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Basket – Impresa nerazzurra, la Benacquista Latina espugna Livorno all’overtime: 85-87

Serie B Nazionale – Impresa della Benacquista Assicurazioni Latina Basket, che espugna il PalaMacchia di Livorno dopo un tempo supplementare, imponendosi 85-87 grazie al canestro sulla sirena di Yannik Giombini. Si tratta di un successo di enorme valore: in questa stagione nessuna squadra era ancora riuscita a vincere sul parquet della capolista.

Per i nerazzurri è la decima vittoria consecutiva, un filotto che consolida la seconda posizione in classifica e conferma la crescita costante del gruppo guidato da coach Franco Gramenzi, che ha saputo reagire con carattere anche all’assenza di capitan Andrea Pastore.

Una prova di grande solidità mentale e spirito di squadra, testimoniata anche dai numeri: Sacchetti e Chiti, entrambi a quota 19 punti, sono stati i principali riferimenti offensivi, ben supportati dai 14 punti di Cipolla e dai 12 di Bakovic. Fondamentale anche il contributo corale del gruppo, con i 6 assist di Edoardo Di Emidio, i 10 rimbalzi di Giombini e l’energia dei giovani Pellizzari e Palombo.

In sala stampa coach Gramenzi ha voluto sottolineare il valore della prestazione, facendo i complimenti non solo ai suoi ragazzi ma anche all’avversario, evidenziando il lavoro quotidiano del gruppo, dello staff e della società, con una menzione speciale anche per il supporto del Dott. Fabio Tufo.

Per Latina il cammino prosegue senza sosta: mercoledì 25 marzo è in programma il recupero casalingo con Chiusi, seguito da un nuovo impegno interno domenica 29 contro Andrea Costa Imola.

Racconto della Partita

Avvio ad alta intensità al PalaMacchia, con le difese protagoniste e qualche palla persa di troppo da entrambe le parti. Dopo il primo vantaggio firmato Livorno dalla lunetta, è Sacchetti a rispondere dall’arco, ma i padroni di casa trovano ritmo e allungano grazie alle ottime percentuali al tiro, chiudendo il primo quarto avanti 27-15.

Nel secondo periodo Latina prova a ricucire con pazienza, affidandosi al gioco di squadra e ai canestri di Chiti e Sacchetti. Nonostante qualche errore e i problemi di falli, i nerazzurri restano in partita e riescono a ridurre il divario fino al 36-30 dell’intervallo lungo.

Al rientro in campo la Benacquista cambia passo: cresce l’intensità difensiva e aumenta la fluidità offensiva. Cipolla e Pellizzari riportano Latina a contatto, fino al sorpasso firmato da Giombini nel finale di terzo quarto. Livorno, però, resta lucida e chiude avanti di misura sul 54-52.

Nell’ultimo periodo è Sacchetti a prendere per mano i suoi, guidando il nuovo allungo nerazzurro con punti pesanti dall’arco. Latina arriva fino al +7, ma Livorno non molla e, trascinata da Venucci e Leonzio, rientra fino al sorpasso nel finale. È ancora Chiti, però, a firmare il canestro del 74-74 che manda la sfida all’overtime.

Nel supplementare regna l’equilibrio: le due squadre si rispondono colpo su colpo, con Sacchetti, Chiti e Bakovic protagonisti per Latina. Nel finale punto a punto, dopo l’85 pari, Livorno spreca l’ultimo possesso e, sull’azione successiva, è Giombini a trovare il canestro allo scadere che vale l’85-87 e una vittoria straordinaria per i nerazzurri.

I tabellini

Risultati per Quarto
Parziali: 27-15, 36-30, 54-52, 74-74, 85-87
Totale: Verodol CBD Pielle Livorno Benacquista Assicurazioni Latina Basket – 85-87 dts

Tabellini Giocatori
Verodol CBO Pielle Livorno: Ebeling 8, Mennella, Alibegovic 6, Leonzio 14, Venucci 17, Gabrovsek 12, Donzelli 4, Klyuchnyk 11, Bonacini n.e., Virant n.e., Lucarelli 13.
Tiri da (19/35) tiri da 3 (9/24) tiri liberi (20/24)
Coach Turchetto, Vice Brambilla, Assistente Marovelli.

