Giovani e medicina estetica, l’esperto: “Grande preoccupazione. Sui social facce sfigurate”

"Con i filler le labbra dei 18enni invecchiano prima": uno degli allarmi lanciati dal presidente della Società italiana di medicina estetica

Troppo spesso, i più giovani si rivolgono a professionisti (ma anche non professionisti) con la volontà di volersi sottoporre ad un intervento migliorativo. E le cronache, purtroppo, raccontano di esiti infausti. La situazione da tempo è attenzionata dal Sime, Società Italiana di Medicina Estetica, come conferma Emanuele Bartoletti, intervistato dalla Dire, a Roma, in occasione della conferenza stampa di presentazione della 46esima edizione del Congresso Nazionale Sime.

“Sui social i nuovi criteri di bellezza: labbra con volumi senza senso”

“Sono svariati anni che purtroppo sui social vengono definiti i nuovi criteri di bellezza da parte dei giovani, che postano le loro belle facce prima di un intervento e che poi, dopo aver rifatto magari le labbra, diventano sfigurati, con dei volumi che non hanno veramente senso”, denuncia Bartoletti.

Qual è dunque il messaggio corretto che si deve inviare? “Le ragazze e i ragazzi, intanto, non devono voler sottoporsi ad un intervento- ha risposto Bartoletti alla Dire- non è che si va dal cardiologo per farsi prescrivere per esempio un metabloccante, perché un nostro amico lo ha preso e si trova bene. Allora lo stesso deve valere per la medicina estetica: non bisogna andare dal medico estetico richiedendo qualche cosa, ma bisogna andare dal medico estetico chiedendo di sentirsi meglio, quindi di fare soltanto quelle cose di cui c’è bisogno. Ma per capirlo è necessario fare una visita, un check up di medicina estetica, che tutti i pazienti dovrebbero pretendere da parte del medico che li visita. Un check up significa una anamnesi, vuol dire informarsi sulla storia clinica del paziente, vuol dire fare delle valutazioni, quindi fare un programma terapeutico indicato per quel tipo di pelle di quel paziente”.

“Con i filler le labbra dei 18enni invecchiano prima”

Il ‘buono per tutti’ infatti, ha sottolineato Bartoletti, “non fa assolutamente parte della medicina estetica” e “i giovani ci preoccupano moltissimo”. Ci sono infatti delle conseguenze sull’abuso della chirurgia estetica in giovane età: “Queste ragazze e questi ragazzi devono considerare che se a 18 anni si riempiono le labbra in maniera eccessiva- spiega il professionista- poi queste labbra invecchieranno prima, perché con la distensione dei tessuti, l’acido ialuronico le rovina. Non è quindi solo un evitare di essere brutti- ha evidenziato l’esperto- ma anche un evitare di diventare vecchi prima”. Per cui “spero che questa moda passi- confida Bartoletti- che i ragazzi capiscano che sono belli perché hanno 18 anni e che non hanno bisogno di essere trasformati dalla medicina estetica che, per definizione, non è una ‘medicina trasformativa’, ma una medicina di prevenzione e manutenzione. La correzione- ha concluso- solo se ce n’è bisogno”.

Il tutto poi avviene in un contesto opaco di chi offre prestazioni estetiche. “Il messaggio che vorrei mandare è che la medicina estetica ha bisogno di istituzioni- prosegue il presidente Sime- Non è una specializzazione e viene eseguita da tantissimi medici e non medici. Purtroppo la richiesta è tanta e l’offerta di bassa qualità altrettanta. Quindi bisogna sempre affidarsi a medici preparati che abbiano frequentato un corso quadriennale e un master universitario, ma bisogna affidarsi sempre e soprattutto a medici, perché chi fa la medicina estetica a tutto tondo, come la intendiamo noi, non può che essere un laureato in Medicina e Chirurgia”.

Di qui l’appello: “Chiedo allora alle istituzioni, proprio per cercare di dare una maggiore sicurezza ai pazienti, di stabilire una definizione di questa disciplina, che ad oggi non esiste ufficialmente, e un percorso formativo, che sia condiviso e riconosciuto, e soprattutto di istituire un registro dei medici estetici, che attesti che questi medici abbiano fatto un percorso formativo riconosciuto dallo Stato”. – Fonte Agenzia DIRE www.dire.it

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