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Latina, controlli dei Nas nei centri estetici: sospesa un’attività senza responsabile tecnico

Proseguono i controlli dei Carabinieri del Nas di Latina nell’ambito della campagna nazionale contro abusivismo e irregolarità nel settore della cura della persona.

Nei giorni scorsi i militari hanno effettuato un’ispezione in un salone del capoluogo che offre servizi di acconciatura ed estetica.

Mancava il responsabile tecnico

Durante il controllo è emersa una violazione rilevante: i trattamenti estetici venivano eseguiti senza la presenza del responsabile tecnico, figura obbligatoria prevista dalla normativa di settore.

Si tratta di un requisito essenziale, poiché il responsabile deve garantire la corretta esecuzione delle attività e la sicurezza dei clienti.

Scatta la sospensione dell’attività

A seguito della segnalazione dei Nas, il Comune di Latina è intervenuto con un provvedimento immediato.

Il dirigente del Dipartimento Attività Produttive ha disposto la sospensione dell’attività di estetica all’interno del salone, limitatamente a quel servizio.

Sanzione per il titolare

Contestualmente, al titolare dell’esercizio è stata applicata una sanzione amministrativa di 860 euro.

Controlli contro abusivismo e rischi per la salute

L’operazione rientra nella strategia dei Nas per la tutela della salute pubblica, con verifiche mirate a contrastare l’abusivismo e garantire standard adeguati nei servizi offerti ai cittadini.

Particolare attenzione è rivolta proprio al rispetto delle figure professionali previste dalla legge, considerate fondamentali per la sicurezza degli utenti.

Disturbi del neurosviluppo, scoperto gene alla base delle più frequenti forme recessive

Fino al 10% dei casi di disturbi del neurosviluppo recessivi, che colpiscono i bambini con diversi tipi di sintomi, è riconducibile ad una alterazione di un piccolo gene non codificante chiamato RNU2-2. La scoperta, che rappresenta il primo passo per una diagnosi più rapida e future terapie, si deve ai ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con colleghi della Icahn School of Medicine at Mount Sinai e della Stanford University. Lo studio che descrive la nuova sindrome, frutto di una vasta rete internazionale che ha coinvolto anche numerosi centri di ricerca europei, è stato pubblicato sulla rivista Nature Genetics.

La malattia presenta una notevole variabilità clinica. I sintomi possono differire da bambino a bambino, probabilmente in relazione al tipo di alterazione genetica. Tra le manifestazioni più comuni si osservano ipotonia, ritardi nello sviluppo e difficoltà nel linguaggio. In alcuni casi si riscontrano lievi difficoltà di apprendimento o tratti dello spettro autistico; in altri possono comparire epilessia, disturbi del movimento o difficoltà nella deambulazione. Le neuroimmagini cerebrali possono risultare inizialmente normali, ma mostrare alterazioni nel tempo. Nei quadri più severi possono inoltre emergere problemi di alimentazione o difficoltà respiratorie. Questa ampia gamma di sintomi riflette il diverso impatto che le varianti implicate nella malattia possono avere su ciascun individuo.

I ricercatori hanno scoperto che il disturbo è causato dalla quasi totale assenza di una corta sequenza di RNA, chiamata U2-2, prodotta dal gene RNU2-2. I bambini affetti ereditano generalmente una copia alterata del gene da ciascun genitore sano: è proprio la combinazione delle due varianti a compromettere il corretto sviluppo cerebrale.

La scoperta ha un valore clinico reale, perché sapere qual è il difetto genetico alla base del disturbo evita esami inutili e ritardi nella diagnosi. Inoltre, essendo una malattia recessiva, la scoperta del gene è utile nel counseling genetico prenatale o pre-impianto: se entrambi i genitori sono portatori di un allele alterato il rischio di malattia per il figlio è del 25%. Inoltre, avere una diagnosi molecolare è il prerequisito per eventuali futuri approcci terapeutici.

“Questo studio offre nuovi strumenti per arrivare alla diagnosi in un gruppo di malattie, come quelle del neurosviluppo, le cui basi molecolari sono ancora largamente sconosciute”, afferma Alessandro Bruselles, ricercatore dell’ISS e tra gli autori dello studio. “La scoperta apre inoltre nuove prospettive per comprendere il ruolo delle regioni del genoma che non codificano per proteine, ancora poco esplorate come causa di malattia”.

