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Latina Calcio, Terracciano prende in concessione il centro sportivo di Fiuggi: gestione per 15 anni

“Siglata la convenzione tra Comune di Fiuggi e Latina Calcio 1932 per la gestione del Centro Sportivo “Capo i Prati”. L’annuncio arriva direttamente dal sindaco del Comune ciociaro, Alioska Baccarini.

Al termine della gara pubblica, l’Amministrazione comunale ha affidato alla società del presidente Antonio Terracciano la concessione quindicennale di tutti gli impianti del centro sportivo.

“Ringraziamo il Latina Calcio per aver creduto nel progetto, condiviso da tutta la maggioranza – hanno sottolineato il primo cittadino Baccarini e il vicesindaco Marco Fiorini, che hanno seguito l’iter – L’obiettivo è riposizionare “Capo i Prati” al centro delle attività sportive, sociali, ricreative e benefiche. Il centro, dotato di tre campi a 11, un calciotto, un polivalente coperto, spogliatoi, bar e ristorante, sarà oggetto di interventi di ammodernamento a cura del Latina Calcio per portarlo a standard all’avanguardia. Prevista anche la messa a disposizione delle strutture a Enti del Terzo Settore, scuole, volontariato e categorie protette, anche a titolo gratuito. Con la convenzione il Comune pone le basi per il recupero delle strutture e il rilancio delle attività sportive e sociali per Fiuggi e il territorio.”

In merito il Latina Calcio 1932 non ha diramato alcuna comunicazione ufficiale. Ricordiamo anche che il club del capoluogo ha in concessione (decennale) il Bartolani di Cisterna, impianto salito agli onori della cronaca qualche giorno fa: l’arbitro ha deciso di non far disputare la partita tra l’Under 16 del Latina Calcio e i pari età del Giugliano, valida per i quarti di finale dei playoff. Non si è giocato per “l’assenza dei requisiti minimi di sicurezza, il terreno si presentava gravemente danneggiato”, e di conseguenza il giudice sportivo ha decretato la vittoria a tavolino della formazione campana, con conseguente eliminazione dei nerazzurri.

Ricordiamo anche che il Comune di Latina ha pubblicato (il 29 aprile) la gara europea, a procedura aperta, per l’affidamento in concessione del servizio di gestione dello stadio comunale Francioni e del campo di calcio Bondioli (per 20 anni): in merito appare scontato che il Latina Calcio 1932 parteciperà. O forse no?

Per saperlo si dovrà  attendere l’apertura della fase di aggiudicazione in seduta pubblica/riservata.

Latina approva il Pua: ok unanime del Consiglio comunale al piano per la Marina

Il Consiglio comunale di Latina ha approvato all’unanimità il nuovo Piano di utilizzazione degli arenili (Pua), lo strumento urbanistico che definirà il futuro della Marina e dei 13 chilometri di costa cittadina.

La delibera rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso amministrativo, culminato con il superamento della Valutazione ambientale strategica e con il recepimento delle indicazioni emerse durante la Conferenza dei Servizi.

La Marina al centro della nuova pianificazione

Il Pua introduce una nuova visione del litorale, puntando su accessibilità, destagionalizzazione e tutela ambientale.

Tra gli obiettivi principali ci sono il rilancio turistico della Marina, la valorizzazione degli arenili e la costruzione di un rapporto più stabile tra Latina e il mare.

Celentano: “Un motore economico permanente”

Per il sindaco Matilde Celentano l’approvazione del piano rappresenta “un passo decisivo” per il futuro della Marina.

La prima cittadina ha sottolineato come il Pua si inserisca in una strategia più ampia che comprende la rigenerazione di Borgo Sabotino, Borgo Grappa e il completamento di via Massaro.

“Trasformiamo la Marina da risorsa stagionale a motore economico permanente”, ha dichiarato il sindaco, evidenziando anche il lavoro svolto insieme agli operatori del comparto balneare.

Più concessioni ma spiagge libere garantite

Il nuovo piano porta a 32 il numero complessivo delle concessioni, mantenendo però ampie quote di spiaggia libera.

