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Sicurezza stradale, Europa Verde Terracina attacca: “Mozione bocciata senza motivazioni”

Scontro politico in Consiglio comunale a Terracina dopo la bocciatura della mozione presentata da Europa Verde sugli interventi urgenti per la viabilità e la sicurezza stradale cittadina.

A denunciare quanto accaduto è il consigliere comunale e capogruppo di Europa Verde Gabriele Subiaco, che parla di una decisione “inspiegabile” e dettata da motivazioni “ideologiche”.

La mozione sulla sicurezza stradale

La proposta, protocollata il 30 settembre 2025 e discussa soltanto nella seduta del 12 maggio 2026, chiedeva al sindaco e alla giunta di valutare alcuni interventi ritenuti prioritari per la sicurezza urbana.

Tra le richieste avanzate figuravano la realizzazione di rotatorie o soluzioni per ridurre la velocità in alcuni incroci considerati pericolosi, come quello tra via Badino, via Borromini e via Pecs e quello tra via Appia Nuova e via Tenuta del Buongoverno.

La mozione proponeva inoltre un marciapiede lungo via Stradone della Valle, attraversamenti rialzati o zone 30 davanti a scuole, chiese e luoghi pubblici particolarmente frequentati, oltre alla predisposizione di un vero e proprio Piano di miglioramento della sicurezza stradale.

Le critiche all’assessore Caringi

Secondo Subiaco, durante il dibattito in aula l’assessore competente Caringi avrebbe riconosciuto la validità delle problematiche evidenziate, senza però indicare soluzioni concrete già inserite nella programmazione economica dell’ente.

Europa Verde sottolinea come alcuni progetti citati dall’assessore, come la rotatoria sulla via Appia o il marciapiede in zona Calcatore, sarebbero fermi da anni senza sviluppi operativi.

“Bocciata una mozione sacrosanta”

Molto duro il commento del consigliere di opposizione.

“Provo imbarazzo e sconcerto per quanto accaduto in aula – afferma Subiaco – perché è stata bocciata una mozione che poneva al centro un tema fondamentale come quello della sicurezza stradale, ricordando anche i tanti incidenti e le vittime registrate negli anni”.

Secondo il consigliere di Europa Verde, la contraddizione maggiore sarebbe emersa nel momento in cui la maggioranza, pur respingendo il documento, avrebbe proposto di affrontarne i contenuti in commissione.

“È paradossale – sostiene Subiaco – bocciare una proposta condivisibile e poi chiedere addirittura di discuterla successivamente”.

L’attacco politico alla maggioranza

Nel lungo intervento diffuso alla stampa, Subiaco attacca duramente anche la tenuta politica della maggioranza cittadina.

“Questa amministrazione – conclude – appare sempre più ostaggio dei malumori interni a Fratelli d’Italia e ormai lontana dai problemi reali della città. Si boccia perfino una mozione sulla sicurezza stradale solo per ragioni ideologiche e per non riconoscere il lavoro delle opposizioni”.

Aprilia, Ragusa (M5S) attacca sul parcheggio a Campoleone

“Chiediamo al Comune di Aprilia di attivarsi con urgenza, per quanto di competenza e in coordinamento con gli enti responsabili, al fine di garantire il pieno ripristino dell’illuminazione, della videosorveglianza e di adeguate misure di sicurezza presso il parcheggio e le aree di accesso alla stazione di Campoleone, così da tutelare l’incolumità dei cittadini e restituire decoro a uno snodo fondamentale per la mobilità del territorio”.

Auto cannibalizzate, furti e la paura di aggressioni. Il parcheggio della stazione di Campoleone si trova da anni in uno stato di degrado e mai sono decollati i progetti per migliorarne la fruibilità, garantendo sicurezza alle persone e una vigilanza sulle auto lasciate in sosta; Andrea Ragusa del Movimento Cinque Stelle torna nuovamente sull’argomento, dopo aver raccolto i racconti di chi, ogni giorno, è costretto a passarci per lavoro, per motivi di studio o cure e ad un mese di distanza dalla segnalazione inoltrata alla Prefetta Filippi, nell’incontro relativo alla manifestazione sullo stato delle strade cittadine.

