Urbanistica a Latina: stato dei PPE e prospettive di pianificazione per il futuro del territorio

Si va verso una ripianificazione sostenibile che valorizzi città, borghi e fascia litoranea. Tutte le analisi in Commissione

La Commissione Consiliare Urbanistica convocata e riunita per mercoledì 16 luglio ha abbracciato all’ordine del giorno lo stato di attuazione e aggiornamento dei PPE oggetto di annullamento al TAR e l’analisi della delibera di Consiglio Comunale n.84/2018 del 09/11/2018. In particolare, i commissari hanno esaminato congiuntamente i due punti, concentrandosi sulla delibera n. 84, disposizioni programmatiche, criteri e indirizzi ai fini della ripianificazione degli strumenti urbanistici attuativi annullati e ai fini della dotazione di nuovi strumenti di pianificazione per il governo del territorio. 

“L’obbiettivo della Commissione è stato quello di completare l’excursus iniziato nella scorsa commissione sui PPE. Abbiamo usato questo metodo, analizzando lo stato di attuazione della revisione dei PPE per così dire non oggetto di annullamento e successivamente, quindi, oggi, quelli oggetto di annullamento. Un metodo per rendere edotti tutti i commissari dello stato dell’arte dei PPE, comprese le zone R dove è risultato che soprattutto R 3 ed R 6 sono le zone con maggiori criticità” ha detto Roberto Belvisi, presidente della commissione urbanistica, che in maniera decisa ha anche ribadito al commissario Dario Bellini “che a differenza dell’amministrazione Coletta, questa amministrazione comunale, oltre a dare gli indirizzi procede anche con la realizzazione delle opere. Non siamo solo teoria ma anche e soprattutto pragmatici. Questa amministrazione sta cercando di risolvere tante annose questioni rimaste irrisolte, fra cui la equivalenza tra le zone R e le zone BPPE”.

Ma cosa diceva la delibera 84 e perché è così importante ai fini della discussione e delle future discussioni in amministrazione comunale? Si parte in verità dal 1972 quando il Comune di Latina si è dotato di un Piano Regolatore Generale finalizzato a razionalizzare la tendenza all’espansione conseguente alla significativa crescita demografica, registrata nei decenni del dopoguerra, e a dotare la città di infrastrutture e servizi di scala sia urbana che territoriale. L’attuale P.R.G. nacque con il principale obiettivo di organizzare uno sviluppo residenziale indotto da una rapida crescita industriale sostenuta dalle agevolazioni e contributi erogati dalla Cassa per il Mezzogiorno. Si pensi che in solo due decenni, dall’inizio degli anni ’60 alla fine anni ’70, vi fu il raddoppio della popolazione iniziale e già nel 1971 la popolazione censita assommava a 80.950 unità, così con l’approvazione del PRG nel gennaio del 1972 venne sancito “Un nuovo modo di vivere la città” con la suddivisione in quartieri, perimetrati in “Comprensori” (i cosiddetti Quartieri “R” e le zone di espansione “Q”), un’impostazione tesa a rompere la struttura urbanistica radiocentrica del Piano Frezzotti, con una capacità insediativa di 191.260 abitanti virtuali. Ma tali previsioni insediative hanno conosciuto una diffusa attuazione trascurando di perseguire proporzionalmente l’attuazione delle previsioni infrastrutturali e di servizi. Successivamente dal 2006 in poi per soddisfare gli standard nei diversi PPE, ha indotto il Comune a procedere alla

revisione degli strumenti attuativi dell’attuale P.R.G., con la revisione del PPE R3 – Quartiere Prampolini; il Piano di recupero di Latina Scalo; la revisione fra le zone R e la Zona B come definito dal dm 1444/68. Da qui si è proposta di attuare, delineare e programmare, in base ai principi della sostenibilità, uno schema di assetto generale dell’intero territorio teso a contrastare e bloccare il modello di “città diffusa” in auge da diversi anni, che ha portato ad un progressivo decadimento dell’ambiente e della qualità urbana che si sviluppa attorno ad un asse portante che va dalla fascia pedemontana alla marina, così articolato:

da un lato Latina Scalo come nodo logistico di scambio ferro-gomma e centro servizi per l’industria;

-dall’ altro tutta la fascia litoranea (Rio Martino -Torre Astura – Borgo Grappa-Borgo Sabotino) da recuperare e valorizzare nelle loro peculiarità ed eccellenze (Satricum-il Borgo di Fogliano-il Parco Nazionale del Circeo); al centro la città consolidata come polo politico-amministrativo-culturale con il nucleo storico di fondazione da salvaguardare, come impianto urbanistico, da valorizzare, nelle sue emergenze, e da consolidare come campus universitario diffuso; il corollario dei vari Borghi che dovranno assumere sempre più specifiche connotazioni in rapporto al territorio circostante, nel contempo autonomi e strettamente connessi alla città in un rapporto sinergico; il sistema delle vie d’acqua (Acque Alte-Acque Medie-Fiume Ninfa); il sistema del verde agricolo, dei parchi e delle aree protette.

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