Secondo quanto illustrato dall’amministrazione, circa l’80% del litorale resterà destinato alla libera fruizione, con varchi pubblici previsti ogni 250 metri.

Inclusione e accessibilità

Uno dei punti centrali del Pua riguarda l’accessibilità.

Il piano prevede infatti uno stabilimento dedicato alla disabilità inclusiva, con personale specializzato e attrezzature specifiche, oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche lungo tutto il litorale.

Il progetto si collega anche all’iniziativa “Tutti al mare”, già annunciata dall’amministrazione comunale.

Tutela ambientale e sistema dunale

Grande attenzione è stata riservata anche alla protezione dell’ecosistema costiero.

Il Pua punta infatti sulla salvaguardia del sistema dunale attraverso interventi di tutela delle piante pioniere e l’utilizzo di fascine frangivento contro l’erosione.

Per l’amministrazione, la sostenibilità ambientale rappresenta anche un elemento strategico per la valorizzazione economica e turistica del litorale.

Sport, turismo e Marina vissuta tutto l’anno

L’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio ha parlato di “momento storico” per la città, sottolineando come il piano non si limiti alla gestione delle concessioni ma introduca una visione organica della costa.

Tra le novità anche il potenziamento delle attività sportive legate al mare, come vela e kite surf, e lo sviluppo di forme di turismo naturalistico per rendere la Marina viva durante tutto l’anno.

Di Cocco: “Finalmente una strategia organica”

Per l’assessore alla Marina Gianluca Di Cocco il nuovo Pua segna il passaggio “da anni di assenza di programmazione a una strategia integrata”.

Di Cocco ha evidenziato come il piano metta insieme urbanistica, mobilità, turismo e infrastrutture, introducendo regole certe per favorire investimenti e riqualificazione del litorale.

Il lavoro degli uffici e dei progettisti

Nel corso della seduta sono stati ringraziati gli uffici comunali dell’Urbanistica e del Demanio, insieme al progettista incaricato della redazione del piano, l’architetto Cristoforo Pacella.

Un riconoscimento è stato rivolto anche alle commissioni Urbanistica e Marina per il lavoro svolto nelle varie fasi del procedimento.

“Una nuova idea di città”

Per l’amministrazione comunale il Pua rappresenta molto più di un piano tecnico.

L’obiettivo dichiarato è costruire una nuova identità della Marina, trasformando il litorale in uno spazio integrato alla città, più accessibile, sostenibile e attrattivo.

Cisterna, incidente in via Aprilia: scoperta patente falsa durante i controlli della Polizia Locale

La Polizia Locale di Cisterna è intervenuta nel pomeriggio di martedì in seguito a un incidente stradale autonomo avvenuto in via Aprilia, all’altezza di via Reynolds.

Coinvolta una Fiat Punto condotta da un cittadino egiziano di 26 anni, residente in provincia di Roma.

I sospetti sulla patente romena

Durante i controlli il conducente ha mostrato agli agenti una patente di guida apparentemente rilasciata dalla Romania.

Fin dalle prime verifiche, però, gli operatori hanno notato alcune anomalie legate alla grafica del documento e ai sistemi di sicurezza normalmente presenti nelle patenti comunitarie.

Le verifiche al Comando

Per approfondire gli accertamenti, il 26enne è stato accompagnato negli uffici del Comando di corso della Repubblica.

Qui il documento è stato sottoposto a controlli tecnici attraverso le apparecchiature specialistiche utilizzate dall’ufficio documentale della Polizia Locale.

Gli esami hanno confermato che la patente era contraffatta.

Documento sequestrato e denuncia

Secondo quanto emerso, il documento imitava fedelmente il modello utilizzato nello Stato comunitario, risultando di buona fattura.

Solo le verifiche approfondite effettuate dagli agenti hanno permesso di accertarne la falsificazione.

La patente falsa è stata sequestrata e il conducente denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di contraffazione.

Ritirata anche la patente egiziana

L’uomo ha inoltre esibito una patente egiziana, che è stata ritirata perché il conducente risultava residente in Italia da oltre un anno senza aver provveduto alla conversione del titolo di guida estero, come previsto dal Codice della Strada.

