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Due borse di studio in ricordo di Martina Natale, premiati due ex studenti del Manzoni

Nei giorni scorsi, nell’Aula Magna del Liceo Alessandro Manzoni di Latina, si è svolta la cerimonia di consegna delle borse di studio “Il viaggio di Martina: destinazione laurea”, iniziativa promossa dal Rotary Club Latina in memoria della studentessa la cui prematura scomparsa ha lasciato un segno profondo nella comunità cittadina.

Le borse di studio, del valore di 500 euro ciascuna, sono destinate agli studenti che hanno concluso il percorso scolastico al Manzoni e che hanno scelto di proseguire gli studi universitari. L’obiettivo è accompagnare concretamente i giovani nel passaggio dalla scuola all’università, valorizzando impegno e merito.

I vincitori dell’edizione 2026

Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato a Manvir Kaur, oggi iscritta al corso di Scienze della moda e del costume, e a Giulio Gioè, che ha intrapreso il percorso universitario nella facoltà di Lingue.

La cerimonia si è aperta con i saluti della dirigente scolastica Paola Di Veroli. Successivamente sono intervenuti i rappresentanti del Rotary Club Latina, che hanno illustrato le attività dell’associazione e il valore delle iniziative rivolte ai giovani.

All’incontro era presente anche Edy Natale, madre di Martina, che ha rivolto un breve saluto ai partecipanti e ai ragazzi premiati.

Il ricordo attraverso la musica

Particolarmente emozionante il momento dedicato alla musica. Gli studenti del Liceo Musicale hanno infatti eseguito alcuni brani per ricordare la loro compagna, offrendo un omaggio sentito che ha coinvolto tutti i presenti.

La cerimonia si è conclusa con la consegna delle borse di studio, confermando la volontà di mantenere vivo il ricordo di Martina Natale attraverso un progetto che guarda al futuro e sostiene il percorso formativo delle nuove generazioni.

Orrore in Francia, rapisce una compagna di classe della figlia: 41enne violenta e uccide una bambina di 11 anni

La Francia è sotto shock dopo il tragico epilogo della vicenda che per quasi una settimana ha tenuto con il fiato sospeso l’intero Paese. Una ragazzina di 11 anni, scomparsa all’uscita da scuola, è stata trovata senza vita all’interno di un silos agricolo abbandonato nelle campagne del dipartimento del Gers, nel sud-ovest della Francia.

Per la vicenda è stato arrestato un uomo di 41 anni, padre di una compagna di classe della giovane vittima. Al momento nei suoi confronti sono state formulate accuse legate al sequestro di persona e alla detenzione illegale, mentre gli investigatori stanno lavorando per chiarire le circostanze della morte e verificare l’ipotesi di una violenza sessuale avvenuta prima dell’omicidio.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la bambina era scomparsa il 29 maggio dopo la scuola. I genitori avevano immediatamente denunciato il mancato rientro a casa, sostenendo fin dall’inizio che la figlia non si sarebbe mai allontanata volontariamente.

Le ricerche, che hanno coinvolto circa 200 persone tra gendarmi, sommozzatori e unità specializzate, si sono concentrate nella zona in cui la ragazzina era stata vista per l’ultima volta. Un testimone avrebbe riferito di averla notata salire a bordo di un’automobile guidata da un uomo. Successivamente, le immagini della videosorveglianza hanno consentito agli investigatori di identificare il conducente.

Dopo il fermo dell’uomo, gli inquirenti hanno approfondito i rapporti tra lui e la famiglia della vittima, scoprendo che i due nuclei familiari si conoscevano da tempo attraverso l’amicizia tra le rispettive figlie.

La scoperta del corpo è avvenuta in un capannone agricolo che l’indagato frequentava per motivi di lavoro. Gli investigatori, pur mantenendo il massimo riserbo, hanno confermato che gli indumenti rinvenuti sul cadavere risultano compatibili con quelli indossati dalla ragazzina il giorno della scomparsa.

Parallelamente all’indagine principale, è emerso un passato giudiziario particolarmente controverso. L’uomo sarebbe infatti comparso più volte negli archivi della gendarmeria per segnalazioni e denunce relative a presunti comportamenti sessuali inappropriati nei confronti di minori.

Tra gli episodi ricostruiti dagli organi di stampa francesi figurano una segnalazione del 2017, successivamente archiviata, il licenziamento da un istituto scolastico nel 2021 per presunti comportamenti ritenuti inappropriati e diverse denunce presentate negli ultimi anni da familiari di minorenni che lo accusavano di abusi sessuali. Alcune inchieste risultavano ancora aperte al momento della scomparsa della bambina.