“La scoperta del coinvolgimento dei geni RNU2-2 e RNU4-2 nelle malattie del neurosviluppo rappresenta un importante passo in avanti nella comprensione delle cause genetiche delle disabilità intellettive. Per la prima volta, RNA non codificanti emergono come cause relativamente frequenti di malattie monogeniche. Questi piccoli RNA sono componenti essenziali della macchina che trasforma l’informazione contenuta nei geni nell’istruzione che permette la sintesi delle proteine, all’interno delle nostre cellule” commenta Marco Tartaglia, responsabile della Funzione di Genetica molecolare e Genomica funzionale del Bambino Gesù e coordinatore del team di ricercatori che ha contribuito allo studio. “È ragionevole aspettarsi che mutazioni che coinvolgono questi e altri geni non codificanti proteine possano spiegare una quota considerevole delle malattie che rimangono ancora oggi senza diagnosi”. – Fonte ISS

Sermoneta, assalto al supermercato: fatta esplodere la cassa continua, bottino da 10mila euro

Assalto nella notte a un supermercato di Sermoneta, dove ignoti hanno fatto saltare la cassa continua per poi fuggire con l’incasso.

L’intervento è scattato dopo una segnalazione al 112, che ha portato sul posto i Carabinieri della Stazione di Norma.

L’esplosione con il gas

Secondo una prima ricostruzione, i malviventi avrebbero utilizzato gas acetilene per provocare l’esplosione dello sportello della cassaforte esterna all’esercizio commerciale.

Una tecnica già utilizzata in altri colpi simili, che ha consentito di accedere rapidamente al denaro custodito all’interno.

Incasso portato via

I ladri sono riusciti ad asportare il contenuto della cassa continua, costituito dal fondo cassa e dall’incasso della giornata precedente.

Il bottino è stato quantificato in circa 10mila euro.

Scoppia anche un incendio

L’esplosione ha però innescato anche un incendio che ha interessato parte della zona casse e alcune corsie del supermercato.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza l’area.

Indagini in corso

I Carabinieri hanno avviato le indagini per risalire agli autori del colpo e ricostruire con precisione la dinamica.

Al vaglio degli investigatori eventuali immagini di videosorveglianza e altri elementi utili all’identificazione dei responsabili.

SuperEnalotto, doppio colpo nel Lazio: vincite a Cassino e Guidonia

La fortuna torna a bussare nel Lazio e lo fa con una doppia vincita. Nell’ultimo concorso del SuperEnalotto, due giocatori hanno centrato il “5”, portando a casa oltre 36mila euro ciascuno.

Le giocate vincenti sono state registrate a Cassino, presso un bar di via Lombardia, e a Guidonia Montecelio, in provincia di Roma. Un risultato che riaccende l’attenzione sul gioco, in un contesto regionale dove i numeri restano complessivamente stabili.

Secondo i dati elaborati da Agipronews, infatti, il volume complessivo della spesa nei punti vendita del Lazio si mantiene intorno a 1,6 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente. Diverso il discorso per il SuperEnalotto, che registra invece una lieve flessione: circa 94,7 milioni di euro contro i 101,4 milioni dell’anno precedente.

A livello provinciale emergono alcune differenze. In provincia di Frosinone si registra una crescita, mentre nell’area romana i volumi restano sostanzialmente invariati.

Numeri che raccontano un gioco dove le vincite – come quelle appena registrate – continuano a rappresentare il motore principale dell’interesse degli appassionati.

Sabaudia, Coppa del Mondo di canottaggio: nuova grana fiscale sul Comitato MMXX

A Sabaudia si riapre il capitolo legato alla Coppa del Mondo di Canottaggio del 2021, evento ospitato sul Lago di Paola e già finito al centro di polemiche negli anni scorsi.

Al centro della vicenda torna il Comitato Sabaudia MMXX, organismo costituito per la gestione dell’appuntamento sportivo, ma oggi sotto la lente per questioni di natura fiscale.

L’accertamento dell’Agenzia delle Entrate

Negli ultimi giorni l’Agenzia delle Entrate ha notificato un atto di accertamento al commissario liquidatore del Comitato, coinvolgendo anche il Comune di Sabaudia e la Provincia di Latina.

Secondo quanto emerso, sarebbero state riscontrate irregolarità nella gestione dell’IVA, in particolare per la mancata distinzione tra attività istituzionali e attività commerciali.

Una situazione che espone gli enti a una richiesta economica superiore ai 150mila euro.

Un costo che si aggiunge a quello già sostenuto

La vicenda si inserisce in un quadro già oneroso per le casse comunali. Per l’organizzazione dell’evento, infatti, il Comune aveva già trasferito al Comitato oltre 1 milione e 800 mila euro.

Ora, a quella cifra, si aggiunge l’importo derivante dall’accertamento fiscale, che l’ente si troverebbe a dover anticipare per evitare conseguenze più gravi.

“No a costi scaricati sulla collettività”

Dall’amministrazione arriva una posizione netta: l’eventuale esborso non potrà tradursi in una deresponsabilizzazione.