Benacquista Assicurazioni Latina Basket: Maiga, Pellizzari 7, Chiti 19, Di Emidio 2, Sacchetti 19, Nwohuocha 7, Cipolla 14, Palombo 2, Bakovic 12, Giombini 5, Taddeo.
Tiri da 2 (22/37) tiri da 3 (10/30) tiri liberi (13/26)
Coach Gramenzi, Vice Gabriele, Assistente Bagni

Arbitri: Marzo Pierluigi di Lecce, Marconetti Claudio di Rozzano (MI), Invernizzi Niccolò di Dorno (PV).

Scuola, la Gilda contro la riforma 4+2: “Si taglia un anno e si rischia la privatizzazione”

La riforma dell’istruzione tecnica e professionale, nota come filiera 4+2, approda anche nelle scuole della provincia di Latina e riapre il confronto nel mondo dell’istruzione.

La Gilda Insegnanti esprime una posizione fortemente critica sul nuovo modello, che prevede quattro anni di scuola superiore seguiti da un biennio negli ITS Academy, con la conseguente riduzione di un anno del percorso tradizionale.

La sperimentazione è già partita o in fase di avvio in alcuni istituti del territorio, tra cui il Vittorio Veneto di Latina e il Pacifici e De Magistris di Sezze, mentre dal prossimo anno interesserà anche il San Benedetto-Einaudi-Mattei, il Caboto di Gaeta e l’IIS Gobetti-De Libero di Fondi.

“Ridotta la formazione di base”

«Come Gilda – spiega la coordinatrice provinciale Patrizia Giovannini – già da due anni stiamo mettendo in allerta i collegi dei docenti e abbiamo organizzato assemblee nelle scuole per illustrare i rischi legati ai corsi quadriennali. Il collegamento con il mondo del lavoro può essere anche un elemento positivo, ma non può avvenire a discapito della formazione di base degli studenti».

Secondo il sindacato, la riforma comporta una riduzione delle ore dedicate a diverse discipline. «Si comprime un percorso di studi quinquennale in quattro anni – prosegue Giovannini – e questo rischia di indebolire ulteriormente la formazione di base su cui oggi molti ragazzi sono già fragili. Materie fondamentali come italiano, storia e geografia vengono ridimensionate proprio mentre sarebbe necessario rafforzarle, perché sono quelle che costruiscono capacità critica e strumenti culturali per affrontare il futuro».

Il nodo degli ITS Academy

Tra le principali criticità evidenziate c’è anche il ruolo crescente degli ITS Academy. «Temiamo – osserva Giovannini – che si stia andando verso una progressiva privatizzazione di una parte dell’istruzione. Gli ITS Academy sono fondazioni che coinvolgono anche imprese e soggetti privati e, con questo modello, diventano sempre più centrali nel percorso formativo degli studenti».

Dubbi su quadri orari e organizzazione

Il sindacato sottolinea inoltre le incertezze legate ai nuovi quadri orari degli istituti tecnici. «Mancano ancora elementi fondamentali, come l’individuazione delle classi di concorso e le linee guida sui profili formativi, – evidenzia Giovannini – mentre alle scuole viene chiesto di deliberare sulla distribuzione delle ore del curricolo».

Una situazione che, secondo la Gilda, rischia di portare a decisioni senza un quadro chiaro, con possibili ripercussioni sulla qualità dell’offerta formativa e sull’organizzazione degli istituti.

Preoccupazioni sugli organici

Un ulteriore punto critico riguarda gli organici dei docenti. «Siamo a fine anno scolastico e non è ancora possibile definire con certezza gli organici, mentre la riforma potrebbe determinare una riduzione delle cattedre e difficoltà nella gestione delle titolarità e della mobilità».

L’appello ai docenti

Per queste ragioni la Gilda ha invitato i collegi dei docenti degli istituti tecnici ad astenersi dall’adottare delibere sui nuovi quadri orari, ritenendo che manchino ancora i presupposti necessari.

Mobilitazione anche a livello nazionale

La mobilitazione è attiva anche sul piano nazionale: la Federazione Gilda Unams ha chiesto al Parlamento di rinviare l’attuazione della riforma e ha convocato un’assemblea straordinaria in modalità telematica per martedì 31 marzo alle ore 8, rivolta a tutti i docenti degli istituti superiori.