L’attività del nucleo documentale

L’operazione rientra nell’attività di controllo del territorio svolta dalla Polizia Locale di Cisterna, con particolare attenzione al contrasto dell’utilizzo di documenti falsi.

Da oltre dieci anni il Comando si è dotato di uno specifico ufficio dedicato alla verifica documentale, diventato nel tempo punto di riferimento anche per altre forze dell’ordine e per l’autorità giudiziaria.

Ventotene, arriva “Cardioteam – Una vela per il cuore”: visite gratuite e prevenzione sanitaria sull’isola

Dal 10 al 17 maggio il Porto Nuovo di Ventotene ospiterà la campagna di prevenzione cardiovascolare “Cardioteam – Una vela per il cuore”, promossa da Cardioteam Foundation con il sostegno di Fondazione Sanlorenzo.

Protagonista dell’iniziativa sarà la barca a vela Serena, trasformata per l’occasione in un vero e proprio ambulatorio galleggiante.

Visite specialistiche e sensibilizzazione

Durante la permanenza sull’isola saranno offerti servizi sanitari specialistici gratuiti e attività dedicate alla sensibilizzazione sui corretti stili di vita e sulla prevenzione cardiovascolare.

L’obiettivo è portare la sanità direttamente nei territori più difficili da raggiungere, offrendo assistenza e informazione alle comunità isolane.

Un progetto che attraversa il Tirreno

L’iniziativa è giunta al terzo anno consecutivo e rientra in un progetto più ampio che, da marzo a ottobre, attraversa il Tirreno facendo tappa nelle piccole isole italiane.

Il tour prevede complessivamente 14 tappe e migliaia di miglia nautiche percorse per promuovere la cultura della prevenzione.

La salute arriva via mare

La presenza di Serena a Ventotene rappresenta un’occasione importante per avvicinare i cittadini ai controlli preventivi e ai temi della salute cardiovascolare, soprattutto in contesti dove l’accesso ai servizi sanitari può risultare più complesso rispetto ai grandi centri urbani.

Cisterna, studenti-guide per raccontare Piazza XIX Marzo: domenica l’iniziativa “Argonauti della Dea Feronia”

Domenica 10 maggio gli studenti del Campus dei Licei “Massimiliano Ramadù” saranno protagonisti dell’iniziativa “Gli Argonauti della Dea Feronia”, un percorso aperto alla cittadinanza per raccontare storia, curiosità e trasformazione della rinnovata Piazza XIX Marzo di Cisterna.

L’accesso sarà libero dalle ore 9 alle 12.

Un progetto tra scuola e Comune

L’iniziativa conclude un percorso di formazione e orientamento al lavoro, nato dalla collaborazione tra il Comune di Cisterna e l’istituto scolastico cittadino.

Il progetto è stato sviluppato con il contributo degli architetti Franco Ianiri e Alessia Nardi, progettisti della riqualificazione della piazza-giardino, insieme al coordinamento della professoressa Daniela Battiati.

Passeggiata tra storia e architettura

Per una mattinata gli studenti vestiranno i panni di vere guide culturali, accompagnando cittadini e visitatori in una passeggiata tra passato e presente del nuovo spazio urbano.

Attraverso racconti, aneddoti e approfondimenti storici, artistici e architettonici, i ragazzi illustreranno il valore della piazza riqualificata e il percorso che ne ha accompagnato la trasformazione.

Un’esperienza di crescita e orientamento

L’iniziativa punta anche a offrire agli studenti un’esperienza concreta di orientamento verso possibili percorsi universitari e professionali, avvicinandoli ad ambiti come architettura, turismo culturale e insegnamento.

“Valorizzare il patrimonio come bene comune”

“Attraverso la conoscenza del patrimonio culturale come elemento identitario della comunità – hanno dichiarato il sindaco Valentino Mantini e l’assessore Andrea Santilli – il progetto vuole rafforzare nei giovani il senso civico e la consapevolezza del valore del bene comune”.

