Borsa della spesa, cosa mettere nel carrello: i migliori prodotti del momento per convenienza e qualità

L’uva da tavola guida i mercati con prezzi in calo del 6%, mentre fichi d’India, zucca e lampuga offrono un ottimo rapporto costo/qualità

In questi giorni, il cambio di stagione, non è solo negli armadi ma anche sulle tavole degli italiani. La Borsa della Spesa, il servizio settimanale di BMTI e Italmercati, con la collaborazione di Consumerismo No Profit, segnala i prodotti di stagione più convenienti di questa settimana, tra ortofrutta, pescato e carni.

Tra la frutta di stagione, è il momento giusto per acquistare l’uva da tavola, presente nei mercati in diverse varietà, tra cui, l’Italia, la Pizzutello, la varietà Senza Semi, la Vittoria, la Red Globe e l’uva Fragola. I prezzi all’ingrosso in calo del 6% rispetto ad una settimana fa, oscillano tra 1,50 e 2,20 €/kg, mentre è intorno a 3,50 €/kg l’uva senza semi, poiché è particolarmente richiesta. Stabili rispetto alla scorsa settimana ma in calo del 12% rispetto allo scorso anno i prezzi dei fichi d’India, da 1,20 €/kg per i frutti piccoli fino a 2,70 €/kg per i più grandi. In calo, invece, i prezzi delle susine, nella fase calante della stagione, con varietà come la Stanley disponibili all’ingrosso da 1,50 a 2,00 €/kg. Hanno fatto il loro ingresso nei mercati, le noci fresche della Campania, all’ingrosso a circa 3,50 €/kg, la cui qualità, seppur buona, è ancora influenzata dalle recenti piogge. Infine, continua la raccolta delle prime mele buonee con prezzi in linea rispetto ad un anno fa: per le varietà di montagna vanno da 1,50 a 1,80 €/kg mentre, per quelle di pianura, si scende a circa 1,20 €/kg. Disponibili nei mercati all’ingrosso anche le prime castagne, provenienti da Campania e Piemonte, quotate all’ingrosso attorno a 5,00 €/kg.

Tra gli ortaggi, la zucca è già presente nei mercati ma ancora poco consumata e questo mantiene i prezzi all’ingrosso più bassi di circa l’8% rispetto a dodici mesi fa. In particolare, le quotazioni si attestano intorno a 1,20 €/kg per la Tonda Delica, 0,60 €/kg per la moscata di Provenza, 1,00 €/kg per Butternut e Lunga Violino. In calo anche i peperoni, tra 1,30 e 1,50 €/kg, a causa di una riduzione della richiesta mentre le bietole si attestano su 1,00 €/kg, in calo del 32% rispetto ad un anno fa grazie al buon andamento della produzione. Dopo un leggero stop causato dalle piogge, torna regolare il raccolto delle melanzane, i cui prezzi all’ingrosso si presentano regolari e stabili rispetto alle scorse settimane, intorno a 1,20 €/kg (-32,4% rispetto ad un anno fa). Infine, con l’abbassamento delle temperature, aumenta la produzione di cavolfiori e cavoli, all’ingrosso intorno a 1,50 €/kg ed è in anticipo quella delle cime di rapa, segnale dell’avvicinarsi dell’autunno.

Sul fronte ittico, il mese di settembre segna la ripresa delle attività nell’Adriatico mentre, a breve, chiuderà il versante tirrenico. Questo è il momento della lampuga, la cui pesca avviene con l’ausilio delle foglie di palma che, creando ombra nell’acqua attirano la specie e permettono una cattura sostenibile. L’abbondanza di prodotto porta i prezzi all’ingrosso in calo dell’11% rispetto alla scorsa settimana, attorno a 7,50 €/kg. Buona la disponibilità di pesce spada, soprattutto di piccola taglia, più apprezzato per la qualità delle carni e minore presenza di metalli pesanti, con prezzi in calo dell’8,6% rispetto a sette giorni fa, intorno a 14,00 €/kg. Tra i pesci più economici, inoltre, si segnalano l’alaccia, “sorella” della sardina, con quotazioni all’ingrosso sui 2,00 €/kg (-7,7% rispetto alla settimana scorsa) e diverse varietà di cefali sono presenti nei mercati all’ingrosso con prezzi tra 2,00 e 7,00 €/kg a seconda della specie, più elevata per il muggine. Infine, il pesce serra, sempre più richiesto, si aggira all’ingrosso sugli 8,00 €/kg (-16,7% rispetto al 2024) mentre l’orata d’allevamento italiana, vede prezzi in calo per la domanda in diminuzione, intorno a 11,00 €/kg.

In ultimo, tra le carni, sono stabili i prezzi all’ingrosso delle carni bovine, in particolare quelle dei tagli anteriori di vitellone utilizzabili per cotture lunghe, grazie ad un equilibrio tra domanda e offerta. Nello specifico, i prezzi all’ingrosso vanno da 7,15 a 7,25 €/kg. – Fonte www.consumerismonoprofit.it –

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