“Così si rischia il prossimo anno scolastico”

«Siamo contrari al taglio del quinto anno – conclude Giovannini – perché l’offerta formativa di base dovrebbe essere potenziata, non ridotta. Ma oggi il problema è anche un altro: con i quadri orari pubblicati e molte indicazioni ancora mancanti, si rischia di compromettere il corretto avvio del prossimo anno scolastico. Le scuole sono chiamate a prendere decisioni importanti senza un quadro completo e questo può avere conseguenze sia sui percorsi degli studenti sia sulla gestione delle titolarità dei docenti e dei posti di lavoro».

Ubriaco al volante falcia due donne sulle strisce: una muore sul colpo, l’altra poco dopo in ospedale

Napoli – Un tragico incidente stradale ha avuto luogo in Corso Garibaldi, all’altezza di Porta Nolana, dove due donne sono state travolte e uccise da un’auto guidata da un uomo di 34 anni, risultato positivo all’alcol test.

Il conducente, un italiano residente a Napoli, è stato arrestato dalla polizia locale. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, alla guida di una Mercedes, avrebbe travolto le due donne mentre attraversavano la strada, probabilmente sulle strisce pedonali, in una zona scarsamente illuminata.

Le vittime, due cittadine straniere di nazionalità ucraina, sono morte: una sul colpo e l’altra poco dopo in ospedale. L’impatto ha causato anche ingenti danni a tre auto parcheggiate lungo la strada.

La polizia ha posto sotto sequestro i mezzi coinvolti e ha transennato l’area dell’incidente per effettuare i rilievi tecnici necessari a ricostruire la dinamica del sinistro. L’indagine è ancora in corso per determinare le esatte circostanze del drammatico sinistro.

La dea bendata fa tappa a Roma, vinti al Lotto oltre 86 mila euro

Non solo la capitale, ma tutto il territorio della provincia di Roma festeggia a seguito dell’estrazione di martedì 24 marzo. I numeri del Lotto, infatti, hanno premiato il Lazio.

Il colpaccio, è stato messo a segno in Piazza Garibaldi a Castel Madama, dove in una ricevitoria è stata centrata una vincita da ben 61.347 euro grazie a dieci ambi, dieci terni, cinque quaterna e una cinquina.

Oltre alla vincita più cospicua della giornata, successo anche a Roma presso il punto vendita in Via Alberto Ascari dove con sei ambi, quattro terni e una quaterna si sono portati a casa la bellezza di 25.475 euro.

Endometriosi, uno studio italiano rivela: pesa su scuola e lavoro per quasi 700mila donne

Dolore cronico, stanchezza persistente, disturbi del sonno. L’endometriosi non è soltanto una patologia ginecologica, ma una condizione che può incidere profondamente sulla qualità della vita e sul futuro di chi ne soffre. In Italia, secondo una recente indagine accademica, centinaia di migliaia di donne potrebbero aver visto condizionati il percorso di studi o la carriera lavorativa a causa della malattia.

A fotografare la situazione è uno studio condotto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Milano, su un campione di 971 donne con diagnosi di endometriosi. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica BMC Psychology, è stata coordinata dalla professoressa Federica Facchin e realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, con il supporto dell’Associazione Progetto Endometriosi (APE-Odv).

I numeri dell’impatto

L’endometriosi, caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio al di fuori dell’utero, interessa tra il 5% e il 10% delle donne in età riproduttiva. La percentuale sale sensibilmente tra chi soffre di infertilità o dolore pelvico cronico e tra le adolescenti con sintomi dolorosi persistenti. La malattia può proseguire anche oltre i 40 anni e, in alcuni casi, continuare dopo la menopausa.

Lo studio evidenzia che circa una donna su sei riferisce un impatto moderato o elevato sul proprio percorso di studi. La quota cresce fino a quasi una su quattro tra coloro che hanno manifestato i primi sintomi durante l’adolescenza e hanno ricevuto una diagnosi tardiva. In questo gruppo emergono dati significativi: oltre la metà segnala assenze scolastiche frequenti, più di un terzo un calo del rendimento e difficoltà nella preparazione di verifiche ed esami a causa del dolore.

Anche sul fronte lavorativo le conseguenze sono rilevanti. Il 22% del campione dichiara un impatto importante sulla carriera, percentuale che supera il 28% tra chi ha avuto un esordio precoce dei sintomi accompagnato da ritardo diagnostico. Tra i fenomeni più diffusi c’è il cosiddetto “presenteismo”: molte donne continuano a lavorare nonostante il dolore, con una conseguente riduzione della produttività.

