“Ungaretti: una voce di guerra in tempo di pace”: inaugurata la mostra al Museo Cambellotti

Dalla giornata di ieri fino al 27 aprile, sarà possibile visitarla gratuitamente presso il Museo Cambellotti di Latina

Inaugurata la mostra “Ungaretti: una voce di guerra in tempo di pace” realizzata dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis di Duino Aurisina (Trieste), insieme alla Sezione di Borgo Hermada (Terracina), con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia, e la collaborazione del Comune di Latina. Da ieri, fino al 27 aprile, sarà possibile visitarla gratuitamente presso il Museo Cambellotti di Latina.

All’inaugurazione hanno partecipato il consigliere comunale Cesare Bruni, su delega del Sindaco, la direttrice del Museo Cambellotti, Antonia Lo Rillo, e il presidente del Gruppo Ermada Flavio Vidonis Massimo Romita, curatore della mostra. Presenti gli studenti del liceo scientifico Grassi, oltre a numerosi cittadini.

“La scelta di portare a Latina la mostra dedicata a Ungaretti – afferma il Sindaco, con delega alla Cultura – non è casuale. La mostra è dedicata in parte alla vita, alle poesie e ai luoghi di Ungaretti, mentre la seconda ai luoghi della Grande Guerra. Ed è proprio in questa sezione che la mostra trova maggior ragione per essere esposta nella nostra città, capoluogo di un territorio bonificato e subito abitato dai coloni provenienti da varie parti d’Italia ed in particolare dal confine Nord, teatro della Grande Guerra. Alle famiglie italiane maggiormente danneggiate dal conflitto furono assegnati, quale ristoro, i poderi. Non un dono, ma la possibilità di iniziare una nuova vita che nei fatti si è rivelata tutt’altro che semplice, ma possibile con grande sacrificio e senso di responsabilità.

Nei centri rurali nascevano così i nostri borghi di fondazione, ai quali furono dati i nomi dei luoghi della Grande Guerra, Borgo Isonzo, Borgo Piave, Borgo Carso, Borgo Faiti e così via, come pure a Terracina Borgo Hermada. Ed è attorno a questa “toponomastica” legata al territorio di provenienza che è nata la nostra comunità, arricchita nel tempo da altre provenienze. Siamo orgogliosi di aver ospitato questa mostra che ci racconta di uno dei principali poeti della letteratura italiana del XX secolo e che ha vissuto nel Lazio tra il 1926 e il 1934. Ringrazio, per questo, il curatore Massimo Romita, la direttrice del Museo Cambellotti Antonia Lo Rillo e il consigliere comunale Cesare Bruni che ha partecipato all’inaugurazione portando i miei saluti, dal momento che ero impegnata in un altro impegno istituzionale”.

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