La vicenda ha provocato una durissima reazione politica in Francia. Le opposizioni, ma anche esponenti della maggioranza, hanno chiesto di fare piena luce sulle eventuali falle del sistema che avrebbero consentito all’uomo di restare libero nonostante le numerose segnalazioni ricevute nel corso degli anni.

Il caso ha riacceso il dibattito nazionale sulla tutela dei minori e sull’efficacia delle procedure di prevenzione, mentre il governo ha annunciato verifiche approfondite per accertare eventuali responsabilità e malfunzionamenti istituzionali. Nel frattempo, il Paese continua a interrogarsi su una tragedia che ha scosso profondamente l’opinione pubblica francese.

Terracina, si apre una profonda buca su Viale della Vittoria: torna il tema della manutenzione stradale

Traffico gestito dai carabinieri e area transennata in attesa degli interventi. Il cedimento del manto stradale riaccende l’attenzione sullo stato delle strade di Terracina.

Una profonda buca si è aperta su Viale della Vittoria facendo scattare l’allarme a Terracina. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia locale, che hanno gestito la viabilità in attesa della messa in sicurezza dell’area e del posizionamento delle transenne.

L’episodio, avvenuto nelle ultime ore, riporta l’attenzione sulle condizioni di alcune strade cittadine e sull’efficacia degli interventi di manutenzione effettuati nel tempo. Dalle immagini diffuse, infatti, appare evidente come il tratto interessato fosse già stato oggetto di precedenti lavori di ripristino mediante l’utilizzo di catrame a freddo, una soluzione generalmente adottata per interventi rapidi e temporanei.

Il cedimento del manto stradale solleva inevitabilmente interrogativi sulla necessità di programmare opere più strutturali e durature. In una fase in cui vengono stanziate risorse economiche per il territorio, ci si chiede se una parte maggiore di tali fondi non debba essere destinata al rifacimento completo delle strade più compromesse, anziché a continui interventi tampone che, nel tempo, sembrano non riuscire a risolvere definitivamente il problema.

Inevitabile il richiamo con Via Roma, una delle strade interessate negli ultimi anni da lavori di rifacimento del manto stradale. Anche in quel caso, tuttavia, non mancano segnalazioni relative alla presenza di alcune criticità e dissesti che continuano a manifestarsi.

Quanto accaduto su Viale della Vittoria rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme sulla necessità di investire in una manutenzione programmata e di lungo periodo, capace di garantire maggiore sicurezza per automobilisti, motociclisti e pedoni e di evitare che situazioni simili continuino a verificarsi.

È Lorenzo Casale il 20enne morto nell’incidente sull’Appia a Monte San Biagio

Si chiamava Lorenzo Casale il 20enne morto nell’incidente avvenuto nella notte sulla Via Appia, nel territorio di Monte San Biagio.

Il giovane era in sella alla sua moto e stava percorrendo la statale in direzione Terracina, provenendo da Fondi.

La caduta e poi l’impatto

Secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri, Lorenzo ha perso il controllo del mezzo al chilometro 114+900.

Dopo la caduta sull’asfalto, il motociclista è finito contro un’auto che arrivava dalla direzione opposta.

Alla guida della vettura c’era una 24enne.

Inutili i soccorsi

L’impatto è stato violentissimo.

Per Lorenzo Casale non c’è stato nulla da fare: il giovane è morto sul colpo.

La salma è stata messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Indagini sulla dinamica

I Carabinieri stanno proseguendo gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità.

Lite per la spazzatura finisce nel sangue: uccide il vicino a colpi di pistola, i vicini lanciano l’allarme

Una banale controversia di vicinato si è trasformata in una tragedia nel pomeriggio di ieri a Boscotrecase, nel Napoletano, dove un uomo di 46 anni è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco al culmine di una lite che, secondo le prime ricostruzioni investigative, sarebbe nata per questioni legate al conferimento dei rifiuti.

L’episodio si è verificato poco dopo le 16 lungo corso Umberto I. Stando a quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, la vittima avrebbe avuto un acceso diverbio in mattinata con un vicino di casa. Una discussione che sembrava essersi conclusa senza ulteriori conseguenze ma che, poche ore più tardi, sarebbe sfociata nel sangue.

Secondo gli investigatori, il presunto autore dell’omicidio avrebbe esploso diversi colpi di pistola, raggiungendo mortalmente il 46enne. Subito dopo si sarebbe allontanato facendo perdere le proprie tracce, dando il via a una vasta attività di ricerca sul territorio.