Diagnosi tardive e disuguaglianze

Uno degli aspetti più critici resta il ritardo nella diagnosi, che può oscillare tra i cinque e i dodici anni, soprattutto quando i sintomi compaiono in giovane età. Secondo l’analisi, l’esordio in adolescenza può innescare un effetto a catena: difficoltà scolastiche che, nel tempo, limitano le opportunità professionali.

Non mancano ricadute sul piano sociale. Quasi una donna su quattro riferisce episodi di discriminazione sul lavoro, dato che aumenta ulteriormente nel sottogruppo con sintomi precoci e diagnosi tardiva. Molte raccontano di aver modificato le proprie scelte formative o professionali, rinunciando a opportunità o adattando le aspirazioni alle condizioni di salute.

Proiettando i risultati sull’intera popolazione italiana, considerando che circa 1 milione e 800mila donne convivono con una diagnosi di endometriosi secondo l’Istituto Superiore di Sanità, si stima che oltre 300mila possano incontrare ostacoli nel percorso formativo e quasi 400mila difficoltà significative in ambito lavorativo.

Il quadro che emerge sottolinea come l’adolescenza rappresenti una fase decisiva nella traiettoria di vita delle pazienti. Una diagnosi tempestiva e una maggiore consapevolezza nei contesti scolastici e professionali vengono indicate come elementi chiave non solo per la tutela della salute, ma anche per garantire pari opportunità e prevenire nuove disuguaglianze.

Rifiuti, raccolta RAEE: i risultati del Lazio tra i migliori a livello nazionale. Latina sul podio

Nel 2025 la regione Lazio ha raccolto 32.682 tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di provenienza domestica, con un incremento del 6,9% rispetto al 2024, tra i migliori risultati a livello nazionale. La raccolta pro capite sale a 5,72 kg/ab, in crescita rispetto all’anno precedente, ma ancora inferiore alla media italiana, che si attesta a 6,22 kg/ab.

Questo è quanto emerge dal Rapporto regionale del Centro di Coordinamento RAEE, che sintetizza i dati della raccolta effettuata dai Sistemi Collettivi presso i centri di raccolta comunali e i luoghi di raggruppamento della distribuzione.

Quantitativi di raccolta

A trainare la crescita della raccolta nel Lazio sono soprattutto i grandi bianchi (classificazione R2) che registrano un incremento del 9,8% per un totale di 11.604 tonnellate avviate a riciclo e il freddo e clima (R1), in aumento del 9,6% con 10.737 tonnellate raccolte. Crescono anche i piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4), che raggiungono 6.483 tonnellate (+6,9%). In calo, invece, le sorgenti luminose (R5), che si attestano a 178 tonnellate (-6,3%), e i TV e monitor (R3), pari a 3.680 tonnellate (-7,4%), una flessione ancora considerata fisiologica e legata agli effetti del cambio tecnologico ormai alle battute finali.

La raccolta pro capite nelle province

Nel 2025 il Lazio registra una raccolta pro capite di 5,72 kg/ab. A distinguersi è la provincia di Latina, che con 10,20 kg/ab si colloca tra le migliori realtà a livello nazionale, superando i quantitativi medi per abitante raccolti a livello italiano di quasi tutte le tipologie di RAEE. Segue la provincia di Viterbo con 7,41 kg/ab, che detiene il miglior risultato regionale nella raccolta di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4). Si attestano invece al di sotto del valore pro capite italiano le province di Roma (5,32 kg/ab)Rieti (4,21 kg/ab) e Frosinone (3,23 kg/ab).

Dove si raccolgono i RAEE

La raccolta dei RAEE avviene principalmente attraverso due canali: presso i centri di raccolta comunali, messi a disposizione dai Comuni, e nei punti vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che ritirano i rifiuti secondo le modalità “1 contro 1” e “1 contro 0”. Nel 2025 il 65% dei RAEE regionali è stato raccolto presso i centri di raccolta comunali, mentre il 34% presso i luoghi di raggruppamento della distribuzione, una quota superiore alla media nazionale, pari al 23,3%.

