Fiume Ufente, rifiuti animali abbandonati sugli argini: le guardie Fipsas lanciano l’allarme

Terracina - Scoperti circa venti sacchi sigillati con resti organici: sospetti su attività di smaltimento illecito o macellazione clandestina

Ancora un grave episodio di inquinamento ambientale ha colpito il fiume Ufente a Terracina, nel cuore della Pianura Pontina. Durante i controlli di routine effettuati nella mattinata di domenica 20 luglio, le guardie ittiche volontarie della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) hanno rinvenuto circa venti sacchi di plastica, sigillati ma colmi di resti di origine animale, abbandonati lungo gli argini del corso d’acqua.

Il ritrovamento ha immediatamente fatto scattare l’allerta. Secondo le prime ipotesi, si tratterebbe di scarti derivanti da attività di macellazione clandestina o di smaltimento illecito da parte di soggetti non autorizzati. Il fatto che l’abbandono sia avvenuto presumibilmente nelle ore notturne rafforza il sospetto di un’azione dolosa e premeditata.

Non si tratta purtroppo di un episodio isolato. Già a gennaio di quest’anno, nello stesso territorio comunale, erano stati scoperti rifiuti animali analoghi in prossimità di un corso d’acqua. In quell’occasione, le guardie ittiche trasmisero la documentazione fotografica e le informazioni raccolte alla Procura della Repubblica, che avviò un’indagine formale. La ripetizione di simili episodi a pochi mesi di distanza evidenzia una preoccupante continuità nelle pratiche illegali e la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fronte della vigilanza ambientale.

Le indagini sono attualmente in corso per individuare i responsabili. Non si esclude il coinvolgimento di attività economiche non in regola con le normative igienico-sanitarie e ambientali.

Nel corso della stessa operazione, le guardie FIPSAS hanno identificato anche 12 pescatori. Sei di loro sono risultati non in regola con la normativa vigente in materia di pesca sportiva e ricreativa, in particolare per la mancanza di licenza e del tesserino segna catture. Le sanzioni elevate ammontano complessivamente a circa 600 euro.

L’episodio conferma l’importanza del presidio costante esercitato dalle guardie ittiche volontarie FIPSAS sul territorio. Oltre all’attività di controllo e contrasto alle illegalità, il loro ruolo si estende anche alla prevenzione, alla sensibilizzazione ambientale e alla tutela dell’ecosistema fluviale. Una presenza che si rivela sempre più fondamentale per difendere il delicato equilibrio naturale della Pianura Pontina, troppo spesso minacciato da comportamenti irresponsabili e dannosi.

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