“In quell’occasione – sostiene Ragusa -ho spiegato con chiarezza quanto la situazione continuasse ad essere critica: da troppo tempo ormai il sistema di illuminazione è quasi del tutto inefficiente: il vialetto che collega l’uscita del sottopassaggio al parcheggio è a malapena illuminato, tanto da risultare in penombra, quando non addirittura al buio, e la rete per delimitarlo ai lati, a suo tempo rappresentata a D’Attilio come necessaria a evitare possibili attacchi da animali selvatici o randagi o imboscate da parte di malintenzionati nascosti nei cespugli, è rimasta un sogno. Durante il sopralluogo effettuato con l’aattivista Giusy D’Alò abbiamo potuto constatare personalmente che nulla, nei fatti, è cambiato”.

“Chiunque si trovi a scendere dal treno dopo il tramonto – si legge nel comunicato- vive un’esperienza che assomiglia più a un incubo. I pendolari si ritrovano al buio, con l’ansia addosso, pertanto c’è chi evita gli ultimi treni per paura ed è costretto ad organizzarsi diversamente”.

“Nel parcheggio, tre dei quattro piazzali esistenti sono completamente al buio – continua Ragusa – mentre il quarto sopravvive con un’illuminazione che non raggiunge nemmeno il 50% della potenza dei fari installati, capaci di emanare solo una tenue luce; il vialetto che conduce allo scalo, invece, è avvolto nel semibuio. È una condizione che espone migliaia di utenti a rischi enormi, dai banali inciampi a pericoli ben più gravi, come possibili furti o aggressioni, costringendo le persone a muoversi con le torce dei cellulari in mano come se fossimo in un’emergenza perenne”.

La maggior parte delle telecamere presenti è ferma per obsolescenza, per questo Giusy D’Alò ha avviato una petizione, che ha già raccolto 150 firme di pendolari stanchi di sentirsi cittadini di serie B, chiedendo il ripristino immediato dell’illuminazione.

La scarsa percezione di sicurezza sta spingendo molti utenti a disertare il parcheggio e il risultato concreto è un crollo drastico degli introiti della sosta a pagamento.

I furti di parti di autovetture e di oggetti all’interno delle vetture, favoriti dalla mancanza di presidi fissi, che rende l’area percepita come una “terra di nessuno” nelle ore serali, unitamente ai problemi già ricordati legati alla videosorveglianza e alla scarsa, quando non inesistente, illuminazione.

“Alla luce di quanto sopra, si sollecita l’amministrazione a completare la videosorveglianza presso la stazione di Aprilia e a intervenire su quella di Campo di Carne – conclude l’attività dei Cinque Stelle – anche mediante accordi attuativi o richiedendo l’area in comodato d’uso per una gestione diretta a RFI, così da garantire a tutte le persone che ogni giorno prendono il treno, le stesse condizioni minime di sicurezza e rispettoLa situazione della stazione di Campoleone è diventata insostenibile e non possiamo più girarci dall’altra parte mentre il degrado avanza e la sicurezza arretra”.

Tumore del polmone, rivoluzione nelle cure: l’immunoterapia prima del bisturi

Nel tumore del polmone la cura cambia ordine: non più prima il bisturi, ma terapie sempre più anticipate per aumentare le possibilità di guarigione. È questa la svolta emersa dal confronto tra esperti internazionali riuniti a Roma dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE): trattare con l’immunoterapia prima dell’intervento chirurgico può ridurre di circa il 30–40% il rischio di recidiva e aumentare in modo significativo la probabilità di risposta completa, con percentuali che passano da circa il 2% a oltre il 20%. In altre parole: arrivare all’intervento con il tumore già “spento”. Un cambio di prospettiva che può fare la differenza in una malattia ancora tra le più diffuse e letali. 