Si parla apertamente di errori gestionali, omissioni di vigilanza e irregolarità, ritenuti inaccettabili se dovessero ricadere, anche solo temporaneamente, sull’intera comunità.

Azioni per accertare le responsabilità

Il Comune ha annunciato di essersi già attivato per intraprendere tutte le iniziative necessarie a chiarire la vicenda.

L’obiettivo è individuare le responsabilità e procedere, se del caso, a una rivalsa patrimoniale nei confronti degli organi di governo e di controllo coinvolti nella gestione del Comitato.

Una vicenda che, a distanza di anni dall’evento sportivo, resta dunque ancora aperta e con possibili sviluppi sul piano amministrativo e contabile.

Latina, corsa al plasma: più donazioni e servizi potenziati al Goretti

Nel sistema sanitario moderno, il plasma è una risorsa strategica quanto spesso invisibile. Da qui la scelta della Asl di Latina di rafforzare la raccolta, puntando su un ampliamento degli orari e su un modello organizzativo sempre più capillare.

Ogni mercoledì pomeriggio, dalle 14 alle 17, il servizio trasfusionale dell’ospedale Santa Maria Goretti resta aperto per favorire le donazioni. Una misura che si inserisce in un progetto sostenuto a livello ministeriale e regionale, e che punta a incrementare la raccolta tra il 15 e il 20%.

I numeri raccontano già una realtà in crescita. La provincia di Latina si conferma tra le più virtuose del Lazio, con valori superiori alla media regionale negli ultimi anni. Un trend che non solo garantisce l’autosufficienza locale, ma permette anche di contribuire al fabbisogno dell’intero sistema sanitario regionale.

Il plasma raccolto viene infatti trasformato in farmaci essenziali, utilizzati per trattare patologie anche gravi: dalle immunodeficienze ai disturbi della coagulazione, fino a terapie salvavita che non hanno alternative sintetiche.

Alla base di questi risultati c’è un modello organizzativo che integra sanità pubblica e volontariato. Un ruolo chiave lo svolge l’Avis provinciale, coinvolta nella raccolta attraverso strutture fisse, unità mobili e servizi domiciliari. Una rete che rende la donazione più accessibile e diffusa sul territorio.

“La crescita di questi anni è il risultato di un lavoro condiviso – sottolinea la direttrice generale Sabrina Cenciarelli – ma soprattutto della generosità dei donatori, senza i quali nulla sarebbe possibile”.

In un contesto in cui l’autosufficienza di plasma resta una sfida nazionale, Latina prova a fare da apripista. E lo fa con un obiettivo chiaro: trasformare la solidarietà in cura concreta.

Capannone agricolo distrutto dalle fiamme, a fuoco alcuni trattori

È stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco, nella tarda serata di ieri, per domare l’incendio divampato in un capannone agricolo in strada Colubri, una traversa di via della Cava vicino Chiesuola, nella periferia di Latina. Le fiamme erano già alte all’arrivo dei soccorritori e avevano preso il sopravvento sulla struttura, distruggendo alcuni vecchi trattori all’interno e attrezzature da lavoro.

Al termine delle operazioni di spegnimento i vigili del fuoco hanno analizzato i luoghi per le verifiche sull’origine del rogo. Per ora le cause restano imprecisate, ma il fatto che l’incendio sia scaturito dall’interno del capannone mentre era chiuso, lascia propendere gli investigatori per un evento accidentale. Per gli accertamenti del caso sono intervenute le pattuglie della Polizia.

Latina, ignora il divieto e si avvicina alla ex: arrestato un uomo

Ha violato le prescrizioni imposte dal giudice e si è avvicinato alla ex compagna e alla figlia, facendo scattare immediatamente il sistema di allarme. Per questo un uomo, classe 1953, è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Latina.

L’episodio si è verificato nella serata di ieri, quando gli agenti della Squadra Volante sono intervenuti dopo la segnalazione arrivata dalla sala operativa della Questura, attivata dal dispositivo elettronico in dotazione alle vittime.

Secondo la ricostruzione, l’uomo si sarebbe introdotto all’interno di un’attività commerciale del capoluogo, nonostante il divieto di avvicinamento. Dopo un primo allontanamento, sarebbe tornato nuovamente sul posto, reiterando la condotta e provocando un secondo allarme.

Gli agenti, giunti in pochi minuti, hanno bloccato il soggetto e accertato la violazione della misura cautelare. Per lui è scattato l’arresto in flagranza.

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa del rito direttissimo.