Nelle prime fasi successive al delitto si era diffusa l’ipotesi che l’uomo si fosse barricato nella propria abitazione. Per questo motivo sul posto sono intervenuti anche reparti specializzati dell’Arma che hanno effettuato un’irruzione nell’appartamento, risultato però deserto.

Le ricerche sono proseguite per oltre tre ore fino a quando, intorno alle 19.30, il sospettato si è presentato spontaneamente presso una caserma dei carabinieri dell’area vesuviana. La sua posizione è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Le prime verifiche avrebbero confermato che all’origine della vicenda vi sarebbero dissidi tra vicini relativi allo smaltimento dei rifiuti in una zona comune tra le abitazioni coinvolte. Al momento non sarebbero emersi ulteriori moventi.

A lanciare l’allarme sono stati alcuni residenti della zona che, dopo aver udito gli spari, hanno contattato il numero di emergenza 112. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, per il 46enne non c’era ormai più nulla da fare. Uno dei proiettili lo avrebbe colpito in un punto particolarmente delicato, rendendo vano ogni tentativo di soccorso.

Durante i rilievi, i militari hanno recuperato alcuni bossoli sull’area del delitto. Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e accertare ogni responsabilità.

Latina, sfida infinita per il Palaboxe: il Consiglio di Stato accoglie l’appello della The Champion

Match infinito, incrociando i guantoni, per il Palaboxe di via Aspromonte. Il Consiglio di Stato questa mattina ha accolto l’appello della The Champion, che aveva impugnato la sentenza del Tar: il giudice di secondo grado ha sospeso l’assegnazione della struttura alla Boxe Latina, società vincitrice del bando comunale, fino alla data della camera di consiglio del 1° luglio.

Tutto bloccato, la Boxe Latina dovrà aspettare: dalle parti di via Aspromonte ribadiscono la regolarità delle procedure, in casa The Champion sono convinti del contrario.

Queste le motivazioni del decreto con cui il Consiglio di  Stato ha accolto l’appello della The Champion: “Considerato che sussistono i presupposti della estrema gravità e urgenza in quanto l’esecuzione del provvedimento impugnato in primo grado comporta la possibilità che il contratto conseguente alla aggiudicazione sia stipulato in data antecedente alla prima camera di consiglio utile (in sede di costituzione in appello la controinteressata non ha dedotto di aver già stipulato il contratto); considerato che la sospensione del provvedimento consente di evitare tale immediato pregiudizio fino alla decisione collegiale in camera di consiglio, sede naturale in cui valutare le dedotte questioni relative alla modalità di presentazione del PEF e soprattutto al suo contenuto in relazione all’aumento offerto dalla aggiudicataria e al debito di questa nei confronti del Comune a titolo di indennità di occupazione abusiva della medesima struttura del Palaboxe messa a gara; ritenuto, infine, che l’accoglimento della presente istanza non determina alcun pregiudizio per il Comune, il quale dopo anni di occupazione senza titolo ha interesse che il contratto sia stipulato a seguito di una legittima aggiudicazione, viene accolta l’istanza e, per l’effetto, viene sospesa l’esecuzione del provvedimento impugnato in primo grado fino alla data della Camera di consiglio”.

Sonnino, revocata la sospensione della pena: arrestato un 32enne

I Carabinieri della Stazione di Sonnino hanno arrestato un uomo di 32 anni, residente nel comune lepino, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma.

L’uomo era già sottoposto agli arresti domiciliari dallo scorso ottobre per i reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e minaccia aggravata.

Revocata la sospensione della pena

Il provvedimento eseguito dai militari riguarda la revoca del decreto di sospensione della carcerazione e il ripristino dell’ordine di esecuzione della pena per cumulo di condanne.

Secondo quanto comunicato dall’Arma, il 32enne dovrà espiare una pena complessiva di 3 anni e 7 mesi di reclusione.

I reati contestati

La condanna riguarda diversi episodi avvenuti a Sonnino tra il 2013 e il 2025.

Tra i reati figurano maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, porto di armi od oggetti atti ad offendere e furto con strappo.

Oltre alla pena detentiva, l’uomo dovrà pagare una multa di 14mila euro.

Trasferito nel carcere di Latina

Dopo le formalità di rito, il 32enne è stato trasferito nella casa circondariale di Latina, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Latina calcio, il diesse sarà ancora Condò. E il rinnovo di Volpe si avvicina

Il Latina Calcio e Luigi Condò ancora insieme, ora è ufficiale. Il direttore sportivo ha detto sì: ricevute le garanzie richieste, sui programmi della società, ha deciso di restare nel capoluogo pontino per dare un seguito al lavoro iniziato la scorsa stagione. Si tratta di un passo importante perché la permanenza di Condò in nerazzurro è un chiaro segnale di programmazione ragionando in maniera ambiziosa.