Se n’è discusso nel corso del 5th International Summit on Lung Cancer, svoltosi a Roma il 9 e 10 maggio. Il cambiamento è netto. Fino a pochi anni fa, nel tumore del polmone operabile l’intervento chirurgico era il primo passo. Oggi non è più una scelta automatica. La strategia si costruisce prima. Si studia il tumore, si leggono le sue caratteristiche molecolari, si decide se iniziare con immunoterapia, terapie target o combinazioni. Solo dopo si sceglie se e come operare. La chirurgia resta centrale, ma oggi è parte di un percorso multidisciplinare costruito fin dall’inizio. Nel 2025 in Italia sono stati diagnosticati 27.100 nuovi casi tra gli uomini e 16.400 tra le donne; nel 2022 i decessi stimati sono stati 35.700 (dati AIRTUM). Numeri che raccontano una sfida ancora aperta, ma anche un’evoluzione concreta delle cure.

Non è solo una questione di anticipare una terapia. È una questione di metodo. Il tumore del polmone è spesso già “in movimento” fin dalle fasi iniziali: mentre si vede un nodulo, possono esserci cellule invisibili che circolano nel sangue. Anticipare i trattamenti oncologici significa proprio questo: non limitarsi a togliere ciò che si vede, ma colpire subito anche ciò che non si vede. “Oggi non basta più intervenire localmente – spiega Federico Cappuzzo, Direttore dell’Oncologia Medica 2 IRE e membro dello scientific board del Summit. – Dobbiamo trattare la malattia come sistemica fin dall’inizio. È questo che aumenta la probabilità di guarigione”. È come spegnere un incendio non solo dove si vede la fiamma, ma anche sulle scintille già portate dal vento.

“Anticipare” la malattia

In questo scenario diventano centrali gli strumenti di monitoraggio più avanzati. La biopsia liquida, che permette di analizzare il DNA tumorale nel sangue, si sta affermando come un “sensore precoce” della malattia: può aiutare a individuare la cosiddetta malattia minima residua, cioè tracce di tumore non visibili con gli esami tradizionali. Non è ancora uno standard per tutti i pazienti, ma rappresenta uno dei fronti più promettenti della ricerca. “La direzione è arrivare a un controllo sempre più preciso e personalizzato – sottolinea Cappuzzo. – Capire in anticipo se la malattia sta tornando significa poter intervenire prima, e meglio”.

Su questo terreno si gioca una delle partite più decisive della medicina di precisione. Tra i temi centrali del Summit: biomarcatori, nuovi farmaci e intelligenza artificiale applicata alla diagnosi e alla scelta delle cure. “La vera innovazione oggi è integrare dati clinici, molecolari e tecnologici per prendere decisioni sempre più precise – sottolinea Giovanni Blandino, Direttore Scientifico IRE. – Non trattiamo più tumori uguali per tutti, ma malattie diverse in persone diverse. Questo cambia radicalmente l’efficacia delle cure”.

Portare a Roma i principali esperti internazionali ha un valore che va oltre l’evento. “IFO costruisce comunità scientifiche – evidenzia il Direttore Generale Livio De Angelis. – Crea occasioni in cui le innovazioni mediche circolano velocemente tra chi le sperimenta e chi le applica. Il Summit è stato esattamente questo: un formidabile strumento di lavoro atto a trasferire l’innovazione nella pratica clinica, a vantaggio dei pazienti”.

Il messaggio che arriva da Roma è semplice ma potente: nel tumore del polmone, oggi, non conta solo cosa si fa. Conta quando lo si fa. E anticipare le cure mediche può cambiare davvero la storia della malattia.

Servizi educativi comunali, esposto della FP CGIL contro l’assessore Censi

La FP CGIL Frosinone Latina annuncia di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Latina nei confronti dell’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Latina, Federica Censi, accusandola di essere intervenuta impropriamente sulle modalità di svolgimento dell’assemblea sindacale convocata per il prossimo 14 maggio.

L’assemblea riguarda le lavoratrici e i lavoratori della Cooperativa Gialla, impegnati nei servizi educativi comunali 0-6 anni del capoluogo pontino.

“Interferenza nell’azione sindacale”

Secondo quanto sostiene il sindacato, l’assessore sarebbe intervenuta nel tentativo di ostacolare lo svolgimento di un’assemblea sindacale pubblica in piazza.

Una scelta che la FP CGIL definisce “grave” e “del tutto estranea alle prerogative proprie di un organo politico”.

