Latina, ecco la tassa di soggiorno: e scattano le polemiche

La decisione della maggioranza irrita l'opposizione che parla di "raschiare il fondo del barile per fare cassa"

Paese che vai, novità che trovi. Certo è che la decisione presa dall’amministrazione comunale di Latina e, in particolar modo in seno alla commissione bilancio dell’istituzione della tassa di soggiorno, ha subito fatto inviperire l’opposizione, con il gruppo dell’ex sindaco Damiano Coletta che ha addirittura accusato come l’esecutivo non si starebbe preoccupando dei problemi economici della città.

Per iniziare, bisognerebbe prima di tutto ricordare che cos’è la cossiddetta tassa di soggiorno: ovvero un piccolo obolo che viene chiesto a chi pernotta in città. Per quanto riguarda il capoluogo pontino, questa tassa andrebbe a gravare sui turisti per una cifra che oscilla tra 1 e 1,50 euro a notte. Si potrebbe pertanto affermare che stiamo parlando di conti davvero contenuti, con le ovvie differenze del caso, sia in base a dove si decide di alloggiare, sia per quanto riguarda l’età degli ospiti (considerando che si paga dai 12 anni in su).

Ma a cosa serve tale tassa? Per legge, dovrebbe essere utilizzata per migliorare i servizi dell’Ente in ambito di offerta turistica, collegamenti, trasporti e accoglienza, ma è pur vero che tale richiamo normativo è stato spesso oggetto di polemiche anche negli enti locali per via di un’entrata nelle casse comunali che non sempre si concretizza in un miglioramento dei servizi, o nella difficile correlazione tra tassazione e investimenti. Eppure, soprattutto i comuni turistici e rivieraschi, o le città di cultura ne fanno un incremento delle tasse locali importante. Un segno “+” nella voce bilancio che oggettivamente fa comodo, anche quando si parla di cifre minime come quelle previste da Latina.

Dalla civica di Latina Bene Comune, però, non la vedono allo stesso modo: i consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, insieme alla segretaria Elettra Ortu La Barbera, non solo si dichiarano contrari, ma affermano che tale contrarietà riguarderebbe anche gli stessi operatori del settore.

Gli esponenti del centrosinistra accusano: “Si parla di turismo senza avere la minima consapevolezza che Latina al momento non ospita turisti. Ospita tutt’al più persone che arrivano per motivi di lavoro e che non hanno il tempo di godersi la città. Dal confronto con i gestori e titolari di strutture ricettive emerge che la quantità di fatture emesse dagli hotel è relativa esclusivamente a clientela business. La tassa di soggiorno finirebbe dunque per spingere questi flussi verso comuni limitrofi che non hanno istituito la tassa, aggravando l’economia del territorio”.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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