Un giardino che diventa spazio di comunità

La giornata rappresenterà anche un’occasione per vivere e riscoprire uno dei principali spazi pubblici cittadini, oggi restituito alla comunità attraverso il progetto di riqualificazione urbana.

“Operazione Welcome” contro l’immigrazione clandestina, coinvolta anche Latina

C’è anche Latina tra le province interessate dalla vasta operazione della Polizia di Stato scattata nelle prime ore di oggi nell’ambito di un’indagine sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sul rilascio illecito di permessi di soggiorno.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata dal procuratore Domenico Guarascio, ha portato all’esecuzione di 93 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di cittadini italiani e stranieri ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di favoreggiamento della permanenza illegale sul territorio nazionale e falsità ideologica.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il sistema avrebbe consentito a cittadini extracomunitari di ottenere documenti e permessi di soggiorno attraverso pratiche ritenute irregolari e dichiarazioni false presentate ai pubblici ufficiali, in cambio del pagamento di somme di denaro.

L’operazione, denominata “Welcome”, ha visto impegnati oltre 150 agenti della Polizia di Stato ed è stata estesa in diverse città italiane, tra cui oltre a Crotone anche Roma, Milano, Latina, Napoli, Padova e la provincia di Cosenza.

Gli accertamenti investigativi sarebbero partiti dai controlli straordinari del territorio predisposti dalla Questura di Crotone guidata dal questore Renato Panvino, attività che avrebbe permesso agli investigatori di ricostruire una rete articolata di pratiche sospette legate alla regolarizzazione di cittadini stranieri.

Paracetamolo, l’allerta dell’Aifa: “Attenzione ai sovradosaggi tra gli adolescenti”

Un farmaco da banco, presente in quasi tutte le case e conosciuto fin dall’infanzia: il paracetamolo, spesso identificato con il nome commerciale più diffuso. Proprio questa familiarità, però, rappresenta un potenziale rischio. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato un documento ufficiale in cui richiama l’attenzione sull’uso non corretto del medicinale, con particolare riferimento ai casi di sovradosaggio intenzionale tra gli adolescenti.

Il dato alla base dell’allerta

L’analisi condotta dall’Aifa si basa sui dati della Rete Nazionale di Farmacovigilanza e del Centro Antiveleni di Pavia, dai quali emerge un numero significativo di episodi di sovradosaggio volontario in età adolescenziale. Non si registra un aumento nel tempo né risultano collegamenti con fenomeni imitativi o sfide sui social, ma il quadro viene comunque ritenuto clinicamente rilevante.

A incidere è anche un aspetto fisiologico: durante l’adolescenza il metabolismo epatico è ancora in fase di maturazione, rendendo il fegato più vulnerabile agli effetti di un eccesso di principio attivo. Secondo l’Aifa, questi episodi possono essere legati a gesti impulsivi o dimostrativi e a una percezione errata del farmaco, spesso considerato privo di rischi proprio perché di uso comune.

I rischi per la salute

L’assunzione di dosi superiori a quelle raccomandate può provocare conseguenze gravi, fino a danni irreversibili, soprattutto a carico del fegato. Un rischio che contrasta con l’immagine rassicurante del prodotto, che resta comunque efficace e sicuro nel trattamento di dolore e febbre se utilizzato correttamente.

Le raccomandazioni

L’Aifa invita a seguire alcune precauzioni fondamentali: rispettare le dosi indicate nel foglio illustrativo o dal medico; mantenere gli intervalli corretti tra le somministrazioni; evitare l’assunzione contemporanea di più farmaci contenenti paracetamolo o di sostanze potenzialmente epatotossiche; contattare tempestivamente i servizi di emergenza o un Centro Antiveleni in caso di sospetto sovradosaggio, anche se non sono presenti sintomi.

Il messaggio è chiaro: un farmaco di uso quotidiano non è privo di rischi a qualsiasi dose. Ed è fondamentale che siano gli adulti a trasmettere questa consapevolezza, prima che i più giovani ne sottovalutino le conseguenze.

