Sanità e imprese, Confcommercio Latina: “Non possiamo permettere che quasi 6 milioni di italiani rinuncino alle cure”

Bongiorno: "Un numero allarmante che parla di un disagio diffuso e di un sistema sanitario che fatica sempre più"

«Il dato diffuso dall’ISTAT nel Rapporto Annuale 2025 non può lasciarci indifferenti: quasi 6 milioni di italiani, nel 2024, hanno rinunciato a una visita medica o a un esame specialistico. Un numero allarmante che parla di un disagio diffuso e di un sistema sanitario che fatica sempre più a garantire l’accesso universale alle cure. E questo non riguarda solo i cittadini, ma ha ripercussioni concrete anche sulle imprese, in particolare sulle micro e piccole attività del nostro territorio.»

Lo afferma Letizia Bongiorno, Presidente di Confartigianato Imprese Latina, commentando i dati che parlano chiaro: rispetto al 2019, il tasso di rinuncia è cresciuto di 3,6 punti percentuali, raggiungendo il 9,9% nel 2024. La fascia più colpita? Quella tra i 45 e i 54 anni, cioè quella in cui si concentra una parte importante della forza lavoro e dell’imprenditoria locale.

«In una provincia come Latina, dove il tessuto produttivo si regge su piccole realtà artigiane e commerciali a conduzione familiare, la salute degli imprenditori e dei loro collaboratori è un pilastro essenziale. Se una parte sempre più ampia della popolazione rinuncia a curarsi per via delle liste d’attesa o dei costi, significa che stiamo minando alla base la tenuta sociale ed economica delle nostre comunità.»

Secondo la Bongiorno, serve uno sforzo collettivo per ridurre le liste d’attesa, calmierare i costi delle prestazioni e rafforzare le sinergie pubblico-privato. «Confartigianato Latina è da tempo impegnata per costruire reti di welfare che aiutino i nostri associati ad accedere a cure tempestive, a partire dalla bilateralità, dalle convenzioni con strutture sanitarie locali e da iniziative mirate alla prevenzione.»

E conclude con un appello alle istituzioni: «Siamo pronti a fare la nostra parte, ma chiediamo che anche la politica faccia un passo avanti. Non possiamo permetterci che la salute diventi un lusso o che il nostro sistema produttivo venga indebolito da un disagio sociale così diffuso. È il momento di agire con responsabilità, concretezza e visione.

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