“Parliamo di servizi essenziali e delicatissimi per la città di Latina – si legge nella nota del sindacato – garantiti quotidianamente da circa 80 lavoratrici e lavoratori impiegati negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia comunali”.

Per la FP CGIL, l’amministrazione dovrebbe invece concentrarsi sulle criticità del settore, a partire dalle risorse economiche necessarie per assicurare continuità ai servizi educativi, qualità dell’offerta formativa e tutela occupazionale del personale coinvolto nel nuovo appalto.

L’esposto in Procura

Il sindacato ritiene che il comportamento contestato rappresenti “una indebita interferenza nell’esercizio dell’azione sindacale e del diritto di assemblea costituzionalmente garantito”.

Per questo motivo, nella giornata di oggi, è stato depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Latina.

Assemblea confermata

La FP CGIL conferma intanto lo svolgimento dell’assemblea sindacale prevista per il 14 maggio 2026 e ribadisce la necessità che il Comune affronti “con serietà e responsabilità” il futuro dei servizi educativi 0-6 anni e delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

Lungomare di Latina, grandezza e miseria del nuovo piano di utilizzazione degli arenili

L’approvazione unanime da parte del Consiglio comunale di Latina ha consentito al sindaco, e ai due assessori che hanno competenza sulle materie relative alla gestione del litorale, di salutare con largo uso di aggettivi e grande dispendio di fantasia l’approvazione del nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili, definito “strumento strategico”, “concertato attraverso una visione d’insieme”, “capace di garantire un equilibrio virtuoso tra sviluppo turistico e tutela ambientale”.

Cosa cambierà nello scenario ancora deprimente della porzione antropizzata del lungomare di Latina, quella che si estende da Capoportiere e Foce Verde? Ci saranno quattro ulteriori concessioni demaniali per consentire l’installazione di quattro nuove strutture ricettive, cioè stabilimenti balneari, che porteranno così a 32 il numero complessivo di strutture presenti nei 4 chilometri di spiaggia compresa tra Capoportiere e Foceverde.

Una media di uno stabilimento ogni 125 metri, anche se non è proprio così, perché in alcuni punti del litorale ci sono anche tre stabilimenti posizionati uno dopo l’altro, con un’estensione complessiva di almeno trecento metri. Ciò nonostante, nella comunicazione ufficiale sulle meraviglie del nuovo PUA, si insiste in abbondanza sul rispetto della quota di litorale destinata alla libera fruizione. Non è una bugia, ma è una trappola. Ecco perché.

Il litorale di competenza del Comune di Latina si estende per circa 13 chilometri complessivi, da Rio Martino, al confine con Sabaudia, fino al fiume Astura, al confine con Nettuno. Nei circa quattro chilometri tra Rio Martino e Capoportiere, non ci sono residenze e nemmeno stabilimenti, e dunque la libera frazione della spiaggia è d’obbligo. Lo stesso accade per il tratto di circa cinque chilometri compreso tra Foce Verde e Torre Astura, peraltro soggetto a competenza militare e fruibile soltanto nei mesi di luglio, agosto e metà settembre. Il problema si concentra tutto nel tratto Capoportiere-Foceverde, l’unico caratterizzato da una forte presenza edilizia e nei mesi estivi frequentato da decine di migliaia di persone che risiedono sulla Marina.

Trentadue stabilimenti balneari con una estensione lineare media di un centinaio di metri ciascuno occupano almeno tre chilometri di spiaggia, lasciando alla libera fruizione soltanto un chilometro di litorale, il 25% del totale su quel tratto. La proporzione si ribalta quando a quel chilometro vengono aggiunti gli altri nove “liberi” a destra e a sinistra del tratto urbanizzato e antropizzato. Ma il risultato è che lo spazio libero dove ci sono le case non è sufficiente a sostenere il carico di presenze dei residenti che non possono permettersi di prendere in affitto ombrellone e sdraio in uno stabilimento. Così la città di divide in due: da una parte chi frequenta gli stabilimenti tra Capoportiere e Foceverde, e dall’altra chi va in cerca di un fazzoletto di spiaggia libera verso Rio Martino o a Sabaudia.

