Unci AgroAlimentare, Scognamiglio: Ue prolunga fermo pesca Tirreno, governo media e riduce danni

Secondo Gennaro Scognamiglio questo atteggiamente tenderebbe a favorire l'importazione di pesce dall'estero

“L’Unione europea ancora una volta penalizza la pesca italiana con il prolungamento del fermo temporaneo nel Tirreno, che inizialmente addirittura si voleva protrarre fino al nuovo anno, ma fortunatamente la mediazione del governo ha portato al dimezzamento dei tempi, consentendo agli operatori di lavorare almeno nel mese di dicembre”. Così Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale di Unci AgroAlimentare. “I pescatori del Tirreno – ha proseguito il dirigente dell’associazione di settore del mondo cooperativistico –, dopo il fermo biologico osservato sinora, dovranno ancora obbligatoriamente sospendere l’attività a strascico per un altro mese (fino al 30 novembre), come imposto da Bruxelles. Proseguono dunque le politiche vessatorie della Commissione europea che ormai da anni colpisce indiscriminatamente lavoratori e imprese del comparto ittico, in particolare del nostro Paese, mettendo sul lastrico migliaia di addetti, ai quali viene gratuitamente attribuita la colpa di essere i principali responsabili dei problemi ambientali del mare e del fragile equilibrio ecologico, che ormai vive da tempo, trascurando invece gli effetti dell’inquinamento e dello sversamento di rifiuti e scarichi nocivi da terra e più in generale gli effetti del cambiamento climatico, che alterano significativamente la condizione delle acque e dei fondali, incidendo negativamente sulla biodiversità, sugli stock ittici e sulla proliferazione di specie aliene invasive.

Soltanto grazie all’intervento della delegazione governativa italiana, composta dalla dirigenza del Ministero dell’Agricoltura, dal ministro Lollobrigida e dal Sottosegretario La Pietra, si è riusciti a limitari i danni, consentendo una ripresa della pesca a dicembre, potendo contare in tal modo sugli acquisti per i cenoni di Natale e Capodanno. Come abbiamo più volte sottolineato, l’atteggiamento ostile dell’Unione europea non soltanto danneggia la pesca italiana e più in generale l’economia di un importante segmento dell’agroalimentare, con ricadute su tutta la filiera, ma penalizza anche i consumatori, che non possono più ritrovare nei negozi e nei mercati l’assortimento e la qualità dei nostri prodotti, mentre si agevola l’importazione dall’estero”. “Di fronte ad un quadro così critico e paradossale – conclude Scognamiglio – non possiamo che chiedere a gran voce un’inversione di rotta dell’Unione europea, colpevole del grave declino del settore e dei notevoli disagi che migliaia di famiglie stanno vivendo. Al governo nazionale invece sollecitiamo massima attenzione nei confronti dei pescatori, affinché sia ridotto il più possibile l’impatto del fermo e delle scelte scellerate dell’Ue, anche attraverso provvedimenti mirati, che assicurino dignità e reddito agli operatori”.

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