Scuola Gramsci, nessun nuovo plesso ad Aprilia

Nuova scuola di via Gramsci, anche il Tar dice “no” al nuovo plesso progettato per ospitare la scuola media, da anni collocata in un edificio appartenente ad un privato e per il quale il Comune paga un affitto.
Quasi dieci anni fa il Comune di Aprilia, allora governava il sindaco Terra, decise di individuare quale luogo dove poter realizzare il nuovo plesso della Gramsci in via Tiberio, nel quartiere Agroverde a poche centinaia di metri dalla caserma dei carabinieri. Un progetto molto criticato dalle opposizioni che, già all’epoca, misero in guardia l’allora amministrazione perché il terreno apparteneva ad un privato, che nel frattempo lo aveva usucapito, e non poteva pertanto considerarlo come un’area libera destinata a verde e quindi libera da vincoli e mai ceduta al comune per la realizzazione di opere collettive.

Nel febbraio 2017, il Comune di Aprilia approvò con una Delibera di Giunta il progetto preliminare per la realizzazione del nuovo plesso della scuola Gramsci.
Pochi giorni dopo, il 9 marzo 2017, con la Delibera del Consiglio Comunale n. 11, venne modificata la destinazione urbanistica dell’area, in Via Tiberio, trasformandola da zona di verde pubblico a zona F1, servizi collettivi, per consentire la costruzione della scuola. In realtà si trattava di un vero e proprio esproprio, ma la proprietà ritiene di non aver ricevuto alcuna comunicazione mentre la legge prevede per il privato la possibilità di una trattativa. Fino a prova contraria, la proprietà privata è garantita e tutelata.

Con il ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale, da parte dei legittimi proprietari del terreno, si contestava, dunque, all’ente la disponibilità del bene e, quindi, l’impossibilità a realizzarvi l’edificio scolastico. Sull’argomento, in questi quasi dieci anni, non sono mai mancate polemiche da parte di chi, a ragione alla luce dei fatti, aveva sempre contestato il progetto, perché sul terreno erano già presenti molti dubbi, tra questi il consigliere del centrodestra Boi e Andrea Ragusa, esponente del Movimento Cinque Stelle.

Proprio il leader dei Pentastellati aveva proposto, come area alternativa, ove realizzare la scuola media, il terreno di via Pergolesi che la Regione Lazio aveva ceduto al Comune di Aprilia, questo al fine di evitare al Comune di Aprilia di perder tempo su un progetto irrealizzabile per via dell’ostacolo del terreno.

Secondo quanto deciso dal Tar, che ha accolto la ragione del proprietario del terreno, ad oggi il Comune di Aprilia avrebbe seguito un percorso errato; un dispendio di risorse e di tempo che allontana ancora di più la realizzazione di una scuola in una città dove la presenza giovanile è molto forte.



Minturno, nuova illuminazione sulla Minturnese e via Sebastiani: impianto attivo

Entrata in funzione da ieri sera, 2 aprile, il nuovo impianto di pubblica illuminazione lungo la Strada Provinciale Minturnese e il prolungamento di via Antonio Sebastiani.

Si conclude così un intervento di sostituzione e potenziamento della rete, realizzato grazie alla collaborazione tra Provincia di Latina e Comune di Minturno.

Più luce su un’arteria strategica

Il progetto ha interessato il tratto compreso tra il km 1+720 e il km 2+860 della provinciale, dove sono stati installati 33 nuovi pali con tecnologia LED, ai quali si aggiungono altri 13 punti luce nel tratto comunale, fino all’incrocio con via Carlo Alberto Dalla Chiesa.

L’obiettivo è migliorare la visibilità e la sicurezza lungo una direttrice importante per i collegamenti tra Scauri, il centro storico e la stazione ferroviaria.

Carnevale: “Intervento concreto per sicurezza e risparmio”

“Con l’attivazione di questo impianto consegniamo ai cittadini un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza e la qualità della viabilità”, ha dichiarato il presidente della Provincia Federico Carnevale.

“È un intervento concreto che riduce i consumi energetici e aumenta la tutela di automobilisti e pedoni in un tratto ad alto traffico, frutto della sinergia tra Provincia e Comune”.

Stefanelli: “Programmazione che dà risultati”

Sull’opera è intervenuto anche l’ex presidente della Provincia Gerardo Stefanelli, che ha ricordato come l’intervento fosse stato avviato durante il precedente mandato.

“Si tratta di uno dei tanti interventi programmati negli anni scorsi e che oggi arrivano a conclusione. Sono certo che il nuovo presidente proseguirà su questa linea, garantendo continuità amministrativa su temi fondamentali come infrastrutture e sicurezza stradale”.

Un investimento da oltre 348mila euro

L’opera ha comportato un investimento complessivo di 348.109,62 euro, finanziato dalla Provincia di Latina con la compartecipazione del Comune di Minturno.

Un intervento che punta a coniugare sicurezza, efficienza energetica e miglioramento della viabilità in uno dei tratti più frequentati del territorio.