno delle istituzioni, in realtà, il comandante ha voluto fare una disamina non tanto sui numeri, quanto più sulle criticità del territorio provinciale in quello che è stato definito un «anno intenso».
Il colonnello Angelillo non ha nascosto quello che sembra un grido di allarme spesso sottolineato anche dalla stampa il «numero di armi spropositato» che gira non solo su Latina ma anche all’interno del comprensorio provinciale. Quello che da una parte viene visto come un rischio per la sicurezza pubblica, dall’altra restituisce l’immagine di conflitto più o meno latente tra gruppi militari rivali che operano sulla stessa piazza, dove gli interessi, sono quasi sempre in ambito al traffico di droga. «Il problema – ha messo in evidenza il comandante – è che c è una domanda e un’offerta di stupefacenti che in questa provincia è elevata» consigliando a tal proposito di operare non solo in modo preventivo e repressivo ma anche culturale.
Nonostante questa disamina, il comandante Angelillo non ha dubbi: «Si deve restituire una misura di sicurezza per la collettività. Infondere sicurezza perché i dati ci restituisco un quadro più sicuro di quello che viene percepito». Fa anche un esempio concreto il capo dei carabinieri in provincia: «Lo dico da padre, io mi sento tranquillo a mandare mia figlia di dieci anni a fare una passeggiata da sola».
Tanti gli altri temi trattati e approfonditi, dalla violenza di genere alle truffe agli anziani, passando per i cyberattacchi, la prevenzione, il bullismo, il caporalato e la sinergia tra le istituzioni.