Un fenomeno spontaneo che si è venuto a determinare negli anni successivi alla comparsa degli stabilimenti balneari: in che modo il PUA appena adottato interviene per riequilibrare l’occupazione demaniale degli stabilimenti balneari? Nessuno. Perché a nessuno viene in mente di distribuire gli stabilimenti nell’intero tratto Foce Verde – Rio Martino. E’ anche semplice intuirne la ragione: nel tratto prospiciente il Lago di Fogliano, sottoposto all’influenza del Parco Nazionale del Circeo, non si può fare musica durante le ore notturne, per non compromettere l’equilibrio naturalistico dei luoghi. E dal momento che a Latina gli operatori balneari che hanno una concessione demaniale per esercitare esclusivamente l’attività ricettiva diurna legata alla fruizione della spiaggia, usufruiscono, non si sa perché, di una deroga concessa dal Comune per trasformarsi in locali notturni durante la notte, ecco spiegata la resistenza dei balneari e della loro associazione a qualsiasi modifica dell’organizzazione esistente.

Così, mentre da un lato si riesce a tutelare l’equilibrio della natura, dall’altro si disprezza l’equilibrio di cittadini costretti a convivere con la musica ad alto volume fino a tarda notte, grazie alla possibilità extra concessoria data agli stabilimenti balneari di poter organizzare serate di intrattenimento. Così, da anni, il Comune di Latina anziché dalla parte dei cittadini, è schierato senza se e senza ma dalla parte di un ristretto gruppo di operatori balneari, in nome del principio secondo cui un discutibile diritto di esercitare attività non previste e dunque non consentite prevale sul diritto dei cittadini di vivere il mare d’estate come luogo di relax e di ristoro.

Aprilia, a Carano la presentazione de “La città degli operai”

“La città degli operai. Aprilia da villaggio agricolo a polo industriale (1945 – 1970)” l’epopea della città, distrutta pesantemente a seguito dello Sbarco degli Alleati e, poi, ricostruita grazie ai proventi della Cassa del Mezzogiorno, sarà nuovamente presentato venerdì, nell’antico borgo di Carano, presso il Casale di Giulia a partire dalle 18.

L’autrice, Carmen Porcelli, insieme a Dario Petti, Atlantide Editore, e Giovanni Del Giaccio, giornalista, illustreranno l’opera che racconta venticinque anni di storia, ricostruita attraverso una profonda ricerca.
Nella costruzione di questo intenso viaggio, compiuto attraverso la ricostruzione, le lotte bracciantili. quelle per il salario e il diritto ad una casa, in una città nata dal nulla e cresciuta vertiginosamente in pochi anni, Petti, Del Giaccio e Porcelli saranno accompagnati dall’esecuzione di brani rappresentativi delle epoche rievocate. Insieme a loro sarà presente in rappresentanza di Archetipo Ensemble, una formazione musicale specializzata nelle sonorità mediterranee e musica popolare e colta, il maestro Maria Ausilia D’Antona, voce e chitarra, e Gabriele Falcone, chitarra.

L’appuntamento è il secondo dopo che, domenica scorsa, 10 maggio, è avvenuta la presentazione ufficiale che si è svolta con un grande successo di pubblico presso la sala Manzù della biblioteca comunale di Largo Marconi. L’editore Dario Petti e il giornalista Giovanni Del Giaccio hanno presentato il libro insieme all’autrice Carmen Porcelli, accompagnati sempre dall’Archetipo Ensemble che, per scandire i periodi storici, hanno eseguito alcuni brani (Oltre il ponte, La storia siamo noi, El pueblo unido jamás será vencido e Il ragazzo della via Gluck).

Presenti tra il pubblico anche tanti ex amministratori e politici apriliani appartenenti a diverse epoche della storia di Aprilia, come gli ex sindaci Modestino De Marinis e Gianni Cosmi, l’ex vicesindaco Franco Gabriele, gli ex assessori ed ex consiglieri comunali Monica Laurenzi, Antonio Chiusolo, Luigi Bonadonna, Alessandra Venditti, Ilaria Cavallin, Antonello Santangelo, il coordinatore comunale dell’UDC, Pietro Fazio, Alessandro Lillo della lista Aprilia Domani, il segretario cittadino di Fratelli d’Italia, Edoardo Baldo e Pasquale Bianchini del Partito Democratico.

