Emergenza rifiuti a Latina: Bene Comune attacca l’amministrazione Celentano

"Città ostaggio delle divisioni della maggioranza, basta mistificare la realtà su ABC". Richiesta di dimissioni per assessore Nasti

“Siamo ormai vicini all’emergenza. La città non è mai stata così sporca”. Con queste parole Latina Bene Comune torna all’attacco sull’emergenza rifiuti che sta colpendo il capoluogo pontino, puntando il dito contro le responsabilità politiche dell’amministrazione Celentano.

Secondo il movimento guidato dalla segretaria Elettra Ortu La Barbera, affiancata dal vice Alessio Ciotti e dai consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, la situazione di degrado che caratterizza le strade di Latina ha cause precise: “Le profonde divisioni interne alla maggioranza con l’assessora al Bilancio Nasti che lavora sempre e solo in un verso, la chiusura dell’azienda speciale, la conseguente paralisi di questa amministrazione e l’inadeguatezza di una sindaca che dimostra di non saper operare una sintesi ed esercitare il suo ruolo”.

Cumuli di rifiuti abbandonati ovunque, cassonetti stracolmi e raccolta differenziata in crisi: questo il quadro descritto da Latina Bene Comune, che sottolinea come “i cittadini stanno pagando un prezzo altissimo per le mancate scelte dell’amministrazione”.

Il movimento respinge con forza i tentativi di attribuire le responsabilità alla precedente amministrazione Coletta: “Non è più tempo di rimpallare le responsabilità alla precedente amministrazione, che non governa più ormai da tre anni e non ha mai visto condizioni simili di degrado”.

Particolare durezza viene riservata alla gestione dell’azienda speciale ABC, con LBC che denuncia una “realtà distorta” nella narrazione dei problemi aziendali. “ABC non è un malato grave come si vuol far sembrare”, sottolineano i rappresentanti del movimento, ricordando i risultati ottenuti: “Dal 2021 ha visto passare la differenziata dal 28% al 54% e grazie alla consegna dei mastelli sono state scovate 3mila utenze che non erano mai state censite consentendo di passare da un incassato di 16 milioni di euro del 2021 di Tari, a 30 milioni nel 2022”.

L’accusa più pesante riguarda l’assessora al Bilancio Ada Nasti, che secondo LBC “ha di fatto avallato l’aumento del 30% della Tari stabilito durante il commissariamento di cui lei stessa faceva parte, caricando di fatto l’onere dei fondi di dubbia esigibilità sulle tasche dei cittadini che pagano”.

Tra le criticità evidenziate dal movimento figurano anche il taglio da 500mila euro l’anno che “costringe ABC a non poter investire sul personale e che rischia di creare buchi di bilancio gravissimi”, la riduzione dei ritiri nel porta a porta, il mandato delle guardie ambientali fatto scadere e la mancata convocazione della commissione congiunta richiesta dalle opposizioni.

“Lo stesso management aziendale scelto dalla Celentano è pronto a rivolgersi al Prefetto pur di far valere un po’ di buon senso”, conclude LBC, che chiede alle forze di maggioranza di “assumere le proprie responsabilità o dimettersi”.

La questione rifiuti si conferma così uno dei nodi più critici dell’amministrazione Celentano, con l’opposizione che non arretra di un millimetro nelle sue critiche alla gestione della crisi.

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