Paura a Latina, scompare dopo scuola e invia un messaggio alla madre: ritrovato un 15enne

Ore di forte apprensione nel pomeriggio di ieri a Latina per la scomparsa di un ragazzo di 15 anni che, dopo essere uscito da scuola, aveva fatto perdere le proprie tracce lasciando alla madre un messaggio dal contenuto allarmante nel quale manifestava propositi suicidari.

L’allarme è scattato attraverso il numero unico di emergenza 112 e la segnalazione è stata immediatamente trasmessa al Comando della Polizia Locale. Secondo quanto ricostruito, il giovane, residente in un comune limitrofo al capoluogo pontino, non aveva fatto rientro a casa e risultava irreperibile da diverse ore.

Ricevute le informazioni fornite dai familiari, gli agenti hanno avviato subito le ricerche mobilitando le pattuglie presenti sul territorio. Le operazioni si sono concentrate nelle aree abitualmente frequentate dal ragazzo, mentre cresceva la preoccupazione per il contenuto del messaggio inviato alla madre poco prima di sparire.

Fortunatamente il quindicenne è stato rintracciato nel giro di circa mezz’ora dagli operatori della Polizia Locale, che sono riusciti a metterlo in sicurezza e ad affidarlo successivamente ai genitori.

L’episodio, conclusosi senza conseguenze, ha però riacceso l’attenzione sul disagio giovanile e sulla necessità di rafforzare strumenti di prevenzione e assistenza dedicati ai minori in situazioni di fragilità psicologica.

Dalla Polizia Locale è stato sottolineato come casi di questo tipo richiedano una rete di intervento coordinata tra istituzioni, servizi sociali, famiglie e realtà territoriali, non solo nella fase emergenziale ma anche nel successivo percorso di supporto e presa in carico.

Gli uffici del comando provvederanno ora a trasmettere una relazione ai servizi sociali competenti del Comune di residenza del ragazzo per gli approfondimenti e gli interventi previsti.

Aprilia – “L’Asam non è in crisi” parola di Ragusa (M5S)


“La Asam sull’orlo del baratro? Una narrazione fantasiosa”. Ne è convinto Andrea Ragusa, del Movimento Cinque Stelle, che alla luce anche delle recenti agitazioni da parte dei sindacati e dei lavoratori, ha colto l’occasione per leggere anche oltre i numeri pe misure messe in campo per ripianare i debiti e arrivare, gradualmente, alla dismissione dell’azienda.

Secondo Ragusa all’azienda speciale Multiservizi non savrebbe riservato il diritto ad un trattamento normale, poiché nelle fasi della Due Diligence la Commissione straordinaria avrebbe dato l’incarico ad uno studio di avvocati di supportare il Responsabile Unico del Progetto; le fasi dedicate da gestire riguardano quella giuridico-amministrativa e l’ economico-finanziaria e organizzativa di una azienda speciale posta in liquidazione. Tutto ciò in virtù dell’eventuale prosecuzione, riorganizzazione o cessazione della gestione, Ragusa ha analizzato le decisioni prese in passato a cominciare dalla tesi utilizzata per giustificare una liquidazione volontaria che si trascina ormai dal 2017 e una progressiva esternalizzazione dei servizi.

“Eppure, se si analizzano le carte con onestà intellettuale, emerge una realtà radicalmente diversa – esordisce Ragusa- e tutto parte da lontano, dalle delibere del 2016 e 2017 che hanno tracciato il solco: si è deciso che i parcheggi, lo scuolabus, la manutenzione del verde e la riscossione dei tributi non fossero più convenienti per l’azienda pubblica”.

Successivamente alle decisioni prese durante la giunta Terra, nel 2024, l’amministrazione di centro-destra ha confermato questa linea, secondo Ragusa “basandosi su una lettura dei conti che appare, a dir poco, parziale”.

“Durante le sedute pubbliche – continua l’esponente dei Cinque Stelle – l’assessore Moroni e il presidente della commissione La Pegna hanno citato l’ispezione del MEF del 2016 per dipingere un quadro fallimentare, sostenendo che il settore parcheggi avrebbe accumulato perdite per 200.000 € tra il 2017 e il 2022. Ma questi conti sono corretti? Per arrivare a quelle cifre negative, l’amministrazione ha scelto di analizzare il periodo che include i lockdown del Covid, quando la circolazione era ferma per legge, e soprattutto ha ignorato una voce di ricavo fondamentale: le sanzioni”.

