Cisterna a Piacenza per la Rete R.E.A.DY: laboratorio di proposte contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere

L’incontro si è concluso con il riconoscimento unanime di Torino come sede dell’assemblea del 2026, nel ventesimo anniversario

Anche quest’anno Cisterna ha preso all’assemblea nazionale R.E.A.DY, Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, svolta giovedì 16 e venerdì 17 ottobre nell’ex chiesa del Carmine a Piacenza. L’assessora Maria Innamorato, con delega alle Pari Opportunità e Differenza di Genere, Diritti LGBT e Contrasto alle Discriminazioni, ha rappresentato l’amministrazione comunale per il terzo anno consecutivo nell’importante evento in cui esponenti di enti locali da tutta Italia condividono progetti, esperienze e strumenti per promuovere inclusione e pari opportunità nei territori. Tra i temi affrontati quest’anno, le iniziative sui disegni di legge in Parlamento che mirano a limitare l’educazione sessuo-affettiva e il riconoscimento delle carriere alias nelle scuole, nonché la difficoltà nell’accesso ai farmaci per le persone giovani trans. È stata inoltre effettuata una ricognizione sull’applicazione delle sentenze relative al riconoscimento dei figli e figlie delle coppie di donne e alla dicitura “genitore” nelle carte d’identità.

L’assemblea si è conclusa nell’Auditorium Santa Margherita con la proiezione del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa” e un dialogo tra esperti, studenti e operatori del territorio su educazione, affettività e prevenzione del bullismo omotransfobico. Inoltre, è stato annunciato il sostegno a eventi di respiro nazionale organizzati nel corso del 2026 dalle città partner e si è presentata una campagna di comunicazione comune a tutta la Rete per il 17 maggio, centrata sull’identità e i diritti degli adolescenti LGBTQ+. “Sono state due giornate molto intense e stimolanti – ha commentato l’assessora Innamorato -. La collaborazione tra amministrazioni offre stimoli ed energie per migliorare continuamente, imparando dalle esperienze altrui e rafforzando l’impegno collettivo. In tempi difficili come quelli attuali, la causa dei diritti delle persone LGBTQ+ e delle loro famiglie richiede unità e determinazione, valori fondanti della nostra Costituzione”. L’incontro si è concluso con il riconoscimento unanime di Torino come sede dell’assemblea del 2026, anno in cui la Rete festeggerà il suo ventesimo anniversario.

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