Il sì di Condò, con ogni probabilità, si porterà dietro anche il rinnovo di Gennaro Volpe: per il tecnico la presenza del diesse in società ha sempre rappresentato la base per continuare.

E, volendo fare un pronostico, non è difficile prevedere a breve anche l’annuncio dell’allenatore.

Santoro traccia il bilancio del mandato: “A Sezze risultati concreti, ma c’è ancora molto da fare”

Un bilancio dei quasi cinque anni di amministrazione, con uno sguardo già rivolto alle sfide future.

È quello tracciato dal consigliere comunale Orlando Santoro, esponente della lista Sezze Progetto 2000, che ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dall’amministrazione comunale nel corso del mandato.

“Le periferie tornate al centro”

Secondo Santoro, uno dei risultati più importanti è stato il coinvolgimento delle aree periferiche del territorio.

«Per troppi anni molte aree della nostra città erano rimaste fuori da qualsiasi programmazione concreta. Oggi possiamo dire con orgoglio che anche le periferie sono tornate al centro dell’azione amministrativa, con opere e interventi attesi da anni dai cittadini e dalle attività produttive del territorio», ha dichiarato il consigliere.

Strade e sicurezza

Tra gli interventi evidenziati figurano i lavori sugli stradoni comunali della pianura, considerati fondamentali per le aziende agricole del territorio.

Santoro ha inoltre ricordato la messa in sicurezza dell’incrocio tra MG45 e via Murillo, da tempo considerato particolarmente pericoloso, e l’avvio dei lavori di ripristino del manto stradale della MG46, infrastruttura strategica per residenti e imprese.

“Molte richieste attendevano risposte da vent’anni”

Il consigliere ha sottolineato come diversi interventi siano nati dalle segnalazioni raccolte nel corso degli anni tra cittadini e associazioni.

«Molti degli interventi realizzati nascono dalle richieste raccolte sul territorio, spesso rimaste senza risposta per oltre vent’anni. Penso alla messa in sicurezza delle fermate Cotral, ai dossi stradali vicino alle scuole, all’illuminazione di incroci pericolosi e a tante problematiche che finalmente hanno trovato una soluzione», ha affermato.

Lo sguardo a Setia Factory

Santoro ha poi evidenziato il ruolo svolto dalla maggioranza e dalla collaborazione con gli enti sovracomunali.

Tra i progetti futuri ha citato Setia Factory, iniziativa che coinvolgerà il comparto agricolo, il sociale e l’area della pianura di Sezze.

«Sarà un’importante occasione di crescita e sviluppo per il territorio», ha dichiarato il consigliere.

“Il lavoro non è finito”

Pur rivendicando i risultati ottenuti, Santoro ha evidenziato come restino ancora numerose questioni aperte.

«La soddisfazione per quanto realizzato non deve farci dimenticare che resta ancora molto da fare. Esistono problematiche storiche che attendono risposte da troppo tempo e che meritano la stessa determinazione dimostrata finora», ha concluso.

Secondo il consigliere, il lavoro svolto in questi anni ha comunque posto basi solide per il futuro della comunità setina.

Incidente mortale a Monte San Biagio: la vittima è un 20enne

Emergono nuovi particolari sul drammatico incidente costato la vita a un giovane di 20 anni nella notte tra venerdì e sabato sulla strada statale Appia, nel territorio di Monte San Biagio.

L’incidente è avvenuto intorno all’1.30 al chilometro 114+900 della statale. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Monte San Biagio, allertati attraverso il Numero Unico di Emergenza 112.

La dinamica al vaglio dei Carabinieri

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai militari, il giovane stava viaggiando in sella al proprio motoveicolo lungo la Via Appia, in direzione da Fondi verso Terracina.

Per cause ancora in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo della moto, cadendo sull’asfalto.

Lo scontro con l’auto

Dopo la caduta, il motociclista sarebbe finito sulla traiettoria di un’autovettura che proveniva dalla direzione opposta.

Alla guida dell’auto si trovava una 24enne.

L’impatto è stato violentissimo e per il giovane non c’è stato nulla da fare.

Decesso sul colpo

I soccorritori intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 20enne, avvenuto praticamente sul colpo a causa delle gravissime lesioni riportate nello schianto.

La salma è stata posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che valuterà eventuali ulteriori accertamenti.

Indagini in corso

I Carabinieri stanno proseguendo le indagini per ricostruire con precisione l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.

Il tratto della Via Appia interessato dal sinistro era stato temporaneamente chiuso per consentire i rilievi e le operazioni di soccorso.