La contribuzione economica

Nel 2025 i Comuni e i punti vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche della regione hanno ricevuto complessivamente 2.688.801 euro di premi di efficienza: contributi messi a disposizione dai produttori attraverso i Sistemi Collettivi per sostenere i gestori della raccolta che rispettano i requisiti previsti dagli Accordi di programma, contribuendo così al miglioramento della gestione dei RAEE. Nella provincia di Roma l’erogazione ha raggiunto il valore complessivo più elevato, pari a 1.940.279 euro. I Comuni e i punti vendita della provincia di Latina sono quelli che registrano il contributo medio più alto per tonnellata raccolta (87 €/ton), seguiti da quelli della provincia di Roma (86 €/ton).

«I dati sulla raccolta dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) nella Regione Lazio per il 2025 registrano un significativo +6,9% rispetto al 2024. Questi dati, che avvicinano la Regione Lazio alla media nazionale per quanto concerne la raccolta pro capite in kg per abitante (5,72 rispetto al dato medio 6,22), sono il frutto delle iniziative avviate dall’amministrazione regionale per incrementare anche le attività di recupero di materiali», commenta Fabrizio Ghera, assessore al Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio.

«La giunta regionale è, inoltre, impegnata – conclude l’assessore Ghera – a promuovere la cultura della sostenibilità fra i cittadini, proprio per quanto concerne il conferimento dei RAEE che deve avvenire nei Centri di Raccolta Comunali (CdR-C) e attraverso i Luoghi di Raggruppamento (LdR) organizzati e gestiti dai negozianti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), proprio per garantire il rispetto dell’ambiente. Da questo punto di vista, lanceremo nel 2026 una campagna regionale di educazione civica, formazione scolastica e comunicazione istituzionale per incidere in maniera decisiva sulla qualità della raccolta dei RAEE e il loro corretto conferimento».

«Il 2025 si chiude con un segnale incoraggiante per il Lazio – tutte le province registrano una crescita dei volumi raccolti. Un risultato che rappresenta un primo passo verso una progressiva scalata della raccolta regionale, anche se il territorio continua a muoversi a due velocità – dichiara Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE – L’esperienza della provincia di Latina dimostra quanto la proattività della distribuzione possa incidere concretamente sui risultati: la presenza attiva dei punti vendita si traduce in quantitativi più elevati e in un pro capite tra i migliori a livello nazionale. L’auspicio è che l’attività della distribuzione possa venire intensificata anche nelle altre province, per incrementare ulteriormente i volumi avviati a riciclo e generare maggiori risorse economiche attraverso i premi di efficienza. La provincia di Roma ha registrato un incremento dei quantitativi di piccoli RAEE raccolti. In questa direzione si inserisce l’Accordo tra Aeroporti di Roma e il MASE, che prevede l’attivazione di punti di conferimento negli scali aeroportuali, a disposizione di dipendenti e passeggeri e gestiti nell’ambito del sistema coordinato dal CdC RAEE. L’iniziativa amplia le opportunità di intercettazione dei piccoli RAEE e può rappresentare un modello replicabile anche in altre realtà locali».

A questo link tutti i dati di dettaglio del Lazio e il Rapporto RAEE 2025: Rapporto Lazio 2025 – CdC RAEE | Centro di Coordinamento RAEE

Centro di Coordinamento RAEE

Il Centro di Coordinamento RAEE è il consorzio privato costituito dai Sistemi Collettivi dei produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE), in attuazione di quanto previsto dal Decreto Legislativo 14 marzo 2014, n. 49. Opera sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La sua missione è garantire una gestione efficace, uniforme e trasparente dei RAEE domestici provenienti dalla raccolta differenziata sull’intero territorio nazionale. A tal fine assicura condizioni operative omogenee tra i Sistemi Collettivi, definisce i criteri di assegnazione dei siti di raccolta e promuove azioni finalizzate al progressivo incremento dei quantitativi di RAEE raccolti e avviati a riciclo.

Aprilia, semafori in tilt sulla Nettunense

Attraversare per arrivare alla stazione ferroviaria di Aprilia è come sfidare la sorte. Da giorni i semafori sulla Nettunense sono in tilt, all’altezza dell’incrocio tra via Nettunense e via Giacomo Matteotti domenica scorsa si sono formati ingorghi e rischiato qualche sinistro.


Ad oggi, dopo almeno cinque giorni, il semaforo pedonale è ancora fuori uso e nessun inter è stato fatto per ripristinarne il funzionamento.
Incentivare l’uso di mezzi alternativi all’automobile, è un tentativo apprezzabile per l’ambiente e per le tasche, considerati gli aumenti delle fonti energetiche, ma tutto ciò non può avvenire mettendo in pericolo le persone.

