Lo scontro politico all’interno della maggioranza di Sabaudia si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le recenti prese di posizione di Noi Moderati sulla tenuta dell’amministrazione comunale, arriva la replica di Forza Italia, che rivendica la solidità della coalizione e rilancia chiedendo agli alleati di chiarire quale sia il loro reale progetto politico.
A intervenire sono i vice segretari cittadini del partito, Alberto Chiarato e Mariantonietta Carnevale, secondo i quali «la maggioranza è coesa», come dimostrerebbe anche l’esito dell’ultimo Consiglio comunale, nel quale è stata discussa la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco.
Per Forza Italia non esistono dubbi sulla direzione politica intrapresa: «L’obiettivo resta quello di portare a termine la legislatura nel rispetto del programma presentato agli elettori», sottolineano i due dirigenti, ribadendo la piena fiducia nei confronti del primo cittadino fino alla conclusione naturale del mandato amministrativo.
Nel mirino del partito finiscono invece alcune dichiarazioni attribuite al coordinatore cittadino di Noi Moderati, che nelle scorse settimane aveva parlato della «fine dell’attuale percorso politico» e della necessità di costruire un «nuovo progetto» per la città. Un’affermazione che, secondo Forza Italia, merita ora un chiarimento pubblico.
«Chiediamo che venga spiegato con trasparenza quale sia questo nuovo progetto politico e quali prospettive si intendano proporre ai cittadini», affermano Chiarato e Carnevale.
La nota affronta anche le polemiche nate dopo l’intervento in aula del consigliere di Forza Italia Massimo Mazzali, che durante l’ultimo Consiglio comunale aveva sollevato alcune questioni relative a finanziamenti ministeriali. Per il partito si è trattato di un’iniziativa «assolutamente legittima», pienamente riconducibile al ruolo di controllo e indirizzo che compete a un consigliere comunale.
La risposta di Forza Italia arriva a pochi giorni dalle dichiarazioni di Noi Moderati, confermando come il confronto interno alla maggioranza resti aperto, pur nella comune volontà, almeno secondo gli azzurri, di proseguire l’esperienza amministrativa fino alla naturale scadenza della consiliatura.