“Il settore parcheggi, infatti, non si limita a vendere abbonamenti, ma gli ausiliari elevano multe che finiscono direttamente nelle casse comunali – commenta Ragusa – cosa che non avrebbero interesse a fare i dipendenti di una società esterna visto che sulle sanzioni non esistono percentuali per nessuno”.

Per Ragusa, considerando i 5 dipendenti realmente impiegati nel settore, i costi dei parcometri e i ricavi complessivi (ticket più multe), i numeri dicono che il settore parcheggi è in attivo: 16.000 € di guadagno nel 2021, oltre 44.000 nel 2022, 34.000 nel 2023 e ben 68.000 € nel 2024.

“Anche per il 2025 – continua – le prospettive sono ottime, visto che le nuove sanzioni includono ora il pagamento della sosta giornaliera. Perché allora ci si ostinava a parlare di perdite?”.

Mentre sui parcheggi le valutazioni sono differenti, nel settore pulizie mancherebbero addirittura i numeri.

“Infatti, in quella seduta non si è parlato né di costi né di ricavi ma si è stabilito di esternalizzare comunque il servizio – commenta Ragusa – cosa che è avvenuta quest’anno al costo triennale di 935.000 euro; chissà se anche per quel settore i conti furono fatti con pressappochismo! Purtroppo i dati relativi al costo di questo servizio quando era svolto in house, per poter fare un raffronto con l’importo assegnato con la recente gara d’appalto, non sono riuscito ad averli perché i liquidatori hanno negato l’accesso agli atti. Per perseguire l’obiettivo del risanamento, la strada dovrebbe essere un’altra”.

Dopo tutti gli interventi, oggi, dell’ Asam cosa resterebbe? “Un ’azienda “in bonis”, ovvero produce utili, e non c’è più alcun motivo tecnico per tenerla in liquidazione. Bisognerebbe rimuovere questo stato di agonia assistita e sostituire il collegio dei liquidatori con un Amministratore Unico. Il risparmio sarebbe immediato: oggi i tre liquidatori costano alla collettività 104.000 € l’anno, mentre un amministratore, come quello di una realtà come Progetto Ambiente, ne costa 45.000”.

E allora Ragusa propone di effettuare dei tagli, ma non al personale, piuttosto alla dirigenza.

“Invece di smantellare l’azienda pezzo dopo pezzo, bisognerebbe preoccuparsi di renderla più efficiente, magari partendo da cose semplici come ripristinare l’illuminazione nel parcheggio della stazione di Campoleone, oggi semi abbandonato dagli utenti perché buio e insicuro, questo semplice intervento porterebbe ad un maggior utilizzo del parcheggio e a maggiori introiti. Difendere l’Asam non è una scelta ideologica, ma una battaglia di buon senso per rispettare i rilievi del Ministero dell’economia e Finanza, tutelare i posti di lavoro e garantire ai cittadini di Aprilia servizi di qualità a un costo inferiore rispetto a quello del mercato. Se i conti sono in attivo, la liquidazione non è una necessità, ma una scelta politica che grava sulle tasche di tutti noi.

In questo clima di conti ‘soggettivi’, l’incarico allo studio legale appare come un atto di chiarezza necessario per garantire oggettività e imparzialità.

È un segnale che, insieme alle recenti rassicurazioni della Commissione ai sindacati sulla tutela dei posti di lavoro – conclude Ragusa – permette di intravedere una luce in fondo al tunnel”.



Telefoni criptati in carcere per gestire i traffici di droga, nei guai anche il narcos di Fondi Del Vecchio

C’è anche il nome di Massimiliano Del Vecchio tra gli arresti della maxi inchiesta della Dda di Roma sul sodalizio criminale di narcotrafficanti che si era imposto nel territorio della capitale con agguati, tentati omicidi e sequestri di persona. Il fondano di 43 anni catturato lo scorso anno a Barcellona dopo due circa di latitanza, tuttora detenuto in regime di carcere duro perché ritenuto al vertice di un gruppo criminale che trafficava droga e armi in provincia di Latina e nel basso Lazio, è indagato per avere gestito dal carcere, grazie a una serie di cellulari anche criptati, la cessione di partite di cocaina destinata al territorio pontino e per avere organizzato, sempre dalla sua cella, l’acquisto di cinque chili di oro di provenienza illecita per investire mezzo milione di euro.