Campagna elettorale ai nastri di partenza: Venditti si presenta, Ciccone parte. Lega verso FdI?

Vincenzo Carnevale, Annarita De Sole, Salvatore Venditti e Francesco Ciccone

Fibrillazioni a Fondi per gli amanti della politica locale perché tra annunci, rebus, riunioni ed eventi le forze all’opposizione dell’attuale maggioranza politica a trazione Forza Italia, scaldano i motori in vista delle elezioni amministrative di fine maggio.

Dopo l’annuncio dei giorni scorsi, il candidato sindaco di centrosinistra Salvatore Venditti si presenta alla città con l’evento di inaugurazione della campagna elettorale. Un appuntamento apparentemente fuori dagli schemi, “alternativo”, per usare un termine che ritorna nella voce dell’aspirante primo cittadino. L’appuntamento è per venerdì alle 19, ma non in un luogo fisico, bensì sotto il cielo fondano, per la precisione in piazza della Repubblica, nel centro storico. Un evento politico, ma anche aggregativo con musica e convivialità, in cui Venditti e le forze che lo sostengono (Pd, M5S e Avs), vogliono iniziare a far capire idee e proposte per il rilancio amministrativo di Fondi in caso saranno chiamati a guidare la città.

Stile e forma diversi in casa “Fondi Vera” dove il gruppo civico che fa capo a Francesco Ciccone, nella propria sede di via Roma, lo scorso sabato ha fatto il punto su questi sei anni di attività politica e su quelli di opposizione in consiglio comunale. Molta attesa c’è anche nel secondo appuntamento già fissato per il prossimo sabato, quando si parlerà del futuro e delle idee programmatiche dei civici che, nei giorni scorsi, attraverso i social hanno iniziato a far girare i nomi di alcuni candidati alla carica di consigliere. Non è chiaro se sabato sarà anche il momento dell’annuncio ufficiale della ricandidatura a primo cittadino di Francesco Ciccone, ma sembra ovvio che comunque manchi poco a questo momento.

Sempre sul fronte opposizione, ma questa volta a destra, si lavora a ricucire tra Lega e Fratelli d’Italia. Questi ultimi nei giorni scorsi hanno annunciato la candidatura a sindaco di Annarita Del Sole e, dopo l’appello all’unità promosso dal carroccio – ovviamente caduto nel vuoto – i leghisti potrebbero cercare un’intesa con gli amici con cui siedono attualmente all’opposizione del sindaco Beniamino Maschietto.

In fin dei conti, il vicesindaco Vincenzo Carnevale, che ha raccolto l’eredità di Maschietto e che correrà per la fascia tricolore, ha reso pubblico poco della propria campagna, ma lo slogan parla da solo “Orgogliosi del passato, pronti per il futuro”. Un messaggio di continuità tipico di Forza Italia a livello locale che difficilmente troverà vicinanze o intese con altre forze politiche che non fanno già parte della compagine amministrativa di maggioranza, almeno nella fase del primo turno.

Nell’eventualità del ballottaggio, ovviamente, si aprirebbe tutta un’altra partita. Ma a Fondi, ad oggi, pochi sono pronti a scommettere sul fatto che servirà il secondo turno per capire chi sarà il nuovo sindaco della città. Mancano ancora due mesi, però, e la campagna elettorale è appena all’inizio.

“Aprilia Anno Zero”: il territorio tra presente e futuro secondo Resy Langiano – L’INTERVISTA


Resy Langiano è nata il 18 dicembre 1960 a Barletta, antica città della Puglia, centro manifatturiero, ricco di tradizioni e vicino al mare, con un un’area archeologica, tra le più belle, il sito di Canne, dove fu combattuta una delle principali battaglie della seconda guerra punica. Fattori che incidono molto nella sua formazione personale, trasmettendole l’amore per la storia e la cultura classica. Dopo il liceo classico, infatti, Resy prosegue il suo percorso di studi iscrivendosi alla facoltà di Giurisprudenza, coltivando – durante il cammino verso la laurea – le sue grandi passioni: la scrittura, la lettura, il cinema ed il teatro. E’ solo per amore che abbandona la sua bellissima terra: si trasferisce ad Aprilia nel 1986, lo stesso anno in cui sposa Angelo, dove trova anche un lavoro come impiegata amministrativa nel settore privato. Estroversa e con una forte capacità comunicativa, che la porta a socializzare con estrema facilità, Resy è impegnata da sempre nel volontariato; la sua scuola è stato il CIF, il Centro Italiano Femminile, un’associazione di ispirazione cattolica che, da oltre ottanta anni, attraverso una rete territoriale a livello nazionale, promuove e difende i diritti delle donne, valorizzando il loro ruolo in tutti gli ambiti della vita sociale.