Fondi in festa per il Giro: nasce il contest che premia gli scatti più originali

Balconi addobbati, installazioni, vetrine a tema e creatività diffusa per accompagnare il passaggio del Giro d’Italia a Fondi. In vista della tappa del 15 maggio, il progetto “Salita di Pantani” ha deciso di coinvolgere direttamente la cittadinanza con un contest fotografico dedicato all’evento.

L’iniziativa punta a raccogliere immagini, idee e allestimenti realizzati in città per accogliere la corsa rosa. A partecipare potranno essere singoli cittadini, scuole, famiglie, gruppi e associazioni, chiamati a raccontare attraverso una fotografia il clima di festa che accompagnerà il Giro.

Gli scatti dovranno essere pubblicati su Instagram tra il 15 e il 17 maggio utilizzando l’hashtag ufficiale dell’iniziativa. Saranno poi gli utenti social a decretare i vincitori attraverso il numero di like ottenuti online.

I primi cinque classificati riceveranno un premio che sarà comunicato successivamente dagli organizzatori sui canali ufficiali del progetto.

L’obiettivo, spiegano i promotori, è quello di trasformare il passaggio del Giro non soltanto in un appuntamento sportivo, ma in un’occasione di partecipazione collettiva e valorizzazione del territorio cittadino.

Aprilia, positivo il bilancio della Fiera di Campoverde

Chiude con un grande successo di pubblico la 39ª edizione della Mostra Agricola Campoverde, svoltasi dal 24 al 26 aprile e dall’1 al 3 maggio, ha confermato ancora una volta la fiera come punto di riferimento nazionale per il settore agricolo.

Organizzata dalla Tre M srl, con il sostegno di Arsial e il patrocinio del Comune di Aprilia, della Provincia di Latina, della Camera di Commercio di Latina e di Informare, l’evento ha attirato tra i 70 e gli 80 mila visitatori, di cui circa duemila bambini delle scuole di Aprilia, Anzio e Latina, coinvolti in percorsi educativi e laboratori didattici.

L’area espositiva, di 4 ettari, ha ospitato 400 stand con quasi 200 espositori, e circa 1000 persone hanno animato gli spazi espositivi tra operatori e animatori. Gli appassionati del mondo animale hanno potuto ammirare 100 mucche di 43 allevatori e 200 cavalli impegnati in discipline come il team penning e le esibizioni dei butteri, mentre l’area cinofila ha proposto dimostrazioni di addestramento e concorsi amatoriali di bellezza.

Ogni giorno sono stati realizzati 15-20 spettacoli, adatti sia ai bambini sia agli adulti, con artisti di strada, percussionisti e sbandieratori di Cori, oltre a esibizioni di falconeria e rievocazioni storiche che hanno mostrato antiche tecniche di lavorazione del grano. Tra le novità di questa edizione spiccavano il Contest Musical, la gara amatoriale di bellezza cinofila e i laboratori di semina per bambini, pensati per rendere la fiera più interattiva e partecipativa.

Il programma ha valorizzato sia la tradizione agricola e pastorale del Lazio, con il villaggio dei butteri e la mostra regionale dei bovini, sia l’innovazione tecnologica, con macchine agricole hi-tech e trattori d’epoca. Ampio spazio è stato dedicato anche all’enogastronomia, con il Salone del Vino e dei Sapori del Lazio in collaborazione con Arsial, showcooking, degustazioni e un’intera area tematica dedicata al peperoncino.

Uno dei momenti più emozionanti è stato l’omaggio a Roberto Cotterli, storico presidente dell’associazione di protezione civile Alfa di Aprilia, scomparso prematuramente nel 2022.