L’indagine risale allo scorso autunno, quando Massimiliano Del Vecchio era ristretto nel carcere di Sulmona, dov’era finito in seguito alla sua estradizione dalla Spagna, quindi prima ancora che venisse applicato nei suoi confronti il regime carcerario del 41 bis. In quel periodo i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma intercettavano Giuliano Cappoli detto Mavericks di 33 anni, ritenuto uno dei capi del gruppo romano di narcotrafficanti che inondava la capitale di cocaina e aveva innescato una guerra contro un sodalizio rivale nella zona del quartiere Tuscolano. Tra le conversazioni captate nell’ambito dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, sono emersi i contatti proprio con Del Vecchio, nonostante quest’ultimo fosse ristretto appunto in carcere.

Grazie alle intercettazioni gli inquirenti scoprono che Giuliano Cappoli aveva continuato a rifornire di droga alcuni uomini di fiducia di Massimiliano Del Vecchio nel primo periodo in cui quest’ultimo era stato arrestato in Spagna e poi estradato, quindi non riusciva a comunicare con l’esterno. Durante le conversazioni il narcos fondano chiede supporto al trafficante romano, ottenendo sei telefoni cellulari, dei quali due criptati, che riesce a introdurre nel carcere di Sulmona a poche ore dal suo trasferimento. I magistrati contestano a Del Vecchio e Cappoli tre forniture di cocaina destinate al territorio pontino, delle quali parlano facendo riferimento appunto al periodo in cui Del Vecchio non poteva comunicare. È proprio il romano a raccontare all’amico, chiamato con l’appellativo “popone” all’interno del gruppo criminale capitolino, che poco tempo prima aveva fornito chili di droga alle persone che gli aveva presentato in precedenza. Successivamente Del Vecchio si organizza per ricostruire i traffici con quattro persone di sua fiducia, non ancora identificate.

Sono tre i capi d’imputazione, relativi a tre episodi diversi di cessione di cocaina risalenti al periodo antecedente all’ottobre dello scorso anno, ovvero quando Cappoli riferisce a Del Vecchio, durante le conversazioni telefoniche, di avere seguito le sue indicazioni. In un caso sarebbero stati consegnati cinque pacchi da mezzo chilo l’uno, al prezzo di 18.000 euro ognuno per un totale di 90.000 euro, a un soggetto non identificato che utilizzava il nickname Lamentino. In un altro caso due pacchi da mezzo chilo, con un costo di 17.500 euro l’uno, a un uomo non identificato chiamato Americano. Infine cinque pacchi da mezzo chilo, con un costo imprecisato, a un soggetto di Cisterna non identificato.

Nel corso delle successive intercettazioni gli investigatori documentano anche gli investimenti che Del Vecchio compie per riciclare denaro di provenienza illecita nella disponibilità del suo gruppo criminale. Il narcos fondano intende acquistare oro per 500.000 euro e ottiene l’aiuto proprio di Giuliano Cappoli che ha contatti con un compro oro di Roma, gestito da soggetti disposti a reperire il prezioso metallo in maniera illecita per un peso di cinque chili. L’operazione viene portata a termine con molta fretta perché l’oro deve restare il meno possibile nel negozio per evitare le conseguenze di controlli e il 7 novembre 2025 Del Vecchio manda a Roma persone di sua fiducia per lo scambio che avviene in due tranche. Dopo una prima consegna di 300.000 euro relativi a una prima parte dell’oro, i carabinieri decidono di intervenire per bloccare la seconda: viene fermato Mario T. detto Contadino, residente a Sperlonga di 46 anni, per questo indagato nell’inchiesta, che porta a Roma gli altri 200.000 euro destinati a completare l’investimento.