Morte Satnam Singh e caporalato, Latina vuole diventare modello: ma le criticità restano

A un anno di distanza dalla morte del bracciante indiano un incontro tra istituzioni, forze dell'ordine e sindacati per fare il punto

Un anno dopo la morte del bracciante indiano Satnam Singh, istituzioni, forze dell’ordine e sindacati si sono riuniti in Prefettura per fare il punto della situazione. Al centro dell’incontro: attività di repressione, controlli rafforzati, leggi più severe. Presenti, oltre alle sigle sindacali, il Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella, il Commissario Straordinario per il superamento degli insediamenti abusivi ed ex Prefetto Maurizio Falco, il Procuratore Luigia Spinelli, il Questore Fausto Vinci, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Christian Angelillo, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Giovanni Marchetti, l’assessore regionale Giancarlo Righini, il vicesindaco Massimiliano Carnevale e altri relatori.

Il fenomeno del caporalato resta una piaga nella provincia di Latina. Un problema di tale portata non può essere debellato in un solo anno, ma è stato registrato un significativo aumento dei controlli, come evidenziato anche dal Prefetto Vittoria Ciaramella: “Abbiamo notato una grande attenzione da parte della comunità pontina sul fenomeno. Coinvolti tutti gli attori sia dal punto di vista preventivo che repressivo. Grazie all’attività di monitoraggio abbiamo potuto evitare che venissero erogati finanziamenti comunitari ad aziende che non erano a posto con la regolarizzazione dei lavoratori”.

Un impegno che, se mantenuto, potrebbe rendere la provincia di Latina un modello di riferimento nel contrasto allo sfruttamento lavorativo.

Il nodo resta la tutela del lavoratore, la parte più vulnerabile del sistema. Il Procuratore Luigia Spinelli ha dichiarato: “Dopo la morte di Satnam, la Procura di Latina ha stipulato un protocollo con le forze dell’ordine e l’azienda sanitaria per il contrasto allo sfruttamento dei lavoratori e per far sì che emerga questo fenomeno. Il primo accesso in ospedale o qualsiasi contatto con il lavoratore sono momenti da sfruttare per ottenere eventuali informazioni”.

Contrastare il caporalato solo con la repressione, però, non basta. “Non voglio che questo protocollo resti carta straccia – ha aggiunto Spinelli – ed è per questo che ho predisposto direttive e riunioni. Deve tradursi in fatti concreti e deve consentire di incidere maggiormente”.

Il cammino è ancora lungo. Secondo il procuratore Spinelli, infatti: “L’evento tragico della morte di Satnam, che ha colpito tutte le coscienze, non ha avuto però un seguito dal punto di vista delle condizioni dei lavoratori perché purtroppo la situazione in provincia non credo che sia particolarmente migliorata. Occorre per questo un intervento importante anche dal punto di vista politico”.

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Luigi Calligari
Luigi Calligari
Giornalista ODG Lazio. Laureato Magistrale con Lode in Media, comunicazione digitale e giornalismo presso Coris Sapienza. Appassionato di sport e giornalismo. Collabora anche con la testata Mondore@le Quotidiano

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