Approvata la modifica al Regolamento di Polizia Urbana: a Latina arrivano le “zone sensibili”

La polemica politica: "Chi ha votato contro si assume la responsabilità politica di aver detto no alla sicurezza urbana"

Lo scorso giovedì il consiglio comunale ha approvato a maggioranza la proposta di modifica al Regolamento di Polizia Urbana (Deliberazione n. 101/2025), con l’introduzione delle cosiddette “zone sensibili”. «Una scelta politica chiara, netta, di responsabilità», dichiarano i consiglieri comunali di maggioranza. «In un momento in cui la sicurezza urbana è una delle principali richieste dei cittadini – non solo di alcuni, ma di tutti – questa maggioranza ha risposto con un atto concreto», aggiungono. «Un atto che rafforza gli strumenti di prevenzione e tutela la vivibilità degli spazi pubblici». Il nuovo articolo 8-bis e la modifica dell’articolo 9 consentono alla Polizia Locale di intervenire in situazioni finora senza soluzione: bivacchi molesti, occupazioni di portici, comportamenti aggressivi nei pressi di scuole, ospedali, parchi e luoghi di aggregazione. «Si tratta anche di uno strumento mirato per contrastare le aree di spaccio, come già avvenuto in molte altre città», sottolineano. «Nessuna criminalizzazione del disagio, nessuna “caccia ai fragili”: semplicemente un limite chiaro tra assistenza e degrado, tra tutela e abbandono». Il percorso in Commissione Pianificazione e Sicurezza è stato ampio e trasparente, con il contributo di esperti, dirigenti della Polizia Locale e rappresentanti dell’anticrimine. «Un lavoro serio, mai ideologico», rivendicano i consiglieri. Diverso, secondo la maggioranza, l’atteggiamento dell’opposizione: «Prima hanno definito la misura “discriminatoria”, poi hanno presentato emendamenti per ampliare le zone sensibili. Un evidente cortocircuito politico: se lo strumento è sbagliato, perché proporne l’estensione?».

«Vale la pena ricordare – proseguono – che il cosiddetto Daspo urbano è stato introdotto nel 2017 dall’allora ministro Minniti (PD). Lo stesso partito che oggi a Latina ci accusa di restringere i diritti, mentre in altre città, Firenze in primis, applica e amplia lo strumento. La sicurezza non ha colore politico: chi oggi si straccia le vesti dimentica troppo facilmente il proprio passato di governo». La modifica approvata è pienamente conforme alla normativa nazionale (D.L. 14/2017 – L. 48/2017 – L. 132/2018) ed è già applicata in decine di Comuni italiani. «Non è uno strumento repressivo – chiariscono – ma di prevenzione: gli ordini di allontanamento saranno mirati, puntuali, legati a comportamenti specifici e valutati caso per caso». Le “zone sensibili” individuate sono: il centro storico, con università, mercati, monumenti e luoghi di culto; l’area del pronto soccorso dell’Ospedale Santa Maria Goretti; parchi pubblici e aree verdi, spesso segnalati da famiglie e residenti; i quartieri Nicolosi e R6, da tempo interessati da degrado e microcriminalità; le zone limitrofe a circoli culturali, centri commerciali e luoghi di aggregazione giovanile.

«Particolare rilievo va al quartiere Nicolosi – osservano – dove l’ordinanza del Sindaco sugli orari dei minimarket ha già dato risultati concreti: meno schiamazzi, meno risse, più decoro. La prova che quando si interviene con coraggio, la città risponde». Molte delle condotte richiamate erano già previste dal regolamento del 2013, ma non rese applicabili per mancanza di volontà politica. «Oggi questa maggioranza rompe quell’inerzia», affermano. «Un atto serio, trasparente e richiesto dai cittadini». E concludono: «Chi ha votato contro si assume la responsabilità politica di aver detto no alla sicurezza urbana. Noi, invece, andiamo avanti con determinazione e coerenza, nel solco del mandato ricevuto dai cittadini».

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