“La 39ª edizione della Mostra Agricola Campoverde ha confermato il suo ruolo di vetrina non solo per il settore agricolo, ma anche per la promozione delle tradizioni locali, dell’innovazione e della cultura”, ha dichiarato Cecilia Nicita di Tre M srl, ringraziando tutte le istituzioni e i partner che hanno reso possibile questa edizione, oltre a tutto lo staff. “Abbiamo raggiunto l’obiettivo di coniugare passato, presente e futuro delle attività agricole, enogastronomiche e culturali del Lazio.”

La Tre M è già al lavoro per la 40ª edizione, pronta a superare le aspettative e a continuare a valorizzare il patrimonio agricolo e culturale del territorio.

Angelica Masella, ecco chi è l’alfiere della Repubblica di Minturno 

Minturno in festa per il conferimento dell’attestato di Alfiere della Repubblica da parte del capo dello Stato Sergio Mattarella ad Angelica Masella, studentessa quindicenne protagonista della cerimonia svoltasi al Quirinale. 

I primi a complimentarsi con il neo Alfiere sono stati il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli e la dirigente dell’Istituto Comprensivo Antonio Sebastiani di Minturno Maria Grazia Mattei, dove la giovane ha frequentato la scuola media. 

Angelica è una dei 28 giovani che sono stati selezionati in tutta Italia per essersi distinti, nel corso del 2025, per senso civico e solidarietà, interpretando con dedizione il tema: “Sperimentare e comunicare la solidarietà”. Nel corso della cerimonia, prima della consegna dell’attestato da parte del presidente Mattarella, è stata letta la motivazione del riconoscimento assegnato alla giovane abitante a Tufo di Minturno “per la maturità con cui promuove una cultura del dialogo, del rispetto, del confronto. 

I suoi gesti riflettono un’idea di pace vissuta nella semplicità del quotidiano”. Sin dal primo anno di medie Angelica è stata vicina ad uno compagno disabile, coinvolgendolo nel suo gruppo di amici e supportandolo nell’attività scolastica. “Il suo esempio di altruismo – ha detto il sindaco Stefanelli – è luce e vanto per tutti noi”. All’appuntamento al Quirinale Angelica è stata accompagnata dai genitori e della professoressa Maria Marricco, la docente che aveva segnalato l’encomiabile atteggiamento inclusivo della ragazza nei confronti del compagno di classe.

Fondi, bagno di folla per Vincenzo Carnevale: la coalizione si presenta in piazza

Una piazza piena, applausi e una macchina politica che prova a mostrarsi compatta a poche settimane dal voto. A Fondi la coalizione che sostiene la candidatura a sindaco di Vincenzo Carnevale ha scelto Piazza Emilio Rosati, nel cuore del centro storico, per la presentazione ufficiale delle liste e del programma elettorale, trasformando l’appuntamento in una manifestazione dal forte peso politico.

Accanto al candidato sindaco erano presenti i rappresentanti delle liste Forza Italia, Litorale & Sviluppo Fondano, Io Sì, Fondi Azzurra e Noi per Fondi, unite sotto lo slogan “Orgogliosi del passato, pronti per il futuro”, filo conduttore dell’intera serata.

Dal palco si è parlato soprattutto di continuità amministrativa, rivendicando quanto realizzato negli ultimi anni e indicando le priorità della prossima fase politica cittadina: infrastrutture, servizi, quartieri e sviluppo urbano.

A introdurre gli interventi è stato il sindaco uscente Beniamino Maschietto, che ha definito Carnevale una figura capace di garantire equilibrio amministrativo e conoscenza del territorio. Sulla stessa linea anche l’europarlamentare Salvatore De Meo, che ha sottolineato il radicamento territoriale della coalizione e l’esperienza dei candidati presentati.

Particolarmente politico l’intervento del senatore Claudio Fazzone, che ha accompagnato il suo discorso con immagini e contributi dedicati ai cantieri e alle opere in corso sul territorio comunale, rivendicando investimenti e progettualità portate avanti negli ultimi anni.

A chiudere la manifestazione è stato lo stesso Vincenzo Carnevale, che davanti a centinaia di persone ha rilanciato la propria idea di città parlando di “una Fondi moderna, dinamica e vicina ai cittadini”, nel segno di un progetto che punta a coniugare continuità e innovazione.