Nel 2008 Resy viene eletta presidente della sezione comunale del CIF, un’esperienza molto coinvolgente, che l’ha forgiata e che le ha fatto comprendere pienamente quanto fare il bene faccia meglio a chi lo compie, piuttosto che a chi lo riceve.
Una situazione che la vita le ha dato modo di sperimentare a parti inverse: nel 2012, a seguito di uno screening mammografico, le viene diagnosticato un tumore al seno; l’effetto che quella notizia provoca in Resy è devastante, perché mentre cresce la paura per se stessa, riaffiora il dolore per la perdita di una sorella, morta a causa di quello stesso male che l’ha colpita.

Resy trova la forza di reagire, si sottopone ad un intervento, poi inizia la terapia, si cura e sperimenta l’ impatto con una realtà dove le persone sono sole con la loro malattia, a combattere la battaglia più dura della vita certamente, ma facendo i conti anche con gli abbandoni, in una sorta di rassegnazione passiva, nell’impossibilità di prevedere il corso della propria salute. La sua malattia la porta ad osservare se stessa, a riscoprire la sua realtà: nonostante tutto, Resy sente di essere una donna fortunata; la sua solidissima famiglia si stringe intorno a lei, il marito, i figli, Giuseppe e Giovanni, le sono accanto, sempre, facendole sentire la presenza, che si manifesta al momento giusto, per essere tranquillizzata, rincuorata, coccolata.

E’ un’ulteriore spinta per offrire il suo aiuto a quelle donne che vivono nell’incertezza e nell’indifferenza. Si dimette allora da presidente del CIF, aderisce all’ANDOS, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, e nel 2019 diventa presidente del Comitato di Aprilia.
I primi anni non sono stati semplici, nel direttivo non tutti remano dalla stessa parte e Resy si trova ad un bivio, non sa se restare o andar via. Rabbia e timore prendono il sopravvento, più volte è tentata di abbandonare il progetto, ma poi come in tutti i momenti difficili che hanno scandito la sua vita, è arrivata la sua famiglia a sostenerla e alcuni “incontri” fortunati con persone animate dalla stessa volontà del “dare”.

È nonna della piccola Emma, alla quale dedica molto del suo tempo libero.
La missione di Resy è ancora quella di accogliere, supportare, aiutare, abbracciare le donne, le più fragili, le più sole. Anche se sa bene che anche quelle forti hanno, comunque, bisogno, almeno, di un sorriso.

  • Cosa vuol dire per un cittadino che ha bisogno di ricevere assistenza dal servizio sanitario pubblico abitare ad Aprilia? Gli apriliani sono cittadini di serie A o di serie B?

“Purtroppo l’estensione e la densità demografica della città di Aprilia non garantiscono sempre un’altrettanta ed ampia fruizione di quelli che sono le prestazioni del SSN. Non parlerei di cittadini di serie A e di serie B, a prescindere. Piuttosto, diversificherei tra ottima prestazione sanitaria (per esempio il Polo Oncologico, vero e proprio fiore all’occhiello del nostro territorio) e, di contro, servizi insufficienti o troppo procrastinati nel tempo, perché, sovente, l’offerta non riesce a soddisfare la domanda, perché mancano gli operatori specializzati, perché non ci sono le apparecchiature diagnostiche e, laddove dove ci sono, talvolta sono obsolete”.

  • Le istituzioni, secondo quella che è stata la sua esperienza, si sono fatte parte attiva per sostenere le rivendicazioni dell’associazione che rappresenta?

“No. L’attuale governo, pure guidato da una donna, contrariamente alle promesse, ai proclami ed alle assicurazioni della prima ora, ha clamorosamente disatteso le aspettative, tagliando addirittura i fondi destinati alla prevenzione per il tumore al seno, il big killer dell’era moderna.
Anche le istituzioni di prossimità hanno assunto lo stesso atteggiamento: disponibilità assoluta durante i pubblici convegni, silenzio altrettanto assoluto alla richiesta di un incontro”.

