Gaeta – Sversamento di acque contaminate in mare: sequestrata un’area di 4.600 metri quadrati all’interno di un cantiere navale

L’operazione, condotta dalla Guardia Costiera con il supporto tecnico dell’ARPA, ha portato alla luce una situazione di criticità ambientale

Prosegue l’attività di vigilanza ambientale della Capitaneria di Porto di Gaeta, che nei giorni scorsi ha scoperto gravi irregolarità nella gestione dei reflui industriali da parte di un cantiere navale specializzato nella lavorazione di grandi unità mercantili, situato in ambito portuale. L’operazione, condotta il 7 ottobre dal personale militare della Guardia Costiera con il supporto tecnico dell’ARPA Lazio, ha portato alla luce una situazione di forte criticità ambientale. Nel corso dell’ispezione, infatti, è stato accertato che parte delle acque contaminate, contenenti residui di lavorazioni meccaniche e sostanze chimiche, defluivano direttamente nello specchio acqueo portuale, in violazione delle normative sulla tutela ambientale e sulla corretta gestione delle acque reflue. A seguito delle evidenze raccolte, gli ispettori hanno segnalato la situazione all’Autorità Giudiziaria di Cassino, che – condividendo le risultanze delle indagini – ha disposto e convalidato il sequestro penale di un’area di circa 4.600 metri quadrati, comprendente il piazzale cementato in cui venivano svolte le attività oggetto di accertamento.

Parallelamente, sono state avviate le procedure amministrative e ambientali nei confronti del titolare del cantiere, attualmente indagato nell’ambito delle indagini preliminari per accertare le eventuali responsabilità penali e amministrative legate alle violazioni riscontrate. Le prescrizioni ambientali che seguiranno mirano a ripristinare la conformità normativa e a eliminare le cause dell’inquinamento rilevato. L’operazione si inserisce in un più ampio piano di rafforzamento dei controlli ambientali disposto dalla Direzione Marittima del Lazio, che vede la Capitaneria di Porto di Gaeta impegnata nella prevenzione e nel contrasto delle condotte illecite a danno dell’ambiente marino e costiero, con particolare attenzione alle aree portuali e ai settori produttivi a maggiore impatto. La Guardia Costiera ribadisce il proprio impegno quotidiano per la tutela dell’ambiente, richiamando tutti gli operatori economici che operano in ambito portuale e demaniale marittimo alla corretta gestione dei reflui e dei rifiuti, nel rispetto delle normative vigenti. Solo attraverso comportamenti responsabili e sostenibili – sottolinea la Capitaneria – è possibile coniugare lo sviluppo delle attività produttive con la salvaguardia del patrimonio naturale e paesaggistico del territorio.

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