  • In cosa sente vicina la cittadinanza apriliana rispetto alle tematiche di cui vi fate portatrici?

“C’è una linea invisibile, ma dirimente, tra coloro che della nostra associazione si fidano e, perciò, si affidano e coloro che, al contrario, nutrono un’irrazionale diffidenza.
Nel primo gruppo annoveriamo coloro che, purtroppo, sono state colpite dalla malattia e che, dunque, trovano accoglienza e conforto, proprio da chi ha percorso, prima di loro, lo stesso doloroso cammino ma che, alla fine, nella maggior parte dei casi, è arrivata, vittoriosa, alla meta”.

  • Tra le associazioni che rappresentano la parte più fragile della comunità è stato possibile tessere alleanze e collaborazione?

“Non ci sono alleanze con altre associazioni, soltanto qualche rara collaborazione per comuni eventi. Personalmente sono dell’idea che si debba lavorare per il fine che ogni associazione persegue, altresì il nostro Comitato afferisce all’Andos Nazionale, per la quale ci sono criteri abbastanza rigorosi da osservare”.

  • Il comune di Aprilia è stato commissariato e sciolto per infiltrazioni mafiose. Secondo lei quali potrebbero essere tre temi che la prossima amministrazione che governerà Aprilia dovrebbe inserire tra le priorità? Escludendo la moralità che dovrebbe essere la parola d’ordine.


“La res publica, di ciceroniana memoria, era la res populi, ossia una comunità a cui erano garantiti diritti e tutelati interessi individuali e collettivi.
Il primo tema, a parer mio, dovrebbe essere la competenza: la capacità, ovvero, nel momento in cui si costituisce la squadra che andrà ad amministrare (da default almeno per un lustro!) un ragguardevole numero di cittadini, bisognerebbe comprovare l’effettiva abilità di ognuno, chiamato a ricoprire il ruolo assegnato. Il numero di voti, come da empirica esperienza, non sempre corrisponde ad abilità e sapere. Il secondo tema da affrontare è invece l’imparzialità, che dovrebbe essere sempre il sale di ogni scelta e di ogni azione. Ancora di più all’interno di un’amministrazione comunale ove, mai, dovrebbero esistere simpatie, nepotismi, tacite alleanze, celati interessi. Infine, ma non meno importante, la valorizzazione delle risorse locali, non il semplice sentire, ma ascoltare con attenzione tutti quegli uomini e quelle donne che del volontariato hanno fatto una missione, per dare voce a chi soffre, a chi è fragile, a chi è sola, a chi è straniero, a chi è disoccupato, a chi è maltrattata, a chi ha necessità di sentirsi parte integrante di una comunità”.

Latina Scalo, dopo gli scippi in stazione: cresce l’allarme sicurezza

Ancora un episodio di criminalità alla stazione ferroviaria di Latina Scalo riaccende i riflettori sulla sicurezza lungo la tratta. Nella serata di sabato, una donna è stata vittima di uno scippo al binario 2: si tratta del terzo caso in pochi giorni, con modalità simili, un elemento che fa temere la presenza di gruppi organizzati.

A lanciare l’allarme è il consigliere comunale e capogruppo della Lega Vincenzo Valletta, che parla apertamente di “escalation” e di un clima di crescente insicurezza tra cittadini e pendolari. “Non siamo più di fronte a episodi isolati — sottolinea — ma a un fenomeno che richiede risposte immediate e strutturate”.

Al centro della richiesta politica c’è l’istituzione di un presidio stabile della Polizia Ferroviaria all’interno della stazione, considerata un nodo strategico per il territorio. Una misura ritenuta “indispensabile” per prevenire e contrastare reati sempre più frequenti in un’area ad alta frequentazione.

Valletta fa sapere di aver già avviato contatti con il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni per accelerare l’iter istituzionale. “È fondamentale che lo Stato dimostri una presenza chiara e autorevole”, afferma, ribadendo che la sicurezza deve restare una priorità assoluta.

Intanto, mentre cresce la preoccupazione tra i pendolari, il tema torna al centro del dibattito locale, con la richiesta di interventi rapidi e concreti per restituire serenità a uno dei principali snodi ferroviari della provincia.